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sabato 12 settembre 2009

Natura, questa sconosciuta

More about La grande dinastia dei paperi - 1956 - Vol. 12Uno degli aspetti che più sono stati a cuore di Barks è il messaggio ambientale, dietro il quale è nata la necessità di creare le Giovani Marmotte. Sempre con la sua tipica ironia pungente, ma comunque divertente, Barks mette i paperi in contrasto con animali, piante, pesci, dimostrando qualora ce ne fosse bisogno che anche l'uomo, che nelle fiabe papere di Barks è rappresentato da Paperino & co., è decisamente maldestro (nella visione più ottimistica) nei confronti del suo approccio alla natura.
Una dimostrazione lampante viene da Paperino e il problema forestale, dove il nostro, nel tentativo di ottenere un giardino ricco e rigoglioso, inizia una battaglia con i citelli (che nella traduzione italiana diventano talpe) per sfrattarli dal suo terreno. Ottenuto lo sfratto, però, saranno i lombrichi e gli uccelli a distruggere il povero arbusto piantato da Paperino nel suo giardino: a quel punto il nostro acquisterà al vivaio una delle piante più resistenti in dotazione del fioraio. Questa caratteristica insieme con la cura di Paperino, renderanno la crescita della pianta incontrollata: bisognerà convincere il nostro eroe a lasciar perdere la pianta, perché sarà la selvaggia natura del suo giardino a distruggerla:
Neppure il gelso spinoso di Mongolia riesce a sopravvivere nel nostro cortile!

dice uno dei nipotini a un Paperino basito dall'assalto selvaggio di lombrichi, uccelli e talpe: la lotta per la sopravvivenza nel cortile di casa Paperino è terribile!
Paperino, però, prova anche a dimostrarsi superiore a qualsiasi animale, pesce o uccello, senza avere alcuna competenza: accade in Paperino e il domatore, dove il nostro si fa assumere in un allevamento di salmoni in qualità di esperto: vi lascio immaginare quale serie di disastri e gag inanella il nostro spavaldo esperto!
Anche in Paperino in "Evviva la squola!", il nipote di Paperone cerca di asservire la natura ai suoi scopi: mentre nel primo caso è la natura a farsi burle di lui, questa volta è la legge. Il nostro, infatti, riesce a catturare una balena e a farla entrare in una insenatura: prima, però, la protezione animali gli intima che deve bagnare e nutrire il cetaceo, poi lo sceriffo gli comunica che la legge vieta di tenere in cattività animali selvatici. Così ancora una volta Paperino esce sconfitto dalla lotta con la natura, forse un messaggio di speranza ecologista, nascosto anche nella mitica Paperino e il torneo monetario. In questa, che è la prima storia di Cuordipietra Famedoro, Paperone e il suo rivale sudafricano iniziano un torneo monetario per stabilire chi è il più ricco: alla fine tutto si riduce a misurare la lunghezza del gomitolone di spago raccolto in una vita. Il percorso sarà attraverso l'Africa, verso l'interno: la selvaggia natura africana ridurrà i gomitoli ai minimi termini, quasi una metafora per dire come la ricchezza e il controllo che gli esseri umani hanno sul mondo si poggia su un labile equilibrio che potrebbe spazzare vita il potere degli esseri umani.
Archimede Pitagorico e il regalo della Nonna pone, invece, l'accento in maniera leggera e umoristica sull'utilizzo delle risorse e sulla manipolazione delle stesse. Ancora nel 1956, anno d'uscita della storia, non si parlava né del consumo delle risorse né degli alimenti geneticamente modificati: infatti Archimede non si poneva tanto questo problema, quanto quello di semplificare il lavoro di Ciccio, introducendo nel macchinario costruito ogni sorta di materia prima, che poi sarebbe diventata un prodotto finito. L'escalation di trovate e assurdità inventive di Archimede verrà fermata da Nonna Papera:
Non avrò più nulla da fare!
E non avranno più nulla da fare la mucca, le galline, i maiali! Questa non sarà più una fattoria, ma una fabbrica!

In un certo senso molte fattorie sono diventate fabbriche, e questa battuta ha il sapore della preveggenza, e sintetizza anche il modo romantico e forse anche un po' pratico con cui il Maestro dell'Oregon vedeva l'agricoltura nella metà del XX secolo.
Ultimo accenno al problema delle emissioni: Paperino fumografo presenta il nostro eroe come maestro nel generare messaggi di fumo nel cielo. La sua attività è, però, fortemente avversata dagli ambientalisti, che ritengono contribuisca all'inquinamento dell'aria. Paperino, però, nicchia:
Che razza di ignoranti! Il mio fumo è troppo in alto per far bruciare gli occhi alla gente!

I disastri cui Paperino andrà incontro a causa dell'imprevedibilità delle condizioni atmosferiche e del traffico aereo sembrano quasi un modo, per Barks, per smentire ancora una volta le parole di Paperino e di tutti quelli che la pensano come lui: quasi dantesca, si potrebbe dire, la conclusione della storia, con Paperino che precipita sulla città rilasciando tutto il suo carico di fumo e facendo bruciare gli occhi a tutti i paperopolesi!
Il rapporto dei paperi con la natura, in conclusione, è quindi abbastanza contraddittorio, a volte bucolico e tranquillo (vedi ad esempio Paperino al campeggio, dove comunque l'Uomo dei Paperi non risparmia le gag), più spesso in contrapposizione con l'ambiente, soprattutto quando le motivazioni non sono semplici e lineari.

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