Da qui la discussione è velocemente degenerata verso lo zen, se così si può dire, e questa è la sistemazione diciamo così editoriale del racconto che ne è uscito. Non credo di aver rispettato un ordine cronologico, per quello c'è lo storify del mio socio, ma sono andato un po' a sentimento, cercando di non far saltare troppo la coerenza interna della storia. Inoltre ho fatto alcune aggiustatine (minuscole che diventano maiuscole e viceversa; una sistemazione della punteggiatura; modifiche minori di questo genere, insomma!) che spero rendano gradevole e piacevole la lettura della storia nel suo complesso.
Un maestro zen stava seduto su una pietra. L'allievo gli chiese il permesso di guardare la tele.
"Certo", rispose il maestro.
"Grazie, Maestro!" e si avviò verso il televisore.
"Di nulla, carissimo!"
"Mi scusi, Maestro, ma mi squilla twitter. Forse è lei che mi chiede qualcosa?"
Strada facendo un serpente, che stava in mezzo al sentiero, di cui non si era avveduto per l'eccitazione, lo morsicò.
"Guarda", rispose il maestro; e guardò. C'era scritto: "Attento al serpente!"
"Io sono stato attento al serpente, Maestro. E' il serpente che non è stato attento al mio piede..." scrisse l'incauto morente sull'ultimo twitt.
"Ma non preoccuparti, ragazzo. Il tuo eroismo non sarà stato vano. Tutto Facebook ne sarà testimone!"
"Argh!" sospirò l'incauto morente
"Manca il link", disse un corvo(1) che osservava tutta la scena
Il maestro non era un nativo digitale, ma era ancora vivo.
"Il segreto non sta nel nativo", disse il Maestro, "ma nel digitale!"
E poi si mosse fischiettando verso il tramonto...
"Eh no! Questo non è un western!" protestò uno spettatore.
Il corvo pensò alla susy e scosse la testa "Nemmeno l'LHC è riuscito a scovarla" pensò sconsolato(2)
"Dov'era la susy?" chiese una volpe di passaggio(3).
"Chiedi a Lucien, il bibliotecario"(4), rispose scontroso il corvo. Le volpi di passaggio sono frivole di natura, ma questa era la principessa delle volpi, così per cercare nuove informazioni trotterellò fin da Lucien il bibliotecario.
Lucien era bibliotecario dalla notte dei tempi, o da pochi minuti, dipende se gli andavi a genio, e Lucien, al vedere una sì nobile ospite, disse: "Vuoi la risposta breve o quella lunga?"
La volpe, che non era principessa delle volpi per niente, rispose: "Carissimo Lucien, le vostre risposte sono sempre meravigliose"
"Così mi lusinghi, carissima!" disse Lucien, che si sistemò meglio nella poltrone per iniziare a raccontare. Cominciò a preparare la pipa riempiendone il fornelletto con erba gatta e paglia zuccherina, e con la cenere che iniziava a cadere tracciò dei segni magici sul pavimento(5)

"E' così che dovrebbe andare il mondo", disse Lucien, "ma il mondo si rifiuta di farlo, perché in fondo l'esistenza di SUSY non è così importante come vuole farci credere. E questo, in conclusione, forse vuol dire che il mondo non ha bisogno di SUSY"
Una lacrima si fermò sulla morbida guancia pelosa della principessa, che riconosceva nella SUSY un esempio di eleganza(6)
"L'eleganza non è tutto" disse, accarezzandole la testa, Sogno(7), giunto in quel momento per riposarsi dal suo lungo viaggio
"Fosse almeno sbagliata!"(8) disse il corvo, quello dell'inizio della storia, poco prima che la volpe si addormentasse per sognare.