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mercoledì 23 ottobre 2013

Kerouac quantistico

Mia traduzione e adattamento del paragrafo "The quantum Buddha: Waves of Being", tratto da "Kerouac in Ecstasy: Shamanic Expression in the Writings" di Thomas R. Bierowski. L'ispirazione è la ricerca di mia sorella di una copia di "Vecchio angelo mezzanotte", un poema narrativo (o un romanzo in versi). Di questa opera, a quanto pare di difficile reperibilità, c'è in giro una performance live "jazzata" con le musiche di David Amram.
In [Vecchio angelo mezzanotte, OAM], Kerouac sembra intuire (ed esprimere) gli aspetti chiave della teoria dei quanti, che è una autentica moderna iterazione dello sciamanesimo (ovvero un modo alternativo di osservare l'universo). Dal punto di vista quantistico, la condizione del mondo ("il rivestimento") è dipendente e influenzata dalla nostra osservazione(1). Così, in Vecchio angelo mezzanotte, per Kerouac, "le ceneri diventano neve e latte" quando egli le guarda (OAM 4). L'universo di Vecchio angelo mezzanotte entra nell'esistenza solo quando Kerouac volge il suo orecchio alla finestra della sua percezione. La sua attenzione creativa definisce e produce un genere di certezza all'infuori dell'incertezza quantistica che è il mondo non osservato, il mondo che è indefinito, il mondo che più assomiglia a un'onda, fluido e indeterminato. La sezione 9 di Vecchio angelo mezzanotte è un saggio su questa nozione.
La "scena" (o fuga(2), in questo esempio) si apre con una visione dell'impermanenza mentre il narratore guarda la pagina dello sport. Sfocia velocemente nell'elementale proclama sciamanico: "Morire è l'estati" (OAM 11). Dalla scomparsa del fratello Gerard (quando Kerouac era un bambino), e specialmente dalla morte dell'"uomo dell'anguria" sul Moody Street Bridge impressa nella sua mente (come raccontato in Doctor Sax), questa percezione ha sempre riempito Kerouac di parti uguali di orrore e soggezione creativi. E' la pietra angolare sciamanica al suo impulso artistico. Questo intuito di morte genera domande e visioni.
Egli chiede, "Cos'è l'universo se non un sacco di onde" (OAM 11) e "In un universo di onde qual'è la differenza tra un'onda e l'altra?"(3) (OAM 12). La sua identificazione con Gesù e Buddha, e con la letteratura profana e la letteratura spirituale, si fonde in un terzo ordine dell'esperienza e dell'essere: "Si Jean / una grande, grande onda sudata" (OAM 13). Egli pronuncia: "Sono il nuovo Buddha - e chiamerò me stesso ELETTRONE" (OAM 14). Egli scorge l'aspetto quantistico dell'universo fisico come uno schermo cinematografico traboccante di particelle e onde e dichiara: "Sto andando dall'altro lato" (OAM 14).
(1) Questo punto, che personalmente considero alla base di molti fraintendimenti pseudo-scientifici intorno alla meccanica quantistica, vedremo (spero presto) ribaltato da Turing.
(2) In senso musicale
(3) La traduzione proposta mi sembra quella più in linea con l'interpretazione quantistica di Bierowski. Questo il passo di Kerouac: In a universe of waves quell difference betwixt one wave & t'other?

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