Stomachion

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domenica 6 novembre 2011

La risposta di Emanuele Mastrangelo

Dopo aver letto la mia ricostruzione, Emanuele Mastrangelo risponde a quel post con un lungo commento, che riporto a sua volta in un post apposito perché credo sia giusto proporre in questo modo (senza contare che a volte il sistema anti-spam di blogspot i commenti lunghi nella cartelletta apposita anche dopo la pubblicazione...) la sua ricostruzione dei fatti. Dopo molto pensare ho anche deciso di non aggiungere ulteriori commenti, lasciando al lettore facoltà di trarre le proprie conclusioni. Resto comunque a disposizione anche degli altri protagonisti della vicenda per dare loro possibilità di chiarire ulteriormente l'argomento in una situazione sicuramente più mediata come può essere quella di un blog.
Buona lettura:
Caro Gianluigi,
apprezzo la pacatezza del tuo discorso, ma incorri in una serie di errori.

Sui primi due blocchi, nulla quaestio, se non che il blocco per "attacchi personali" a Jaqen fu causato da un comportamento sprezzante e disonesto dell'admin in questione, che rifiutò di rispondermi e di assolvere ai suoi doveri - secondo "libretta" wikipediana, fino a provocare la mia risposta per ovvio esaurimento nervoso (tanto lui i pulsantini ce l'ha, io no...).

Sul primo blocco "per le fonti" rilevo che:

1) fui accusato d'aver "taroccato" le fonti su Luciano Garibaldi e Franco Bandini. Le "prove": una traduzione in inglese di un libro di Luciano e uno scritto di Bandini degli anni Settanta. Peccato che con Garibaldi io ci lavoro (e mi ha confermato che la pensa come me) e Bandini negli anni Ottanta cambiò idea e divenne capofila della tesi che portavo avanti.
Dunque io non falsificai nulla, semmai alcune fonti furono forzate contro di me per "farmi fuori".
Aggiungo anche che io non sostenni affatto la "mia" (che poi non è mia, và) tesi CONTRO le altre, ma sostenevo una versione NPOV, con linguaggio neutrale e che desse conto di entrambe le versioni storiografiche, quella della vulgata e quella revisionista.

Va anche aggiunto che nel processo-farsa io stesso pizzicai Montesacro che traduceva alquanto... liberamente un brano da google libri, e altri due forcaioli che citavano quel libro una frase sì e due no. Questo, a casa mia, si chiama "taroccare le fonti". Ma nessun provvedimento fu preso nei loro confronti.

Per il secondo blocco - quello definitivo - non c'è molto da aggiungere a quello che hai letto su "Storia in Rete". Io fui bloccato per la denuncia di un troll che cercò di dimostrare che "citavo le fonti in maniera falsa". Per provare questa cosa, citò a sua volta Oliva e Rusconi a pezzi e bocconi (con la qual cosa ovviamente si dimostra anche che il primo è un cuoco e il secondo un noto astrofisico). Mi venne dato il tempo di una risposta e prima che altri potessero dire "amen" partì il blocco.
Il tutto SENZA che io avessi fatto la minima modifica in NS0, ma solo perchè stavo ammucchiando fonti su fonti in discussione per sostenere la necessità che Wikipedia accogliesse la categoria storiografica della Guerra Civile in Italia (categoria accettata da TUTTA la storiografia italiana tranne quella schierata all'estrema sinistra).
Nota anche che due di coloro che intervennero ex post per difendermi sono stati bloccati, ed altri minacciati di provvedimenti similari, dopo che tutti avevano ampiamente dimostrato che non c'era stata falsificazione.
La condanna era dunque giunta per "incompatibilità col progetto". E per "progetto" devi leggere "con noialtri che ce la cantiamo e ce la suoniamo".

Questi sono i fatti.

Un'ultima cosa. Nonostante alcune recenti illazioni da parte dell'utente Sandrobt, TUTTI i miei contributi sono ampiamente in NS0: il mio lavoro su Wikipedia non è stato sottoposto ad alcun repulisti come ci si sarebbe dovuto aspettare nel caso di un "falsificatore di fonti". E sì che la cosa era stata chiesta anche da utenti influenti come Montesacro e Sergio (blackcat). Eppure, sta tutto là.
Direi che ciò basta per dimostrare quanto io fossi "dannoso" al progetto.

A disposizione per ogni ulteriore chiarimento.
Emanuele Mastrangelo

venerdì 7 ottobre 2011

La storia di un utente bloccato

Una settimana ricca, questa, tra i Nobel e la protesta di Wikipedia contro la così detta legge bavaglio che minaccia la neutralità dell'enciclopedia (una delle conseguenze sarebbe: niente più voci su politici e personaggi pubblici di un certo peso, onde evitare le quasi certe rettifiche che arriverebbero, a meno di non farle editare da utenti stranieri o da italiani legalmente residenti all'estero e quindi non soggetti alla legge italiana). Il banner qui sopra, che campeggia su praticamente tutte le pagine della Wikipedia in italiano dalle 14 di ieri, quando abbiamo riaperto i battenti, sta a testimoniare che la preoccupazione ancora c'è, ma che si è ritenuto necessario riprendere le trasmissioni, per così dire(1).
L'esposizione mediatica che, però, la nostra Wikipedia ha avuto è stata molto probabilmente alla base del ritorno in auge, almeno su tumblr, della storia di Emanuele Mastrangelo, utente bloccato, a leggere Storia in rete, con la costruzione di prove false e diffamazione.
Forse perché coinvolto come wikipediano dalla recente protesta, forse perché convinto che Wikipedia sia uno dei pochi progetti realmente pubblici al mondo, decido di approfondire, per capire meglio la questione. Prima di proseguire, però, ci tengo a sottolineare che non sono uno storico e non mi sono mai approfonditamente interessati di editare quelle voci, e quindi non ho partecipato in prima persona a quelle discussioni, che si sono concluse a fine 2010. In questo senso, conoscendo i meccanismi di Wikipedia, ma essendo al tempo stesso esterno alla discussione specifica, forse posso ottenere un parere distaccato sulla vicenda, almeno da un punto di vista wikipediano (nel senso della valutazione delle procedure messe in atto).
La storia può essere facilmente ricostruita attraverso il sistema di ricerca interno. Prima di tutto, cercando nelle discussioni delle voci, si scopre come Emanuele sembrava integrarsi perfettamente all'interno della comunità, ma poi, pian piano, iniziavano a uscire un po' di problemucci qua e là fino alla prima procedura di blocco. In questo caso la storia può essere ricostruita dallo storico relativo all'utenza specifica e dalla corrispondente pagina tra le utenze problematiche.
La prima richiesta di blocco avviene il 15 febbraio 2009 e mi sembra che sia nulla di più che un litigio con un altro utente, quello che ha proposto il blocco e che secondo me avrebbe anche rischiato di venire a sua volta bloccato. Poi il 18 marzo 2009 Guidomac blocca Emanuele per 1 giorno per attacchi personali: non è specificato se contro l'amministratore stesso o se contro un altro utente. L'iniziativa, badate bene, non è un abuso di potere perché di fronte ai litigi tra utenti gli amministratori possono prendere la decisione senza consultare la comunità quando ritengono che la soluzione sia utile per calmare gli animi. Vi posso confermare che, se la decisione fosse usata veramente come un abuso di potere, forse di utenti attivi Wikipedia ne conterebbe molto pochi, anche sulle Wiki straniere.