La
Disney, in Italia, ha avuto vari partner editoriali. Riguardo al reparto strettamente connesso con i periodici a fumetti da edicola, la situazione negli ultimi 75 e passa anni è stata la seguente: prima la fiorentina
Nerbini, che tra l'altro aveva iniziato senza licenza, quindi il passaggio alla
Mondadori, con un rapporto di lunga durata chiusosi poco più di 25 anni fa quando la
Disney Italia decise di prendere in mano direttamente la gestione dei suoi personaggi, inclusi anche la maggior parte dei libri realizzati. In un certo senso questo fu il punto più alto del rapporto della Disney con l'Italia, a tutt'oggi il principale (quasi unico) produttore di storie a fumetti disneyane al mondo, generando l'illusione che l'editore statunitense fosse più italiano di quel che è mai stato. Poi ecco
Panini, il terzo editore (il quarto se si conta la Disney stessa) a proporre i periodici
disneyani in italiano.
All'estero, invece, la situazione è stata per certi versi anche meno stabile di quella italiana, se si escludono i paesi scandinavi dove il rapporto con la
Egmont dura dal 1948. L'editore danese ha avuto, nel corso di quasi 70 anni di contratti di licenza, un rapporto così stretto da aver portato i fumetti disneyani in giro per l'Europa e il mondo, arrivando addirittura in India
(1). Ed è proprio sulla Egmont in India che vorrei soffermarmi.