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venerdì 15 maggio 2009

Marsiglia, Marsiglia

Questo potrebbe essere il melanconico sussurro di Jean-Claude Izzo, il creatore del noir mediterraneo, che con la serie di romanzi ambientati a Marsiglia e soprattutto con il personaggio di Fabio Montale ha raccontato il mediterraneo e una delle città più meridionali della Francia. Ha anche raccontato uno degli aspetti più controversi della Francia a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso: l'integrazione.
Oggi sulla Torre di Babele Giano racconta degli effetti collaterali dell'immigrazione, prospettando questo come il futuro del mondo: ha ragione, ma il modo in cui guardo al problema è un po' differente.
Infatti se continueremo a produrre leggi come quelle recentemente proposta dal governo italiano , se continueremo a sorreggere buona parte della nostra economia sulla guerra nei paesi del Terzo Mondo, se continueremo ad alimentare la paura della gente verso l'ignoto, e soprattutto se continuiamo a sovraconsumare risorse a questi ritmi e in maniera così iniqua tra il mondo industrializzato e non, sarà inevitabile che la prossima grande guerra non sarà tra nazioni ma tra classi sociali: La morte dell'erba, L'anno del sole quieto, Il grande contagio, le immagini provenienti dal futuro nella serie di Eymerich, queste e molte altre sono tutte visioni apocalittiche destinate ad avverarsi, se i politici continueranno ad essere o così incompetenti nella gestione del processo di trasformazione di una società che sta diventando sempre più aperta o così interessati ad alimentare le tensioni sociali per mantenere controllo e consensi.
La Marsiglia di Izzo riusciva a sopravvivere e gli abitanti del porto avevano molte cose che li separavano, innanzitutto la provenienza, ma anche un paio di cose in comune: il mediterraneo (che è cultura e modo di vivere) e l'essere lasciati ai margini da una politica sempre più impegnata con gli affari che non con la gente.
E' quello che sta accadendo e non ce ne stiamo accorgendo.
Ciò che ci salverà? Non lo so. Forse la libertà. O forse la presa di coscienza che questa economia e questa politica non vanno d'accordo con la libertà, creando così una democrazia, questa attuale, che è solo una farsa: i rappresentanti eletti non sono più rappresentanti del popolo, ma titoli inattaccabili che pongono l'uomo sopra gli altri.

Chiudo come ieri con un bel...
Buona notte all'Italia...

1 commento:

  1. Dici bene, Gianluigi. La questione è vasta e complessa e non si può certo risolverla nell'arco di un post. Le radici affondano nel tempo e nel sistema. Personalmente ho smesso di avere fiducia nel mondo politico fin da ragazzo, quando ho capito cos'era la politica e come veniva gestita. E ti assicuro che rispetto ai tanto deprecati metodi democristiani, poco o nulla è cambiato. Cambiano le persone, i simboli, i partiti, ma il "sistema" è sempre quello. E' marcio all'interno perché gli aspetti peggiori della gestione del potere sono insiti nella natura umana. Sono problemi connessi alla natura dell'uomo. E' inutile girarci intorno o fare i buonisti militanti. E' il famoso "Legno storto", impossibile raddrizzarlo. E non riguarda solo un partito o uno schieramento. Non riguarda solo l'Italia. Anzi, in confronto ad altri paesi, siamo all'avanguardia. Perché, per esempio, ci mostriamo tanto accoglienti con le persone che fuggono dalla fame, dalle guerre e dalle persecuzioni in Africa, e nessuno va a vadere di chi siano le responsabilità di tanta catastrofe nel continente africano. Perché nessuno stigmatizza le responsabilità dei loro governanti? Loro possono tranquillamente attuare genocidi ed usare i lauti contributi internazionali per acquistare armi e scannarsi fra loro, e noi dobbiamo solo accogliere chi scappa? Troppo facile. E non mi sembra nemmeno giusto. Discorso lungo. Scusa se mi sono dilungato. Grazie per la citazione, buona giornata e coraggio...:)

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