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venerdì 29 agosto 2008

Scienza Nera

Immagine di Invisibles (v.2.6)Confrontati con i disegni del grandissimo Phil Jimenez, quelli di Chris Weston sono decisamente brutti e poco efficaci, almeno per mio gusto, all'interno della saga degli Invisibili. Personalmente non li trovo efficaci rispetto alle tematiche della saga (diverso il discorso per la successiva The Filth, serializzata sul vecchio Vertigo presenta, sempre della Magic): i disegni non sono precisi né gradevoli, a maggior ragione se confrontati con quelli di Ivan Reis, che realizza il secondo capitolo della saga conclusiva, Scienza Nera. A proposito di quest'ultima, c'è comunque da notare che almeno nelle ultime due storie del volume Weston riesce, invece, a descrivere perfettamente attraverso i disegni le emozioni e le sensazioni dei protagonisti.
Comunque tra Skorpio Rising e Scienza Nera Morrison decide di chiudere molte delle trame che hanno caratterizzato la seconda e anche parte della prima stagione. Innanzitutto la sfida tra Quiper e il generale Friday e il nostro gruppo di Invisibili, quindi l'identità dello strano tipo che vediamo per la prima volta in Arcadia prima su una carrozza con Mary Shelley, quindi a Rennes le Chateau giocare a scacchi di fronte alla chiesa di quel paesino mentre Ragged Robin vi sta entrando: in effetti sembrerebbe la versione morrisoniana di Nyarlathotep, in pratica un abitatore di una dimensione superiore. Infine scopriamo come Ragged Robin sia diventata la prima viaggiatrice del tempo e assistiamo al suo salto temporale per tornare nel 2012: negli ultimi due episodi della seconda stagione Morrison, così, può dare il meglio di se. Scene che cambiano repentinamente, sovrapposizione di scene del passato e del futuro, il tutto dovuto alle distorsioni temporali causate dal salto di Robin. Nell'episodio finale, poi, viene confermata la sensazione che si ha per tutta la seconda stagione: il ricco Mason è in realtà una versione morrisoniana di Batman.
In effetti mentre in 300 Frank Miller ci presenta 300 piccoli... Batman, Morrison ci propone la sua versione distorta della JLA, in un certo senso anche fusa con i Vendicatori, considerando che Ragged Robin è rossa di capelli, come Wanda Maximoff: in questo senso è interessante come, con grande anticipo rispetto a Bendis che in Caos fa impazzire la strega Marvel, Morrison propone per questo personaggio una personalità malata e folle dopo aver passato anni a drogarsi e a creare un mondo immaginario che alla fine si rivelerà vero, probabilmente per il semplice motivo che ai suoi scritti si ispirerà Mason per creare il suo sogno di controllo mondiale (o almeno questa è l'idea che ne ho tratto leggendo le ultime due storie).
A livello di contenuti, a parte l'alto tasso di azione tipico di Morrison quando sta chiudendo un discorso, ancora una volta l'autore scozzese calca la mano sul controllo che la società moderna opera sui comuni cittadini, aggiungendo un'ultima stoccata contro l'imperante cultura dell'immagine. Mason infatti dice nel suo diagolo su un grattacielo di New York con King Mob e Ragged Robin:
I paparazzi hanno ucciso la principessa Diana. La prima morte al mondo causata dalla fotografia? Sto dicendo che l'immagine domina il mondo. L'allucinazione ha preso il controllo.

E la direzione è quella di creare una generazione sempre più alienata, stupida, in un mondo sull'orlo della crisi:
Be', quella è stata la cosa che nessuno ha notato, no? La guerra non sarebbe mai finita. Il perfetto stato fascista necessita di condizioni di guerra perpetua. Hai mai notato come il mondo sia in una crisi costante sin dalla Seconda Guerra Mondiale?

E come non dare torto a Mason e quindi a Morrison? Tra l'altro è stata la mia stessa sensazione guardando Starship Troopers: come ho scritto parlando del film di Verhoven all'inizio della mia recensione del romanzo di Heinlein, l'opera cinematografica del cineasta statunitense ha calcato la mano, molto più dello scrittore, sulla costruzione di una società fortemente militarizzata, sensazione che, invece, è mitigata nel romanzo, che ha come obiettivo principale quello di diffondere le idee economico-sociali di Heinlein. Questo però è un discorso a parte, perché lo stasto di crisi e tensione del mondo è invece palpabile e osservabile quotidianamente. Ancora Mason, questa volta nel lungo dialogo finale con King Mob:
L'America è in uno stato dichiarato di emergenza nazionale sin dal 9 Marzo 1933, che dà al presidente il potere di sospendere la libertà di parola e di prendere il controllo dei mezzi di comunicazione, in qualsiasi momento.

Eppure sembra interessare a pochi:
Chi se ne frega? Bruce Willis è qui per salvarci tutti.

Il trionfo del controllo assoluto sull'uomo: non più la religione, come dice Marx, ormai obsoleta, ma la cultura dell'immagine!

(continua)

Puntate precedenti:
* Rivoluzione invisibile
* Inferno in America
* Criminali sensitivi

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