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lunedì 22 settembre 2008

Vita su un altro pianeta

Immagine di Gli ascoltatori
In uno splendido romanzo a fumetti di Eisner, proprio il Vita su un altro pianeta del titolo, un osservatorio radioastronomico capta un segnale radio proveniente dallo spazio profondo. L'interpretazione del segnale come prova di vita aliena su un pianeta relativamente vicino alla Terra consente a Eisner di sviluppare da una parte una trama spionistica avvincente e dall'altra di esplorare le reazioni della gente comune, dei governi, della politica e della finanza alla notizia: ne esce fuori un quadro sconfortante della società umana, tanto che il protagonista del romanzo, posto di fronte a un analogo segnale, decide di gettare i tabulati, lasciando gli esseri umani tranquilli nella loro non perfetta società.
Avviene qualcosa del genere anche ne Gli ascoltatori di James Edwin Gunn: in quel di Puerto Rico opera il Progetto, diretto da Robert McDonald, che si pone in ascolto dei segnali provenienti dallo spazio cercando di distinguere, una volta ripuliti dal rumore di fondo cosmico, segnali di vita intelligente su altri pianeti. L'opera di Gunn risulta interessante per molti motivi: intanto le fonti ispirative, tutti quegli scienziati, fisici in testa, che ritengono probabile l'esistenza da qualche parte nell'universo di vita intelligente e tecnologicamente avanzata; quindi l'idea che un eventuale contatto con il resto dell'universo possa cambiare la nostra società.
In questo senso il romanzo di Gunn, che esplora e abbatte grazie al carattere del protagonista McDonald tutte le opposizioni dei giornalisti scettici, dei fanatici religiosi, dei politici, è prudentemente ottimistico sul destino della razza umana e della sua vita sociale. Non solo il mondo di Gunn sembra svilupparsi in maniera più ordinata del nostro, ma l'influenza del Progetto e dell'annuncio del messaggio, della sua decifrazione (dopo un breve periodo di caos) e quindi della risposta sembra dare una spinta definitiva verso gli impulsi positivi della società umana, tra cui, ad esempio, il controllo delle nascite fino a una natalità nulla in tutto il mondo. Gunn, tra l'altro, propone un modo di vedere il mondo e il pianeta non con i limiti temporali di una singola generazione, al massimo due, ma con quelli di una visione più ampia, connessa con lo sviluppo e la vita di molte generazioni una dietro l'altra, lasciando tracce ed eredità non solo ai propri figli, ma ai posteri in generale.
Un romanzo, ricco di citazioni letterarie, in cui ogni capitolo viene chiuso da una raccolta di citazioni di scienziati e scrittori, intervallate da informazioni sul mondo del futuro, che vuole essere non solo uno sprone alla ricerca di vita intelligente nell'universo, ma anche, descrivendo il contatto con una cultura extraterrestre lontana 45 anni luce, un modo per dare al lettore una visione più globale nello spazio e nel tempo del nostro pianeta.
Un romanzo che sicuramente sarà molto apprezzato dagli scienziati, ma che può trovare estimatori anche negli altri lettori, anche in quelli meno avvezzi alla fantascienza o all'avventura, proprio per i toni intimistici e le profonde riflessioni di cui è ricco.

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