Stomachion

venerdì 20 luglio 2018

Queste oscure materia, o della meditazione e dell'amore

Ne Il matrimonio del cielo e dell'inferno (The marriage of heaven and Hell) William Blake esprime, a mio giudizio, tutta l'ambiguità del suo essere, diviso tra l'inferno e il paradiso, tra quello che gli hanno insegnato essere male e bene. Risolve la disputa assegnando al paradiso la ragione e all'inferno l'energia, esprimendo nel complesso il concetto che nulla nell'universo si possa muovere senza questi due opposti. In effetti anche una piccola poesia come Il sorriso (The smile) racconta di questo vivere conteso tra due opposti, proprio come nel simbolo cinese di yin e yang, dove bianco e nero si compenetrano. Il conflitto presente in Blake, però, lo tiene lontano dall'unione equilibrata di yin e yang, dandogli una visione più conflittuale degli opposti, molto più occidentale, per riassumere.
Le poesie di Blake sono, dunque, ambigue, non solo per lo stile iniziatico, ma proprio per l'ambiguità dell'oscillazione dell'uomo tra bene e male. E per certi versi anche Queste oscure materie è un’opera ambigua, in cui non è semplice parteggiare per qualcuno se non per i giovani protagonisti, Lyra e Will. In fondo è la stessa scelta che fanno le streghe, i gyziani, Lee Scoresby, Iorek Byrnison e altri co-protagonisti della storia: ognuno di loro li protegge come può, perché solo a questi due ragazzi ogni essere intelligente dell’universo potrà finalmente essere libero. D'altra parte l'ambiguità e il ribaltamento della saga sono figli delle due principali fonti di ispirazione di Philip Pullman: Il paradiso perduto di John Milton e il già citato Blake, poeta e incisore. E a questo proposito proprio l'incisione de Il matrimonio del cielo e dell’inferno, che racconta di un vuoto da cui fuggire, possibilmente in due verso l'alto, sarebbe perfetta come copertina per la fuga delle anime dal mondo dei morti, un viaggio probabilmente ispirato dall'Inferno di Dante Alighieri, che Blake (uno tra tanti) ha anche illustrato.
Un’altra visione che sembra presa da Blake sono gli Spettri, raccontati dal poeta britannico nella poesia Il mio spettro attorno a me notte e giorno (My spectre around me night and day), che in Pullman però diventa un’entità parassita e perennemente affamata della parte più intima degli esseri umani(1), rappresentata su Terra-Lyra dai daimon.
Un po' come meditare
Questi particolari esseri viventi sono dei mutaforma che modificano il proprio aspetto in funzione di ciò che sente l'umano cui sono legati. Quindi sono legati con la parte più intima del loro padrone e con essa cambiano, almeno fino all’età adulta quando la forma si fissa con il carattere. A ben vedere è un concetto molto orientale, quasi una rappresentazione fisica di quella parte interiore che può essere raggiunta con un apposito esercizio meditativo.
Altro elemento fondamentale di Queste oscure materie è il senso di appartenenza all'universo di ciascun singolo essere vivente, che ancora una volta è presente nelle discipline meditative.
Continuando con questo parallelismo, la stessa concentrazione necessaria a Lyra per consultare l'aletiometro e a Will per aprire un varco con altri mondi usando la lama sottile è tipicamente orientale, visto che tale atto del concentrarsi deve necessariamente ignorare le influenze esterne e i pensieri superflui che possono introdurre elementi di distrazione. E non è un caso che la speranza per Lyra di tornare a leggere l'aletiometro e per Will di tornare a viaggiare tra i mondi (e quindi ritrovare Lyra!) viene riposta nelle loro capacità di imparare le tecniche necessarie per il compito. Nessuno dei due sa come dovrà fare, anche se avrebbero la possibilità di apprenderlo prima, ma saggiamente rifiutano. Infatti Will dice a Xafania, uno degli angeli che hanno combattuto a fianco dei ribelli:
Sarò io a decidere cosa fare. Se tu mi dicessi che devo combattere, o guarire, o esplorare, o qualsiasi altra cosa, continuerei a pensarci, e se poi lo facessi sarei pieno di risentimento perché mi sembrerebbe di non aver scelto, e se non lo facessi mi sentirei colpevole. Qualunque cosa sia, la sceglierò io e nessun altro(2).
Paradiso ritrovato
Interessante, poi, il rinnovato mito della guerra tra gli angeli: a capo del multiverso c'è l'Autorità, il primo degli angeli ad essere nato dopo la creazione dell’universo. Egli è riuscito a convincere alcuni angeli di essere il vero creatore dell'universo, ma ben presto scoppia una guerra con la fazione che ne disconosce l’autorità. I dissidenti perdono.
Forse a causa delle azioni di Lord Asriel, il padre di Lyra, la situazione precipita: Metatron, il comandante dell'Autorità, vorrebbe prendere il posto di quest'ultima e governare in maniera diretta su tutto il multiverso, togliendo qualunque autorità a tutte le chiese e le religioni presenti sui mondi. Da qui l’urgenza di sconfiggere l'Autorità e il suo comandante, per concedere agli esseri intelligenti la libertà di scegliere e sbagliare.
In questo senso ha un che di ironico la morte dell'Autorità, dissolta tra le braccia di Will e Lyra che l'avevano appena salvato da un gruppo di demoni delle falesie (dei mostri volanti di Terra-Lyra), così come quella di Metatron trascinato giù da Asriel e dalla sua vecchia amante Marisa Coulter in una sorta di buco nero multidimensionale. Quest'ultimo è il tentativo disperato di una delle Chiese del multiverso di uccidere Lyra, prima che venga tentata da Mary Malone con un racconto sulla crescita, quello di cui scrivevo nell’articolo dedicato al Cannocchiale d'ambra.
L'intera saga, alla fine, si poggia su un forte elemento di rifiuto delle religioni organizzate, chiesa cattolica in testa, e il loro controllo sull'individualità dei fedeli attraverso le leggi dottrinali.
Altro elemento forte della saga è, e questo è abbastanza indubbio, l'amore. Anche quest'ultimo elemento attraversa i tre libri, iniziando dal rapporto tra Asriel e Coulter, che possono essere accostati alla scienza e alla fede, amanti che non sempre riescono ad andare d'accordo, proprio come i due genitori di Lyra. La bambina, quindi, assume una funzione di mediazione tra i due contendenti. Può essere anche intesa come la verità, o colei che è destinata a mostrare la verità. Per affrontare questo compito, però, Lyra ha bisogno di un protettore e di una guida, e questo compito viene assegnato a Will. I due, allora, formano una nuova coppia, in contrapposizione con la vecchia coppia di Asriel e Coulter: così come questi ultimi possono, allora, essere visti come l'ultima coppia del vecchio universo, corrotto dagli intrighi e dall'ambiguità (le azioni dei due non sono sempre chiare e limpide), Lyra e Will sono la prima coppia del nuovo universo, un luogo mosso sempre e comunque da un'unica forza, quella dell’amore.
  1. Stando a quanto scritto nell'appendice di Visioni, lo Spettro di Blake diventa da immagine del terrore a simbolo usato per esprimete concetti differenti, ad esempio come condanna della ragione.
  2. Traduzione di Francesco Bruno

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