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martedì 15 settembre 2015

Babel-17

Un misterioso codice crittografico viene intercettato sui luoghi di una serie di attentati che evidentemente sono stati ispirati dagli Invasori. Il codice, intercettato dalle forze dell'Alleanza con la Terra, è stato denominato Babel-17 e sfugge a qualsiasi tentativo di decifrazione: per i terrestri del lontano futuro è giunto il momento di rivolgersi al miglior crittografo del pianeta.
Linguaggio, matematica, poesia
Il personaggio principale di Babel-17 è Rydra Wong, poetessa, studiosa del linguaggio e crittografa. C'è un po' di Samuel R. Delany in Rydra: lo scrittore, infatti, è un matematico di formazione poi passato alla letteratura come scrittore di fantascienza e come poeta. Delany è, poi, anch'egli una persona piuttosto rara, in particolare nel genere: è uno dei pochi scrittori afroamericani che hanno affrontato la fantascienza. E la sua sfida è sicuramente vincente sin da questo Babel-17, un romanzo scritto nel 1966 ma incredibilmente fresco e dove l'unico elemento che realmente lo identifica come scritto in quell'epoca è un accenno nel finale alle schede perforate: cd, dvd e prima ancora floppy erano di là da venire, così come lo stesso concetto di cloud computing, però la tecnologia e i macchinari descritti sono tali da essere coerenti con un qualsiasi tempo futuro.
La forza del romanzo, però, non sta in questi aspetti, che sono comunque dei dettagli, ma in alcune delle idee che erano presenti, separatamente, nelle opere coeve di due altri scrittori statunitensi: sto infatti pensando a Dune di Frank Herbert e Nova Express di William Burroughs.
Con il romanzo di Herbert, Babel-17 condivide l'atmosfera sognante di alcuni passaggi soprattutto nella prima parte, quando Rydra è alla ricerca del suo equipaggio, o l'ambientazione sul pianeta del barone Ver Dorco, colui che crea le armi per l'Alleanza contro l'Invasione.
E' poi possibile che, a sua volta, Babel-17 abbia influenzato le atmosfere del Dune cinematografico del 1984 di David Lynch, visto che il romanzo stesso è ricco di modifiche genetiche autoindotte, alcune di livello estetico altre funzionali al lavoro da svolgere.
Le similitudini con Nova Express di Burroughs sono, a mio giudizio, invece molto più profonde: anche nel romanzo di Burroughs, che fa parte della allucinata e allucinante quadrilogia fantascientifica dello scrittore beat statunitense, c'è un'invasione verso la Terra. L'arma principale dell'invasione è una sorta di linguaggio virale, qualcosa di simile a quello che si rivelerà essere Babel-17. Questo, infatti, è un linguaggio sviluppato dagli Invasori, trasmesso nello spazio e mancante della definizione della prima persona. Questa semplice mancanza rende qualunque persona appartenente all'Alleanza una spia e un sabotatore al soldo dell'Invasore.
E' un concetto che, per esempio, verrà sviluppato da Grant Morrison sia ne Gli Invisibili sia in Crisi Infinita e che (stando a quanto segnalato su wiki.en) è stato in parte espresso anche sui romanzi precedenti Il linguaggio di Pao di Jack Vance e Anthem di Ayn Rand.
In conclusione un romanzo bello, veloce, appassionante e interessante, consigliato a tutti gli amanti della fantascienza soprattutto perché riesce a unire i due grandi filoni, quella cosmica e quella intimista.
Ricordo infine che sia Dune sia Nova Express sono sostanzialmente contemporanei con Babel-17, a dimostrazione che solo i grandi autori sono in grado di cogliere i medesimi dettagli e svilupparli in modi e stili completamente differenti.

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