Network Bar

martedì 10 luglio 2018

L'odore della polvere da sparo

Il mattino del giorno 29 aprile [1947] oltre mille contadini provenienti dalla campagna circostante e di qualche comune viciniore armati di zappe, randelli e grossi bastoni, inscenarono in questa piazza Prefettura una violenta manifestazione, chiedendo l'abolizione totale dell'ammasso, la libera macinazione del grano e la soppressione del Consorzio Agrario.
Così scrive il prefetto di Potenza nel resoconto della manifestazione contadina che si stava tenendo nel capoluogo lucano. La polizia non rimase con le mani in mano e sparò sulla folla, o più precisamente in aria, ferendo 16 persone di cui due, Antonio Bastiano e Pietro Rosauno, morirono successivamente in ospedale.
In questo contesto politico è ambientata la prima parte de L'odore della polvere da sparo di Attilio Coco, che a partire da quella vicenda particolarmente cruenta, racconta la vita di Gianni Ceccante, all'epoca studente di liceo, quindi attore affermato. Questa viene narrata al giornalista Pietro Mattei, che in un certo senso ricostruisce la complessa vita di un uomo cresciuto in un ambiente libertario, un po' nascosto un po' manifesto tra la libreria e l'orologeria.
Coco, pur inserendo forti elementi libertari nel suo testo, riesce a non cadere nella facile trasformazione del romanzo in un piccolo saggio, ma anzi costruisce una vicenda interessante, a tratti misteriosa, dove le lunghe mani del potere influenzano le persone in modi decisamente intangibili.

Nessun commento:

Posta un commento