Stomachion

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giovedì 5 settembre 2019

I colori del Sole


Il Sole visto dal satellite SOHO
La nebbia si diradava davanti ai loro occhi. Sul terrapieno era già del tutto scomparsa, mentre giù, lontano, una caligine lattiginosa si avvallava e si discioglieva; attraverso di essa spuntavano le cime rotonde e ispide delle colline e in mezzo si intravedeva qua e là la superficie screziata della palude muffosa, ricoperta da un rado canneto esausto. All'orizzonte, al di là delle colline, le vette delle montagne divampavano di un giallo intenso contro un cielo chiaro e azzurro. Arthur si girò a guardare al di sopra della spalla e mandò un grido di entusiasmo. Anche Redrich si volse a guardare. A ovest le montagne sembravano nere e su di esse ardeva cangiante il noto bagliore smeraldino, l'alba verde della Zona.
(...)
Andò dietro il carrello, si assestò sulla scarpata e, ansando, guardò con quale rapidità il bagliore verde si andava smorzando, soffocato dal rosa: un cantuccio arancione di sole sbucò dal crinale e subito dalle colline si allungarono le ombre color lillà, tutto divenne preciso, stagliato, tutto divenne perfettamente visibile, e dritto davanti a sé, a un duecento metri, Redrich scorse l'elicottero.
Questo passo, tratto dal Picnic sul ciglio della strada dei fratelli Arkadi e Boris Strugatzki nella traduzione di Luisa Capo è in effetti ricco di informazioni scientifiche relative alla grande gamma di colori che il Sole ci mostra al tramonto o, come in questo caso, all'alba. I due autori, in particolare, hanno cercato di enfatizzare la presenza diffusa del colore verde, che però non è così inusuale da osservare durante questi momenti della giornata. Il picco di emissione del Sole, infatti, è proprio sul colore verde, ma noi solitamente non siamo in grado di vedere questa frequenza quando ci arriva dallo spazio per molti motivi affrontati da Agatino Rifatto su Edu INAF, ma in alcune condizioni particolari, come l'alba o il tramonto, siamo in grado di osservare, seppur per pochissimi istanti, degli sbuffi di colore verde.

mercoledì 4 settembre 2019

Picnic sul ciglio della strada

Il romanzo fondamentale del cyberpunk è indubbiamente Neuromante di William Gibson. L'elemento essenziale è sicuramente la presenza di tecnologia di rete e come questa si integra con l'essere umano. L'obiettivo principale è esaminare l'essenza dell'essere umano, motivo per cui un autore come Philip Dick viene considerato dallo stesso Gibson un ispiratore, se non addirittura un precursore del genere.
Altro elemento essenziale del cyberpunk è l'ambientazione dentro la quale i protagonisti si muovono: i bassifondi di un mondo in decadenza. A volte succede che questi bassifondi sono anche a contatto con sostanze artificali, generalmente di produzione umana, che influenzano in maniera negativa i comportamenti delle persone. Ed è proprio in uno di questi ultimi casi che ricade Picnic sul ciglio della strada dei fratelli russi Arkadi e Boris Strugackij o Stugatzki. La storia è abbastanza semplice: accanto a sei città differenti della Terra compaino improvvisamente delle particolari Zone al cui interno si trovano manufatti alieni. Il romanzo si concentra su una di queste Zone, quella accanto a Marmont, e su un particolare genere di... lavoratori che si sono adattati per sfruttare al massimo tutte le opportunità offerte dalle Zone.