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giovedì 30 maggio 2013

E la cena improvvisata

Fettina superstite di pitta calabrese e fettina di pollo, entrambe addobbate con pomodorini, mozzarella e origano, tutto rigorosamente al forno! E anche stasera abbiamo mangiato!

domenica 26 maggio 2013

Quello che la matematica può fare per la chimica

Quando Franco Rosso mi chiese di ospitare l'edizione #29 del Carnevale della Chimica (che la 28 sta sul nuovo Arte e salute di Emanuela Zerbinatti!), prima ancora di decidere se avrei ospitato l'edizione o no avevo già in mente il tema: la chimica e la matematica (o viceversa, che è più o meno lo stesso). Di chimica e matematica mi ero già occupato in un paio di occasioni (il Nobel per la Chimica 2011 o il tetracontainer di Alexander Bell), però mi sembrava interessante lanciare la sfida ai carnevalisti tutti per raccontare, ad esempio, ciò che la matematica può fare per la chimica, e magari anche ciò che la chimica può fare per la matematica, o più banalmente che tipo di matematica utilizzano i chimici nel loro lavoro di tutti i giorni.
Se avete qualcosa da scrivere in proposito, o se avete qualcosa già di pronto sempre sull'argomento, direi che questa è l'edizione che fa per voi. Se avete già i miei contatti, segnalate, sin da ora anche i vostri post. E se non li avete, ne trovate un po' qui in giro, iniziando dall'indirizzo di posta elettronica (come si diceva un tempo):
Per il momento la deadline non l'ho decisa, ma presto spero di comunicarvela, magari per quando scriverò la nuova versione per il blog del Carnevale.

sabato 25 maggio 2013

Agenzia investigativa olistica

Avete mai avuto bisogno di una agenzia investigativa olistica? E sapete cos'è una agenzia investigativa olistica?
Se non lo sapete, niente panico: non vi siete persi nulla, e tanto ci sono io qui che ve lo sto per dire anche se poi magari non volete proprio saperlo.
Il termine olistica si riferisce alla mia convinzione [del detective] che il punto importante sia la sostanziale interconnessione di tutte le cose. Io [il detective] non perdo tempo con bazzecole quali la polvere per le impronte digitali, indizi rivelatori prelevati dalle tasche o sciocche orme di scarpe. Ritengo che la soluzione di ogni problema vada ricercata nel disegno e nello schema globale. Il rapporto fra cause ed effetti, signora Rawlinson [la cliente], spesso è più sottile e complesso di quanto noi, a una prima e sommaria visione del mondo fisico, saremmo naturalmente portati a supporre.
E quali sono le sue origini segrete?
Alcuni ricercatori stavano conducendo proprio questo esperimento [il gatto di Schroedinger], ma quando aprirono la scatola, il gatto non era né morto né vivo, ma in effetti scomparso, per cui mi chiamarono per indagare. Riuscii a dedurre che non era successo niente di drammatico. Semplicemente il gatto, stufo di farsi rinchiudere in continuazione nella scatola e di tanto in tanto di essere gasato, alla prima occasione aveva infilato la finestra. Per me fu questione di un minuto mettere una ciotola di latte vicino alla finestra e chiamare Bernice con voce invitante... Bernice era il nome del gatto... così il gatto tornò al suo posto.
Se questo fu il caso di lancio per Dirk Gently e la sua agenzia olistica, forse quello più importante fu l'indagine per l'omicidio di Gordon Way, magnate dell'industria informatica, nonché amico fraterno del fidanzato della sorella Susan, nonché unico indagato per l'omicidio, Richard MacDuff. Richard, apprezzato programmatore nonché autore dell'apprezzato articolo Music and Fractal Landscapes, che getta le basi per la moderna musica frattale(1), ha la fortuna di conoscrre Dirk, suo vecchio compagno di università, e la sventura di essere suo cliente, visto che un'indagine di Dirk non può non concludersi con una missione di salvataggio dell'universo, ovviamente grazie alla macchina del tempo, che poi è la vecchia casa a del professore di Richard.
E se questo non vi è bastato a convincervi (a fare cosa, poi, non so), sappiate che un monaco elettrico che attraversa i mondi grazie alla porta del bagno lasciata aperta dal professore in uno dei suoi viaggi è un motivo più che sufficiente (a fare cosa, poi, non so).
Ma se ancora fate gli scettici, ecco due parole che vi faranno cambiare idea, nonostante l'assenza del 42: Douglas Adams.
Ovviamente con affetto a Douglas Adams(2), visto che oggi è il towel day!

Don't panic!

Happy towelday!

venerdì 24 maggio 2013

Il mio primo panino con lievito madre

Il mio primo panino con lievito madre! L'impasto l'ho fatto io e la cottura mio fratello.
Queste sì, che sono soddisfazioni!

giovedì 23 maggio 2013

L'importanza di Topolino

È inutile che spieghi l'importanza di Topolino per la cultura italiana. Studiosi ben più qualificati di me lo fanno e lo faranno. Vi posso però dire che cosa significa per il sottoscritto.
Quando negli anni '80 ero un bambino, Topolino per me non era solo uno svago.
Su quelle pagine ho visto Paperino venire assunto come manager di Rockerduck, per poi scoprire che non serve a nulla il successo se non hai nessuno con cui condividerlo. Ho visto l'eroismo dell'uom... papero qualunque che va su un altro pianeta con un fucile e uno stereo per salvare il suo amore impossibile, Reginella. Ho visto Quo prendersi per la prima volta la gingillonite. All'epoca, le storie non erano accreditate, e solo col tempo ebbi modo di conoscere i nomi degli autori.
Poi, negli ultimi dieci anni, tra le altre cose ho visto Paperina riconquistare Paperino dopo averlo perso. Paperone fuggire su un’isola dove non esiste il Natale. Paperino contendersi Paperina col proprio alter ego, Paperinik. Questa volta le storie erano accreditate. E nei casi citati, il nome stampato in calce era il mio.
Credo che Topolino non sia solo uno svago. Credo che mi abbia formato emotivamente. E che continui a farlo tuttora.
(Giorgio Salati per Lo Spazio Bianco)
Probabilmente è il motivo per cui Giorgio mi piace come scrive e mi trovo vicino a lui anche per molte delle cose che pensa, e per ribadire il concetto ho messo in grassetto un passaggio particolare, che penso abbia segnato tutti i lettori del Topo, non solo quelli che erano bambini negli anni '80 (anche se in questo caso in particolare loro!)

martedì 21 maggio 2013

Calcolo di un volume

In questo periodo sto provando a preparare una quinta all'esame di stato. Il provare dipende essenzialmente dal fatto che la classe non sembra essere particolarmente interessata ad arrivare all'esame e sto arrivando alle minacce di insufficienze. A parte questi problemi, però, sto al momento affrontando il secondo problema del compito d'esame dello scorso anno, in particolare il quesito in cui viene richiesto il volume di un solido $W$. Data una regione $R$ del piano $xy$, base del solido $W$, di quest'ultimo sappiamo che le sezioni sono
ottenute tagliando $W$ con piani perpendicolari all'asse $x$
e
hanno, per ogni $0 <= x <= 3$, area $S(x) = e^{5-3x}$
Per determinare il volume del solido basta integrare, nell'intervallo $[0, 3]$ la sezione $S(x)$.
Se in questa soluzione non viene giustificata per nulla questa scelta, nella soluzione proposta dal Sole 24 Ore si propone la seguente giustificazione:
Le informazioni su $W$ sono insufficienti a ricavarne la sua esatta forma, ma sufficienti per la determinazione del volume. Inoltre, l'infomazione sul fatto che $R$ sia la sua base è irrilevante. La superficie delle sezioni, e l'intervallo delle ascisse su cui queste sezioni sono non nulle, sono gli ingredienti necessari a dare una formulazione integrale del volume in questione
Che l'informazione sul fatto che $R$ sia base di $W$ sia irrilevante è sicuramente corretta, ma ciò che a me interessa è poter dimostrare tale affermazione, ed è quello che ho cercato di fare con la classe nel tentativo di farli ragionare e farli arrivare alla soluzione(1).
L'idea è ricordare che il volume di un solido è sempre il prodotto tra un'area di base e una altezza.
L'area di base sappiamo calcolarla, poiché viene richiesto nel primo punto del secondo problema, quindi l'idea è cercare di ricavare l'altezza della superficie $S(x)$. Per fare ciò posso scrivere l'area di ciascuna sezione come \[S(x) = b(x) \cdot h(x)\] dove $b(x) = c(x) - p(x)$, con $c(x)$, $p(x)$ rispettivamente arco di una circonferenza e arco di una parabola.
Il volume infinitesimo $d V_W$ sarà dato da $h(x) \cdot b(x) d x$, dove $b(x) dx$ sarà la superficie infinitesima associata con l'altezza $h(x)$. A questo punto sommando tutti gli infinitesimi volumi si ottiene l'integrale \[\int_0^3 h(x) \cdot b(x) d x\] che si riduce all'integrale \[\int_0^3 S(x) dx\] come volevasi dimostrare.
(1) Il post è programmato per la pubblicazione subito dopo la fine della lezione.

lunedì 20 maggio 2013

Guido Tonelli racconta il bosone di Higgs

Saranno tre quarti d'ora che passeranno in fretta e molto leggeri. Tutto vi sembrerà, alla fine, molto chiaro e interessante.
Buona visione e buon ascolto!

domenica 19 maggio 2013

Gli uomini che scoprirono il Big Bang

Ieri, con mia sorella e un altro paio di amici, siamo andati al Salone del Libro di Torino. Girando più o meno a casaccio tra i padiglioni del Lingotto, sono capitato allo stand di Codice edizioni e, al momento di pagare, sul banco, noto un volantino che pubblicizza la nuova iniziativa editoriale dell'editore, un libro intitolato Cosmicomic. Gli uomini che scoprirono il Big Bang:
1964, Holmdel, New Jersey. Mentre mettono a punto un'antenna, due giovani radioastronomi captano un fastidioso e onnipresente rumore di fondo di cui non riescono a darsi una spiegazione. Inizia così un'investigazione che li porterà a ripercorrere a ritroso mezzo secolo di storia della scienza, tra scoperte sensazionali e intuizioni ingiustamente trascurate, seguendo le tracce di scienziati noti e meno noti: dai mostri sacri Einstein e Hubble al prete-scienziato Lemaitre, dal dissacrante Gamow all'eretico Hoyle. Ognuno di loro ha intravisto un pezzo della soluzione, ma nessuno è riuscito a ricostruire il quadro completo. E mentre la storia si dipana, prende corpo la possibilità che dietro un banale ronzio possa nascondersi qualcosa di molto più importante, la risposta alla domanda che l'umanità si è posta fin dalla sua infanzia: come e quando è iniziato tutto quanto?
In effetti Cosmicomic è un romanzo a fumetti che prevede la presenza di due autori: uno è il disegnatore, Rossano Piccioni, che dalle immagini presenti nel volantino propone uno stile e un tratto che ricordano da una parte Leland Myrick (che con Jim Ottaviani ha realizzato Feynman, la cui recensione sto ritardando per motivi disparati...), dall'altra Guy Davis, disegnatore, tra gli altri, del Sandman Mystery Theatre. Lo scrittore, invece, è Amedeo Balbi, conosciuto un paio di anni e mezzo fa in quel di Frascati in occasione dell'edizione 2010 di Comunicare Fisica.
Il volume (di almeno 144 pagine, a quanto pare), uscirà a ottobre, quindi ancora ci vuole un po' di tempo, ma nel frattempo inizio a fargli un po' di pubblicità, visto che altre piccole anticipazioni sono uscite anche in questa intervista di Vittorio Bo per il Corriere.

martedì 14 maggio 2013

Nella casa

Avete mai letto un libro che vi ha tenuto attaccati, lì, pagina dopo pagina, chiedendovi Cosa succede dopo? e per questo siete rimasti lì a girare la pagina e a leggere? Immagino di sì. Nella casa è proprio come uno di quei libri e in un certo senso l'intero film è una sorta di omaggio alla letteratura d'appendice, sottolineata non solo dagli ossessivi (continua) ma anche da battute abbastanza esplicite di uno dei protagonisti, il professore Germain e tiene lo spettatore attaccato alla sedia proprio come uno di quei romanzi lì, che non riesci proprio a lasciare in un angolino della casa a riposare. E' tante altre cose, questo è vero (il rapporto tra coetanei, il rapporto tra adolescenti e adulti, il rapporto di coppia e molte altre cose ancora), ma in ultima analisi è un film sul romanzo d'appendice, perché se non fosse così, allora non mi spiegherei il finale, non riuscirei a inquadrare altrimenti quella sorta di panoramica hitchcockiana sulla facciata di un palazzo qualunque, quasi a dire che, in fondo, il mestiere dello scrittore è quello di entrare nella vita della gente, reale o fittizia che sia.

mercoledì 8 maggio 2013

Adoratori

Nelle trincee quotidiane della vita adulta l'ateismo non esiste.
Non esiste che si possa scegliere di non adorare alcunché.
Tutti adorano qualcosa.
L'unica scelta che abbiamo realmente è su cosa adorare.
E un motivo davvero sorprendente per scegliere di adorare una qualche specie di dio o di roba spirituale – che sia G.C. o Allah, Yahweh o la dea-madre Wicca o le Quattro Nobili Verità o un qualche inattaccabile corpus di principi etici – è che più o meno qualsiasi altra cosa adoriate vi mangerà vivi.
Se adorate il denaro e le cose – se è lì che attingerete alla ricerca di un senso nella vita – allora non vi basteranno mai.
David Foster Wallace, traduzione di Andrea Plazzi
Aggiornamento (23/05/2013):
Prima, in questo stesso punto, c'era un video (via Open Culture, Andrea Zanni), un piccolo capolavoro, un vero e proprio pezzo di bravura oltre che un gesto di affetto nei confronti di DFW, ma è stato cancellato da vimeo (si trovava proprio lì).
A me viene da dire che la David Foster Wallace Literary Trust sta tradendo la memoria di chi dovrebbe rappresentare, ma magari mi sbaglio, ed è proprio ciò che DFW voleva: che nessuno dalle sue parole potesse trarre a sua volta ispirazione...

P.S.: il video, comunque, è per il momento visualizzabile, con sottotitoli, su dotsub.com

domenica 5 maggio 2013

L'enigma del dottor Enigm



Sia le vignette qui sopra, sia l'indovinello qui sotto sono tratti da Topolino e il messaggio enigmistico di Gian Giacomo Dalmasso e Giulio Chierchini

sabato 4 maggio 2013

Una spiegazione elementare del teorema sull'equivalenza tra massa ed energia

Il 28 dicembre del 1934, Albert Einstein si trovava al Carnegie Institute of Technology dell'Università di Pittsburgh con una conferenza sulla relatività all'interno del programma delle prestigiose Josiah Willard Gibbs Lectures organizzate dalla American Mathematical Society(2). Alla conferenza, vista la fama di Einstein, erano presenti anche alcuni giornalisti e in particolare il reporter del Pittsburg Press, commentando l'evento, scriveva che le lavagne erano ricoperte da geroglifici di alta matematica, ovvero le equazioni necessarie al fisico teorico per spiegare l'equivalenza tra massa ed energia, riassunta nella nota e sintetica equazione $E = mc^2$.
Il titolo della conferenza era, infatti, An elementary proof of the theorem concerning the equivalence of mass and energy(1), e mostrava più o meno nel dettagli i calcoli, che oggi sono uno degli esercizi proposti agli studenti di fisica nel corso di laurea, necessari per giungere alla nota equivalenza.
L'idea di fondo è quella di confrontare l'energia in due distinti sistemi di riferimento, magari mettendosi nella situazione di una collisione tra due particelle a velocità differenti(1). Conti più o meno dettagliati li trovate nelle due immagini qui sotto che costituiscono la ricostruzione effettuata da David Topper e Dwight Vincent dell'Università del Winnipeg della foto panoramica, ma non di grandissima qualità, delle due lavagne utilizzate da Einstein per la sua conferenza:

venerdì 3 maggio 2013

Prove tecniche

... e c'è voluto poco affinché l'allievo (le mani in foto sono le sue) superasse il maestro, anzi la maestra (quella che fa la foto)