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domenica 3 febbraio 2013

Chi ha ucciso l'uomo di ghiaccio?

Tempo addietro, cercando informazioni e immagini su Alex Maleev, ho scoperto che il bravissimo illustratore e cartoonist (memorabile il suo Devil insieme con Brian Michael Bendis) ha realizzato un piccolo fumetto di due pagine per il National Geographic dove viene descritta una possibile ipotesi sulla morte, certamente violenta, di Ötzi, il famoso Uomo Ghiaccio scoperto sulle Alpi al confine tra Italia e Austria.
Utilizzando il materiale messo a disposizione da Juan Velasco del National, ho provato a tradurre il fumetto (caricato su min.us utilizzando il font GnuTypewriter, se non erro), e visto che c'ero ho anche tradotto da en.wiki l'estratto riguardante le ipotesi sulla morte di Ötzi.
Nel 2001, gli esami con i raggi X e la TAC hanno rivelato che Ötzi aveva una punta di freccia conficcata nella spalla sinistra, quando è morto, e una piccola lacrima sul suo cappotto. La scoperta della punta della freccia ha spinto i ricercatori a teorizzare che Ötzi morì per la perdita di sangue dalla ferita, che probabilmente sarebbe stata fatale anche se moderne tecniche mediche fossero state disponibili. Ulteriori ricerche hanno scoperto che l'asta della freccia era stata rimossa prima della morte, mentre da un attento esame del corpo sono stati trovati lividi e tagli alle mani, ai polsi e al torace e traumi cerebrali indicativi di un colpo alla testa. Uno dei tagli, che si trova alla base del pollice, arrivava fino all'osso, non avendo abbastanza tempo per guarire prima della morte. Attualmente si ritiene che il decesso è stato causato da un colpo alla testa, anche se i ricercatori non sono sicuro se questo è dovuto a una caduta, o al colpo inferto con una pietra da un'altra persona.
Analisi del DNA non pubblicate, e quindi non confermate, sostengono di aver rivelato tracce di sangue da altre quattro persone sulla sua attrezzatura: uno dal suo coltello, due dalla stessa freccia, e una quarta dalla tasca della giacca. L'interpretazione di questi risultati fu che Ötzi ha ucciso due persone con la stessa freccia, che fu in grado di recuperare in entrambe le occasioni, mentre il sangue sulla giacca era di un compagno ferito che potrebbe aver portato sulle spalle. La postura innaturale di Ötzi (il corpo congelato a faccia in giù, con il braccio sinistro piegato sul petto) suggerisce che la teoria di una morte solitaria dovuta alla perdita di sangue, alla fame, al freddo e alla debolezza è insostenibile. Piuttosto, prima della morte e del rigor mortis, l'Uomo di ghiaccio è stato girato sullo stomaco nel tentativo di rimuovere l'asta della freccia.
Nel maggio del 2012, un gruppo di ricercatori utilizzando la spettroscopia Raman e la microscopia atomica ha concluso che Ötzi non è morto subito per la ferita alla spalla. Hanno rivelato cellule di sangue secche e pdi fibrina in un alto stato di degrado, il che suggerisce un coagulo di sangue consolidato di più di pochi giorni.
L'esame del DNA suggerisce che sia stato assistito dai compagni, che sono stati anche feriti; l'analisi dei pollini e del cibo suggerisce che si trovava fuori dal suo territorio usuale. L'ascia di rame non è stata fatta da lui: avrebbe richiesto uno sfrozo di gruppo estrarre, fondere e realizzare la testa dell'ascia di rame. Questo può indicare che Ötzi era parte di un gruppo di predoni armati coinvolti in uno scontro, magari con una tribù vicina, e questa schermaglia è andata a finire male. Quando il DNA mitocondriale di Ötzi è stato analizzato da Franco Rollo e colleghi, si è scoperto che aveva i marcatori genetici associati con la fertilità ridotti. E' stato ipotizzato che questo può aver influito sulla sua accettazione sociale, o per lo meno che la sua sterilità potrebbe aver avuto delle conseguenze sociali all'interno del suo gruppo tribale, che potrebbe aver giocato un ruolo nella catena di eventi che hanno portato allo scontro.
Ovviamente la ricerca del materiale utilizzato per il post mi ha fatto imbattere in alcuni post e articoli interessanti che vado a proporvi in chiusura:
The Sequential Art of the Past: Archaeology, comics and the dynamics of an emerging genre e The Sequential Art of Ötzi di John G. Swogger; Showing the Past with Comics, part two: Iceman

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