Stomachion

mercoledì 30 aprile 2008

Cuore di madre!

Malvagio! Hai rovinato il pancino alla mia bambina! Tutta colpa delle tue meringhe omaggio!

(una madre contro Paperone in Zio Paperone e l'epidemia di meringhite di Anne-Marie Dester e Tiberio Colantuoni)

martedì 29 aprile 2008

Bestie

Immagine di BestieCorse, combattimenti e macellazione clandestina, traffico di fauna esotica o protetta, racket degli animali, doping, bracconaggio e zoopornografia: sono queste le voci più significative dei profitti criminali a danno degli animali. E poi maltrattamenti, mutilazioni e uccisioni fine a se stessi, senza scopo di lucro, solo sfogo violento delle peggiori e inconfessabili pulsioni umane. Un lungo e inesorabile elenco di crimini e misfatti che vedono come protagonisti gli esseri umani e come vittime sempre gli animali. Crimini che nella maggior parte dei casi rimangono impuniti, invisibili ai grandi media, nascosti agli occhi dell'opinione pubblica. A partire dal traffico di specie animali e loro derivati (pellame e avorio, in particolare) protetti dalla Convenzione Internazionale di Washington (Cites).
A cimentarsi con i loschi traffici sono "collezionisti" di animali rari e trafficanti, soprattutto coloro che si rivolgono al mercato della cosiddetta medicina alternativa, come quella tradizionale cinese: otarie, leoni marini, balene, delfini, elefanti africani, coccodrilli, tartarughe verdi, macachi, leopardi, tigri e così via, diventano pillole e unguenti vari per curare ogni sorta di malanno. La bile di orso, ad esempio, continua a essere il "rimedio" cinese più usato per curare impotenze, gastriti, artriti e raffreddori. Il giro d'affari globale messo in piedi dalle "multinazionali del crimine" è stimato dal Corpo Forestale dello Stato in 1,5 miliardi di euro, per un mercato "frequentato" soprattutto da occidentali. A rischio c'è l'estinzione di circa 100 specie di animali ogni anno, sia terrestri sia marine.
Dal globale al locale. In Italia, c'è sicuramente la mano della criminalità organizzata, Mafia, Camorra, 'Ndrangheta e Sacra Corona Unita in testa, dietro le corse clandestine dei cavalli e i combattimenti tra cani, per accaparrarsi un business di tutto rispetto: 1,2 miliardi di euro per le corse e 700 milioni per i combattimenti, secondo le stime dell'Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa). E visto che in questi casi gli animali significano soldi, ogni mezzo è buono per aumentarne le prestazioni: doping e maltrattamenti sono all'ordine del giorno. Ma anche dopo la morte il circuito illegale continua con le macellazioni clandestine, per ovvi motivi economici e, a volte, anche per motivi religiosi: il giro d'affari ammonta a circa 500 milioni di euro. Preoccupante anche il ricorso al bracconaggio, cioé alla caccia illegale, e alla pesca di frodo. In particolare, la raccolta illegale di datteri di mare e la pesca con le spadare rischiano di "desertificare" i fondali dei nostri mari. L'elenco degli orrori termina con il peggiore tra questi: la zoopornografia, lo sfruttamento animale a fini sessuali, in particolare nell'ambito del mercato del porno di provenienza asiatica. Il mondo animale è davvero sotto assedio.

(dalla postfazione di Antonio Pergolezzi, Coordinatore Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità Legambiente, al romanzo Bestie di Sandrone Dazieri)

E come si sa, Sandrone Dazieri è il gorilla, e proprio un gorilla è in copertina al romanzo, e in un certo senso è proprio un gorilla che indaga e risolve un omicidio che nasconde un terribile traffico, un traffico di animali. E alla fine solo un uomo come il protagonista che ha provato le sbarre poteva risolvere un caso in cui gli animali sono sfruttati, incatenati, uccisi, venduti, il tutto indipendentemente dai problemi della giustizia italiana, che rendono il romanzo di Dazieri semplicemente più realistico di quanto già non è.

lunedì 28 aprile 2008

Spagna 2008

Non ho seguito tutto il GP di Spagna di quest'anno: dovevamo accompagnare mia sorella all'aeroporto per il suo ritorno a Milano (per me ci vorrà ancora qualche giorno), ma ho fatto in tempo a vedere la partenza e soprattutto il terribile incidente di Kovalainen: e nonostante l'abbia visto muoversi sulla barella, sono stato mezz'ora con l'apprensione sulla sua salute. Per fortuna, mentre stavamo andando a Lamezia, alla radio ho sentito che il giovane pilota aveva solo alcune contusioni... E lì sospiro di sollievo, per rendere più dolce la seconda doppietta Ferrari dell'anno, la seconda vittoria di Raikkonen dell'anno e il primato nelle due classifiche piloti e costruttori.

sabato 26 aprile 2008

Una città piccola piccola

E, giusto per togliere di mezzo ogni dubbio, la città piccola piccola è quella che in questi giorni è stata tappezzata dai tifosi per festeggiare una promozione dai dilettanti (si chiamano ancora così?) alla serie C2, e probabilmente sarà costretta a festeggiarla anche, la promozione. Una città piccola piccola è quella che in questi giorni ho visto tornato da Milano, e non è piccola piccola rispetto a Milano, ma per coloro che la abitano, gente che, volendo, potrebbe rendere questa città grande anche solo per il cuore che mette nelle cose, ma che troppo spesso si ha la sensazione che non lo faccia.

Bentornato a casa, fino alla prossima partenza...

venerdì 25 aprile 2008

Commemorazioni

In ricordo di Mike, che mai perse una lettera! Ilare e gioioso, anche tra pioggia e tormente, mai si allontanò dal sentiero del suo dovere!

(dalla targa sul monumento al postino, da Paperino postelegrafonico di Carl Barks)

giovedì 24 aprile 2008

Conto alla rovescia verso la fine

Proveniente da un paese straniero, orfano nonché unico della propria razza, diventa un eroe per i suoi nuovi concittadini: è questo in un certo senso il sogno americano, e questo è anche nella sua essenza Superman, un alieno, un extra-terrestre che è diventato simbolo di questo sogno.
Tender Branson, il protagonista di Survivor, romanzo di Chuck Palahniuk, è l'ultimo sopravvissuto di una setta, la setta dei Creedish, e, al contrario di Superman, è l'esatto opposto del sogno americano di successo. Tender fa le pulizie nelle case dei ricchi, dice ai ricchi come comportarsi a tavola, e nella notte tiene in piedi un telefono amico, al quale risponde sempre suggerendo la soluzione finale. Ad un certo punto Tender resta l'ultimo sopravvissuto della setta, pur sapendo che anche il fratello Adam, maggiore di lui di tre minuti, è vivo e probabilmente è il serial killer che ha ucciso molti dei sopravvissuti. E lì inizia la sua discesa nell'inferno, ciò che secondo i suoi piani avrebbe dovuto portarlo ad un lungo suicidio: viene catturato nella macchina produci soldi dei mass media. Alla fine, o per meglio dire all'inizio, si troverà a raccontare alla scatola nera di un aereo che precipita verso il deserto australiano la sua vita, o almeno i punti salienti della sua vita.
Ciò che colpisce nel romanzo di Palahniuk non è solo il distacco con cui Tender racconta la vicenda (un distacco abbastanza simile a quello del protagonista di Fight Club), ma anche come la vita di quest'uomo sia a tutti gli effetti continuamente controllata: dalla setta che, come scoprirà parlando con il fratello, lo ha sfruttato, dai suoi padroni, quelli per cui lavora, dal fratello e dalla danna che ama, Fertility (non preoccupatevi, è solo un nome d'arte!). In questo senso il finale è simbolico: non ha importanza sapere se Tender alla fine si è salvato dal disastro, perché nel caso di morte, semplicemente non è riuscito a sottrarsi al suo destino, quello di essere uno schiavo fino in fondo, ma nel caso è riuscito a salvarsi, ha compreso l'essenza della sua vita continuamente controllata e programmata, ricominciandola con un gesto di libertà semplice e pura. E poiché Tender è, a tutti gli effetti, un simbolo della moderna civiltà occidentale, il non saperlo è semplicemente un modo per non esprimere alcuna solidarietà con essa.

mercoledì 23 aprile 2008

Soluzione sette per cento

Immagine di Sherlock Holmes: La soluzione sette per centoE' la soluzione di cocaina che normalmente si inietta Sherlock Holmes, il detective ideato da sir Arthur Conan Doyle. I suoi racconti e romanzi, quelli raccontati dal dottor Watson in prima persona, sono raccolti nel così detto Canone. Fuori di questo gli altri racconti sono detti apocrifi. E proprio con Holmes che ho iniziato a prendere coscienza degli apocrifi, grazie ai film ed ai cartoni animati dedicati al personaggio di Doyle.
Tornando a noi, fuori dal Canone non avevo mai letto alcun romanzo: dopo l'esperienza della serie originale stessa, nulla poteva più soddisfarmi. A tutti gli effetti, nel momento in cui Holmes sbarca negli Stati Uniti e diventa un personaggio del cinema, viene trasformato, trasfigurato secondo i canoni del supereroismo statunitense. Gli viene assegnata una frase tipica, Elementare, Watson!, detta in tutto il Canone non più di una volta, e un avversario, una nemesi: il professor Moriarty, citato sempre nel Canone non più di due volte. Proprio sul mistero di Moriarty e del viaggio di Holmes tra la sua apparente morte e la sua ricomparsa improvvisa punta la sua attenzione Nicholas Meyer nel suo La soluzione sette per cento. Il romanzo di Meyer porta, con uno stratagemma ideato dal fratello di Holmes, Mycroft, il nostro Sherlock, con Watson come compagno di viaggio (e ancora una volta come voce narrante - bello l'espediente narrativo di un nuovo manoscritto ritrovato nella soffitta di una vecchia casa di cura), verso Vienna dove verrà curato dallo psicologo Sigmund Freud (sì, proprio lui!), in terribili giornate di astinenza, dalla sua dipendenza dalla cocaina, diventata tanto forte da fargli assegnare al suo precettore di matematica, il professore Moriarty, il titolo di genio assoluto del male. Una volta guarito verrà coinvolto in uno strano caso di una ragazza impazzita dalla prigionia, scongiurando uno scoppio anticipato della Prima Guerra Mondiale!
Alla fine del romanzo, senza rovinare troppo la sorpresa, anche se i conoscitori del Canone possono già intuirne il finale, si resta con la sensazione di aver letto un vero e proprio romanzo di Holmes: non solo lo stile è quello di Doyle, non solo i personaggi citati sono quelli, non solo vengono anche sparse indicazioni che ricollegano la vicenda con racconti precedenti, ma soprattutto i personaggi e l'atmosfera del romanzo nel suo complesso è quella dell'opera originale. Insomma un apocrifo ben fatto che potrebbe anche essere stato scritto dallo stesso Doyle!

martedì 22 aprile 2008

Il tempo degli uomini

Immagine di MomoAutore de La storia infinita (che prometto prima o poi leggerò!), diventato film di culto, Michael Ende è anche l'autore di un romanzo fantastico che potremmo tranquillamente definire una favola moderna: Momo.
Momo, una ragazzina spuntata dal nulla, forse scappata da un orfanotrofio, un po' come il ragazzino de Il nuovo arrivato in Piccoli miracoli di Esiner, riesce a portare un po' di pace nel quartiere della grande città moderna in cui è ambientato il romanzo. In un certo senso Momo, grazie alla capacità di ascoltare gli altri, nessuno escluso, concede il tempo agli esseri umani di capire quello che succede loro, di avere una visione lucida sulla vita e scaricare così le tensioni cui ogni giorno veniamo sottoposti. Momo, però, dovrà affrontare la sfida degli Uomini Grigi, dei malvagi esseri nati dal cuore degli uomini e in grado di rubare loro il tempo per prosperare e sopravvivere. Così nella città di Momo si diffonde una terribile epidemia: ogni adulto vive in maniera frenetica con l'idea di risparmiare tempo, senza rendersi conto che così facendo perde una parte di se stesso. I bambini, immuni all'effetto degli Uomini Grigi, vengono richiusi in grandi palazzi dove giocano in maniera controllata e solo giochi utili, a dire degli adulti. Resterà solo Momo a sfidare gli Uomini Grigi, insieme ad una tartaruga che vede mezz'ora nel futuro, nell'appassionante sfida degli ultimi capitoli.
La cosa più interessante, o per meglio dire inquietante, è la descrizione di Ende della società ormai preda dell'influsso degli Uomini Grigi: Ende descrive una società terribilmente simile a quella che spesso stiamo oggi vivendo. La speranza di Ende è che ci sia una soluzione, è che ci accorgiamo in tempo di dove stiamo andando, che le nuove generazioni possano porre rimedio: visto che il romanzo è del 1973, forse il messaggio non è stato ancora recepito...