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lunedì 25 giugno 2018

Ritratti: Joan Clarke

Estraggo e modifico in alcuni punti la biografia di Joan Clarke che avevo integrato nella recensione del film "Imitation game"
I momenti topici per i nerd guidati da Alan Turing che vinsero la guerra chiusi dentro dei capannoni a calcolare codici di decrittazione erano quelli legati alla progettazione e costruzione della macchina computazionale, chiamata Bombe (la Bomba) e poi Victory (Vittoria) che avrebbe permesso di risolvere il codice della macchina Enigma.
Il gruppo di crittografi che lavorarono a Bletchley Park aveva tra i suoi ranghi anche una donna, che si era rivelata particolarmente abile nella risoluzione di codici: Joan Elizabeth Lowther Clarke (1, 2).
Verso Bletchley Park
La ragazza, come si suol dire, aveva del talento: aveva ottenuto nel 1938 il Philippa Fawcett Prize, intitolato a una delle più note matematiche del XIX secolo, morta proprio in quell'anno, e nel biennio 1939-40 la borsa di studio Helen Gladstone, altra importante figura femminile nel mondo della didattica britannica.
Il talento matematico di Joan, nata il 24 giugno del 1917 nel quartiere londinese di West Norwood, venne alla fine scoperto da Gordon Welchman, docente di un corso di geometria a Cambridge che la Clarke stava seguendo. Fu proprio grazie a Welchman, uno dei quattro matematici recrutati come supervisori nel 1939 per la particolare struttura governativa, che la giovane matematica si ritrovò, non l’unica, a Bletchley Park.
Qui venne assunta presso la Government Code and Cypher School (GCCS) a Bletchley: la ragazza viene descritta come timida, dolce e gentile, mai aggressiva e sempre subordinata ai suoi superiori maschi.
Il GCCS era un gruppo di lavoro che nasceva con l’obiettivo fondamentale di rompere il codice della macchina Enigma, che crittava i messaggi militari tedeschi. Il contesto in cui Joan si trovò a lavorare era, dunque, estremamente segreto e iniziò la sua avventura nel sistema di decrittaggio britannico il 17 giugno del 1940 insieme con poche altre donne (rapporto 1:8 con gli uomini della base) al servizio di Sua Maestà il Re. La paga era bassa, 2 sterline alla settimana, ma Joan riuscì a fare carriera ottenendo anche successivi incrementi di stipendio (pur se questo rimase sensibilmente inferiore rispetto a quello dei colleghi maschi con le stesse competenze e qualità), fino a che non venne inclusa nel gruppo di Alan Turing, costituito da Tony Kendrick e Peter Twinn. In particolare i quattro avevano l’obiettivo di scoprire il codice alla base dell'Enigma Navale, detto Dolphin, molto più complesso, per esempio, dell'Enigma della Luftwaffe.
Innanzitutto, erano state aggiunte due ulteriori rotelle così che c'era una scelta da tre a cinque portando a un totale di 336 possibili ordinamenti. In secondo luogo, per aggiungere sicurezza, veniva applicato un secondo differente sistema di indicatori; invece di trasmettere gli indicatori direttamente, essi erano ulteriormente cifrati utilizzando tabelle di bigrammi.
Decrittare l'Enigma Navale era una priorità: la forte presenza tedesca nelle acque internazionali rendeva problematici il trasferimento delle vettovaglie e lo spostamento di uomini e mezzi. Il problema principale da risolvere era, però, legato alla gran mole di lavoro necessaria per decrittare il codice della macchina, che veniva modificato ogni giorno. Questo voleva dire che il lavoro di un'intera giornata poteva essere vanificato da una risoluzione troppo lenta anche solo di qualche secondo.
Il bamburismo
Per affrontare la questione, Turing pensò bene di ideare un nuovo metodo di decrittaggio, il banburismo, dal nome della località che produceva la carta utilizzata per i calcoli, Banbury.
L'obiettivo di questo metodo era identificare le giuste manopola e rotella in modo da ridurre i possibili ordinamenti da 336 a circa 20. C'erano poche Bombe nel 1941 e con così tante differenti combinazioni delle ruote il tempo necessario era troppo. Il metodo di Turing sfruttò l'errore crittografico tedesco di avere differenti posizioni di rotazione per ogni ruota.
Ovviamente Joan divenne molto velocemente una dei pochissimi esperti di bamburismo dell’epoca. L’evento che, però, permise ai crittografi di Turing di averla vinta su Enigma fu la cattura, tra febbraio e giugno del 1941, di alcuni pescherecci che trasportavano macchinari di cifratura tedeschi con tanto di codici!
Nel frattempo i rapporti tra Joan e Alan si facevano via via sempre più stretti
Facevamo cose insieme, forse andavamo al cinema e cose così, ma certamente, fu una sorpresa per me quando mi disse... "Prenderesti in considerazione l'idea di sposarmi?"
Ma sebbene ciò fu una sorpresa, io davvero non ho esitato a dire di si, e allora si inginocchiò di fronte alla mia sedia e mi baciò, anche se non abbiamo avuto molti contatti fisici.
Ora, il giorno dopo, suppongo siamo andati per una piccola passeggiata insieme, dopo pranzo. Mi disse che aveva queste tendenze omosessuali.
Naturalmente, ciò mi preoccupò un po', perché sapevo che era un qualcosa che era quasi certamente permanente, ma abbiamo continuato.
Si possono fare molte confetture sulle motivazioni che spinsero Joan a proseguire quella relazione piuttosto complicata: la vicinanza intellettuale, la difficoltà a trovare marito in periodo di guerra, il sentirsi in ogni caso lusingata dalle attenzioni di Alan. Ad ogni modo i due mantennero i loro rapporti segreti ai loro colleghi, fino a che, verso la fine dell'estate del 1941, non decisero di chiudere consensualmente la loro relazione: motivo principale era l'idea di Turing che la sua omosessualità avrebbe portato il matrimonio al fallimento.
I due, però, avevano sviluppato una profonda amicizia e un grande rispetto reciproco e così l'interruzione dei rapporti amorosi non influenzò il lavoro nel gruppo dei crittografi, che ottenne un successo dietro l'altro.
Dopo la guerra, superato il dolore del suicidio di Turing, Joan si affacciò con successo al mondo della numismatica con uno studio sulle monete dell’epoca di Giacomo III e Giacomo IV di Scozia.
Nel frattempo si sposò il 26 luglio del 1952 con il colonnello John Kenneth Ronald Murray, continuando a interessarsi di matematica e numismatica.
  1. Lynsey Ann Lord, Joan Elisabeth Lowther Clarke Murray su MacTutor

  2. Lee J.A.N. (2001). Biographies [Obituaries: John Weber Carr III & Joan Elisabeth Lowther Clarke Murray], IEEE Annals of the History of Computing, 23 (1) 67-7S. doi:10.1109/mahc.2001.4497356

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