
In Italia la serie giunse nel 2011 quando Cartoon Network, a febbraio, trasmise la prima stagione, che venne successivamente "ristampata" su Boing a giugno del 2012. E fu proprio in quell'estate del 2012 che iniziai a vedere Wakfu, appassionandomi alla storia di Yugo e della Confraternita del Tofu. Il Tofu, però, non è l'alimento giapponese usato in varie preparazioni della cucina nipponica, ma una specie di canarino rotondetto che accompagna Yugo nelle sue avventure.
Torniamo però alla serie animata: dopo quel 2012 ne persi completamente le tracce, fino a che non la ritrovai su Netflix, scoprendo che in realtà il progetto di Wakfu era costituito da più di una stagione. La storia, ideata e scritta da Anthony Roux, venne sviluppata in tre stagioni e in 6 episodi speciali. Su Netflix è possibile recuperare le prime tre stagioni e i tre episodi speciali di The Quest for the Six Dofus Eliatropes che si posizionano tra la seconda e la terza stagione.
La storia di Wakfu è, in fondo, non molto diversa da tante altre che vennero narrate prima di lei. Peraltro sono evidenti due riferimenti in particolare: Superman e Dragon Ball. Yugo, infatti, viene lasciato in custodia a un cuoco, Alibert, che lo cresce come se fosse suo figlio, riprendendo così la storia dell'orfano proveniente da un altro mondo. E nel corso della storia si scoprono non solo le vere origini di Yugo, ma che alla fine non è nemmeno così solo come pensava, proprio come Goku o Kal-El. In questo senso Wakfu sembra quasi la sintesi degli elementi in comune tra Goku e Superman: si scopre dell'esistenza di una sorta di zona negativa, così come uno degli avversari più insidiosi di Yugo è un Eliatrop, il popolo di Yugo. Nella terza stagione il fratello di Yugo, il drago Adamaï, viene fatto crescere più velocemente del giovane Eliatrop e il suo design cambia a tal punto da assomigliare a Freezer, uno degli avversari più letali di Goku.