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sabato 28 febbraio 2004

Piove

E' ancora inverno, in Italia. Si vede e si sente. Si vede perché il cielo è scuro e minaccia pioggia. Si sente perché la pioggia cade e ti bagna la testa e i vestiti e il corpo e l'aria, però, è fresca e serena.

E' strano. Ogni volta che piove mi sento un pò elettrico. E oggi, in più, c'è aria di neve... nell'aria. Non è proprio l'aria pulita della neve, ma si ci avvicina. E' aria fresca, comunque, e viene voglia di sentirsi vivi un altro giorno ancora.

E' ancora inverno in Italia. E un altro giorno passa, mentre la pioggia cade e ti bagna la testa e il corpo e i vestiti che lo coprono, e ti viene voglia di buttare via l'ombrello e iniziare a ballare...

venerdì 27 febbraio 2004

Magnifico rettore

Alberto: Comunque vorrei vederli in faccia io, questi giovani.
Pogo: Um.
Alberto: Metti che io fossi un magnifico rettore e ti dicessi che ti espello se non la smetti, tu cosa faresti?
Pogo: Farei valere i miei diritti...
Alberto: Quali diritti?
Pogo: Vorrei indietro i miei soldi.

(da Prigioniero d'amore, di Walt Kelly, da Pogo, 51° volume della serie I Classici del Fumetto di Repubblica, trad. Marco M.Lupoi, Bruno Cavallone)

giovedì 26 febbraio 2004

Le membra e il corpo

Sulla Gazzetta del Sud odierna, nelle pagine della cronaca locale, a firma di Katia Cairo, è uscito un articolo sul corpo accademico svoltosi ieri presso l'Aula Magna dell'UNICAL sempre per parlare del famoso ddl Moratti. Questo il testo del resoconto:

A ciascuno il suo. Il suo spazio per parlare, per esprimere il proprio dissenso contro il disegno di legge delega sul riordino dello stato giuridico dei professori universitari e per proporre le eventuali forme di protesta. Tutto in un'assemblea durata più di quattro ore. Il corpo accademico ha risposto con un'ampia partecipazione alla convocazione del rettore dell'Universita' della Calabria, Giovanni Latorre. Durante l'incontro di ieri l'ateneo ha ribadito la sua posizione nei confronti del Ddl Moratti-De Maio. L'assemblea si è espressa in maniera unanime sull'approvazione della mozione presentata dal senato accademico. Nel documento si chiede il ritiro della legge delega, deprecandone non soltanto i contenuti ma anche le modalità di presentazione.
Taccuino della protesta. Intanto si è deciso di aderire alle iniziative portate avanti a livello nazionale. Interruzione dell'attività didattica (che rimarrà comunque a discrezione dei docenti) nella settimana 1-5 Marzo, occupazione simbolica dei rettorati il 4 Marzo e, su suggerimento di molti intervenuti, seminari autogestiti, che valgano agli studenti come crediti formativi. Poi il problema "visibilità", considerato rilevante nella protesta. E se Gregorio Cappuccino ha suggerito di comprare una pagina di un giornale "tassando" nella misura di 50 euro i ricercatori, 100 gli associati e 200 gli ordinari, Romolo Perrotta ha invece proposto la costituzione di un forum nazionale universitario.
L'analisi del rettore. Ad introdurre i lavori è stato il rettore dell'Unical, Giovanni Latorre partendo da «due considerazioni principali attorno alle quali si gioca tutto il sistema nazionale universitario: autonomia e valutazione». «L'autonomia è un importante terreno di sviluppo per l'università che deve assolvere al compito della didattica e della ricerca. Un'autonomia che non rifugga tuttavia da sistemi di valutazione. Da questo punto di vista la rivoluzione l'abbiamo avuta nel '93, quando il potere politico si spoglia del compito di ripartire le risorse finanziarie e viene introdotto il fondo di finanzaimento ordinario (Ffo)». E sullo sfondo si profila il problema dei finanziamenti. «Si va avanti a palliativi - ha detto Latorre - e la situazione rischia di collassare. Arriva l'ennesima riforma a costo zero che intorduce una forte precarizzazione e che penalizza soprattutto i ricercatori sui quali in questi anni ha gravato l'incremento del volume della didattica». Un'analisi condivisa quella del rettore che ha poi chiesto al corpo accademico l'approvazione della mozione di ritiro del Ddl presentata dal senato accademico.
Le voci dell'assemblea. Superare le logiche localistiche con i concorsi nazionali «Ma chi le paga le chiamate esterne?» questo è l'interrogativo di Galileo Violini. «Inoltre sono stati diffusi dati falsi ed e'nostro compito dare un contributo tecnico facendo chiarezza sui concorsi banditi dall'Unical». « Poi, - e passiamo alle considerazioni di Guido Danieli, che interviene sempre in fatto di mobilità - sembra che i ricercatori stiano in fila per venire a svolgere la loro attività qui in Calabria». Particolarmente sentiti gli interventi dei ricercatori. «Una commedia a tre - ha commentato Paolo Pugliese - da una parte Università, dall'altra la Moratti, che porta avanti la sua idea di privatizzazione e poi la Crui, che si è limitata soltanto a giudizi tecnici sul disegno di legge. E a questo punto ci chiediamo e sia davvero espressione delle Università». «Precarizzazione vuol dire anche assoggettamento e la ricerca non può sottostare a queste regole. E, riguardo alla precarizzazione e' il momento di aprirsi a considerazioni più ampie su una situazione vecchia» ha detto Elisabetta Della Corte. Il diabttito ha poi ospitato riflessioni anche sulla riforma dei cicli universitari e «sui problemi che ha comportato: continua corsa ai crediti, eccessiva proliferazione dei corsi di laurea, una valutazione ancora poco chiara della vecchia laurea rispetto a quella nuova». Insomma i disagi non mancano e le soluzioni sembrano ancora lontane.

Questo il resoconto di una delle tante riunioni in cui tanti propongono, parlano, spesso schiamazzano. A parte i toni, la protesta continua, giustamente, perché il testo sembra piuttosto incompleto, anche se sufficiente per divenire una legge vera e propria, a quanto sembra.
Niente, comunque, mi farà dimenticare che le rivoluzioni e le riforme le fanno gli uomini che le vivono, non le parole che le scrivono: lo dicono gente come Galileo, i coniugi Courie, Fermi, e altri ancora che qui non mi vengono in mente.

mercoledì 25 febbraio 2004

Obelix l'animalista

Obelix: Io e Idefix ne abbiamo ancora uno, Asterix!
Asterix: Ottimo! Con questo fanno quattordici; sono abbastanza!
Cinghiale: Grroink?
Obelix: Bene! Si mangia?
Asterix: No! Se li mangi, non avremo più niente da vendere... tanto più che, mentre cacciavamo, ne hai mangiato qualcuno! Ti ho visto!
Obelix: Ma erano piccolini!
Asetrix: In marcia!
Obelix: Mi vien male a vedere tutta questa grazia di Dio davanti a me... Le farai camminare a lungo queste povere bestioline?
Asterix: Fino al mercato di Contade, dove le venderemo!

(da Asterix e il paiolo, di Goscinny e Uderzo, allegato a Il Giornalino, trad.Luciana Marconcini)

martedì 24 febbraio 2004

Processi, processi, sempre processi

Girando in rete si trovano notizie incresibili. Praticamente assurde:

Colpevole o innocente?
Quante volte il maiale è stato processato, in aule universitarie, su riviste scientifiche o in discorsi tra amici in trattoria; quante volte, anche senza alcuna ufficialità si è discusso sulle sue colpe e delle sue virù.
Era ora che si portasse la questione in un'aula di tribunale, l'unico luogo deputato a dirimere la secolare disputa, l'unico luogo dove sarà possibile processare l'imputato in modo opportuno.
E per farlo scendono nell'arena dialettica due veri Principi del Foro, due tra i più autorevoli esponenti dell'arringa enogastronomica, uno dei quali addirittura gastrosofo (filosofo della gastronomia) e l'altro insigne al punto di esser giudice soave di chef e albergatori.
Il pubblico ministero Sergio Grasso e l'avvocato difensore Edoardo Raspelli cercheranno di dimostrare perché l'imputato 'maiale' andrebbe condannato o assolto; lo faranno innanzitutto attraverso il loro competente eloquio, ma anche producendo prove a favore e contrarie, chiamando a deporre preziosi testimoni dell'una e dell'altra parte e contando sul parere tecnico di un noto perito neutrale convocato dalla corte.
A presiedere una qualificata e nutrita giuria sarà la splendida Serena Bonanno, volto noto (ndb: noto?) al grande pubblico della televisione, che saprà interpretare al meglio il ruolo elaborando il verdetto finale in modo saggio e misurato. Il perito della Corte sarà il professor Massimo Salani, esperto del rapporto travagliato e complesso fra cibo e religione.
Il duello verbale tra gli autorevoli contendenti sarà un elettrizzante confronto dai ricchi contenuti scientifici ma dai toni leggeri del gioco; saranno fuochi d'artificio nel cuore di Castelnuovo Rangone, dove al 'criminale' presunto hanno perfino dedicato un monumento.
La cittadinanza tutta, nell'interesse della verità e a tutela dei diritti di ognuno, è chiamata a presenziare numerosa, al fine di controllare la regolarità dell'udienza e a testimoniare del corretto svolgimento dei lavori che si concluderanno con una festosa salsicciata in piazza (ndb: alla faccia della regolarità!), offerta dal Comune di Castelnuovo.

Perché Castelnuovo?
Secondo voi Castelnuovo è famosa per le farfalle, le lucciole o il maiale?
E' forse necessario ricordare che Castelnuovo Rangone è il distretto europeo più importante per la lavorazione delle carni di maiale?
C'è forse qualcuno che ancora non sa che a Castelnuovo ci sono più salumifici che strade?
A qualcuno è sfuggita la statua del maialino che sosta da alcuni anni nella piazzetta davanti al Torrione?
E il Superzampone, lo zampone più grande del mondo, da Guinness dei primati?
E le tante aziende note, i marchi di qualità?
Alzi la mano chi non lo sa. (ndb: io, fino ad ora. E' un delitto? Volete processarmi per questo?)
Il maiale è da tempo per Castelnuovo un fattore di ricchezza e occupazione, di sviluppo della comunità.
L'industria legata alla carne suina, dai grandi stabilimenti ai piccoli salumifici, è un elemento essenziale, anche se non l'unico, della vita del nostro paese.
Eppure qualcuno continua a voler processare il buon maiale!!
A Castelnuovo ci sono anche il Parco Lennon, la Strada Kerouac, il Parco Giovane Holden, le sagome di Luzzati, le poesie per la strada e nessuno si sogna di processarli.
Invece ogni tanto qualcuno si mette in testa un'idea bizzarra: processiamo il maiale.
Ma di cosa lo si accusa, questo benedetto animale? Quali sono i crimini per cui lo si vuole processare? E soprattutto, chi lo giudicherà? (ndb: fin qui sembra che lo scrittore - ne riveleremo più sotto il nome - sia contrario a questo processo, ma...)
Una risposta a queste domande l'avremo soltanto durante le fasi di questo processo.
Che, e questo lo dico seriamente (ndb: allora fino ad adesso ha scherzato!), incuriosisce anche me. Se anche voi siete curiosi, ci vediamo al processo. Che, non dimentichiamo, si chiama "Dei piaceri e delle pene!"

Roberto Alperoli
Sindaco di Castelnuovo Rangone


Queste perle sono prese da Progetto Gaia, dove si può trovare anche una lettera da spedire al Sindaco del ridente villaggio.
Questo il testo:

AL SIGNOR ROBERTO ALPEROLI
SINDACO DEL COMUNE DI CASTELNUOVO RANGONE

Gentile Signor Sindaco,
Vogliamo esprimere a Lei e agli illuminati Cittadini che con Lei condividono la pregevole idea del Processo al Maiale, tutta la nostra ammirazione accompagnata dai nostri migliori complimenti!
Poche volte abbiamo letto una notizia intrisa di una simile sottile intelligenza e fantasia, poche volte una manifestazione popolare ci ha cos? impressionato per sensibilit? e capacit? di convivenza e rispetto tra forme di vita diverse.
Al fine di non perdere l'occasione di riconoscere i prodotti, con tanto amore, realizzati dai cittadini di Castelnuovo Rangone, suggeriamo di specificare sempre il nome del Vs paese sulle confezioni... nella scelta dei nostri acquisti terremo conto di tutta la gentilezza d'animo e di tutto il rispetto che la Vs comunit? dimostra con il Processo al Maiale e con i suoi storici Monumenti.
Insieme ai nostri migliori auguri Le inviamo la frase di uno sciocco il cui nome, probabilmente, Vi sar? del tutto estraneo, si tratta di tale Leonardo Da Vinci...
"Giorno verr? in cui gli uomini conosceranno l'intimo animo delle bestie e, quel giorno, un delitto contro un animale sar? considerato un delitto contro l'Umanit?."

Post Scriptum:
Questi individui, di squallida memoria storica, erano addirittura vegetariani (ha gi? sentito questo termine?):
Ippocrate, Gandhi, Darwin, Einstein, Freud, Galileo, Goethe, Kafka, Leonardo, Luther King, Newton, Pascal, Pitagora, Platone, Rousseau, Seneca, Shaw, Tolstoj, Voltaire, Wagner...
...e Lei !?!

lunedì 23 febbraio 2004

La domenica... politica

Tutto inizia con Berlusconi e i commenti sui suoi pareri sul Milan a una o due punte. Tutto continua con Zucconi che ad un certo punto la butta in politica. Quindi c'è la telefonata del cavaliere e la sottile sfida dialettica con lo stesso Zucconi, che fa ridere in rare occasioni (gli unici a ridere sono Zucconi, Berlosconi e alcuni ospiti: sarò stupido io, ma non ci trovavo niente da ridere in quelle battutine). Il fondo lo si tocca con la telefonata del presidente di garanzia Lucia Annunziata.
Siamo sicuri che non fosse tutto uno scherzo telefonico?

(per fortuna dovrebbe essere una Domenica Sportiva, non Calcistica...)

domenica 22 febbraio 2004

[1772]

Non fatemi aver sete con il vino alle labbra,
né mendicare con le ricchezze in tasca.

(di Emily Dickinson, trad. Alessandro Quattrone)

giovedì 19 febbraio 2004

Lieve e inspiegabile

Se gliel'avessero chiesto, Hervé Joncour avrebbe risposto che sarebbero vissuti così, per sempre. Aveva con sé l'inattaccabile quiete degli uomini che si sentono al loro posto. Ogni tanto, nelle giornate di vento, scendeva attraverso il parco fino al lago, e si fermava per ore, sulla riva, a guardare la superficie dell'acqua incresparsi formando figure imprevedibili che luccicavano a caso, in tutte le direzioni. Era uno solo, il vento: ma su quello specchio d'acqua, sembravano mille, a soffiare. Da ogni parte. Uno spettacolo. Lieve e inspiegabile.
Ogni tanto, nelle giornate di vento, Hervé Joncour scendeva fino al lago e passava ore a guardarlo, giacché, disegnato sull'acqua, gli pareva di vedere l'inspiegabile spettacolo, lieve, che era stata la sua vita.

(da Seta, di Alessandro Baricco)

mercoledì 18 febbraio 2004

Moti e resurrezioni

Questo il resoconto sulla manifestazione nazionale di ieri per potrestare contro il DDL Moratti sul riordino giuridico delle Università. Il resoconto è apparso sul numero odierno della Gazzetta del Sud:

È iniziata nell'aula magna della “Sapienza” ed è terminata nei grandi saloni del ministero dell'Università di viale Trastevere la lunga giornata degli atenei in lotta. Una giornata che sarà la prima di una lunga catena di proteste per dire no alla riforma voluta dal ministro Moratti e – più in generale, si augurano sindacati e partiti di opposizione – all'intera rivisitazione dell'istruzione dagli asili nido agli atenei. Questo il sogno degli organizzatori che pensano a una manifestazione unitaria, da fissarsi in primavera e presumibilmente in aprile, per unire tutte le sigle sindacali, confederali e non dalla scuola all'università. In attesa, il prossimo appuntamento è fissato per il 4 marzo quando, sempre per esprimere il dissenso sull'impianto elaborato dal governo, è stata fissata una giornata di occupazione dei rettorati, di blocco della didattica e di assemblee di ateneo. Il tutto al fine di pretendere il ritiro del decreto sulla docenza universitaria bollato, ieri, come «illiberale e non emendabile». È il fine dichiarato del documento elaborato al termine della manifestazione della mattina che ha avuto una coda, nel pomeriggio e in serata, prima con un sit-in dinanzi al ministero e poi con l'incontro tra il ministro e i rappresentanti dei sindacati universitari. Ieri l'appuntamento fissato a Roma ha trovato l'adesione di circa 2000 persone che non riuscivano ad entrare nell'aula magna, tanto che alla fine si è deciso per un'assemblea all'aperto nei viali universitari. Incontri ai quali hanno preso parte ricercatori provenienti almeno da 35 atenei, professori e molti studenti. Per tutti, parlava uno striscione che ha aperto il breve corteo alla Sapienza: «Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie». Una poesia di Ungaretti, “Soldati”, che ha ben reso il clima di precarietà contro il quale si battono i manifestanti. Immediata la replica del ministro Moratti diretta ai ricercatori di Roma ma anche a quelli di tutta Italia che ieri hanno protestato. Manifestazioni ci sono state a Trieste, Napoli, Cagliari, in Basilicata, a Venezia e Padova. Prese di posizione contemporanee che, però, secondo la Moratti non sono del tutto giustificate. «Sono molti anche i docenti e i ricercatori che non protestano» e tutti «ritengono la Riforma necessaria», ha detto il ministro. La Moratti, assicurando che nessuno provvedimento «sarà blindato» perché «siamo disponibili al dialogo e al confronto, è un discorso aperto che può essere migliorato e integrato».a proposito del problema dei ricercatori è entrata nello specifico: «Noi stiamo seguendo una politica europea: in nessun paese dell'Unione esiste il ruolo dei ricercatori». Comunque, per il ministro, è giusto «prevedere delle opportunità di sbocco e di trattamento economico che ratifichino i ricercatori, nel momento in cui non hanno ancora intrapreso la carriera universitaria o un'altra carriera». Assolutamente contrario alla protesta il consiglio nazionale dell'Uspur, l'unione sindacale dei professori universitari di ruolo che associa circa 3.500 docenti che invece apprezza il progetto del ministro per ricondurre l'università «a una più seria responsabilità». Hanno invece appoggiato l'iniziativa di ieri i partiti di opposizione e in particolare i Ds che accusano, tra l'altro, il ministro di voler partorire il riordino senza la necessaria copertura finanziaria. Scuola. Un diritto-dovere, quello all'istruzione e alla formazione, che deve durare almeno per dodici anni o comunque fino al conseguimento di una qualifica entro il diciottesimo anno di età. È il primo punto di uno schema sulla base del quale sarà costruito il decreto legislativo attuativo della riforma della scuola riguardante il «diritto-dovere all'istruzione e alla formazione», presentato ieri dal dicastero dell'Istruzione ai sindacati in sede di confronto tecnico. A vigilare sull'adempimento del diritto-dovere all'istruzione e alla formazione, che rivede completamente il principio l'obbligo scolastico, saranno, oggetto di relative sanzioni, i genitori dei ragazzi minorenni, ma non solo. A vigilare sull'adempimento, sulla base dei dati forniti da una istituenda anagrafe nazionale degli studenti, saranno il sindaco o un suo delegato del comune di residenza e i dirigenti scolastici o i responsabili delle istituzioni del sistema di istruzione e formazione professionale.

martedì 17 febbraio 2004

[589]

Vasta era la notte
adornata d'una sola stella
che al passaggio di ogni nuvola
si spegneva per la paura.
Il vento si accaniva sul piccolo cespuglio
strappandogli le foglie lasciate da novembre -
poi si arrampicava
nervoso sulla gronda.
Non c'erano scoiattoli in giro -
lui sentiva, come felpa intermittente,
i passi tardivi di un cane
giù nella strada deserta -
Controllare che le imposte siano chiuse -
e più vicino al camino
spostare la piccola sedia a dondolo -
e commuoversi per i poveri -
La massaia così passava il tempo -
Ah, com'è più bello
- disse lei al sofà di fronte -
il nevischio, che il maggio senza te.

(di Emily Dickinson, trad. Alessandro Quattrone)

lunedì 16 febbraio 2004

1. Pa Theorem

Da dove viene questa luce che è esplosa all'improvviso?
Bimba mia, l'esistenza è cominciata:
Dallo zero, la carta uno è nata!
Ora il matto cede il terreno al mago
E da un campo quantico vuoto e vago
Erutta l'immensa singolarità
Di tutto quello che è o forse sarà.

Il mago, o anche bagatto, è quel volere
Che fa avvenire le cose a suo piacere.
La forza maschile, la pulsione creativa,
Il bastone da cui ogni azione deriva!

La scintilla da cui tutto s'invola!
Ciò che incendia ogni atto e ogni parola
Concepì il cosmo con furia improvvisa
E a tutto dona una forma precisa.

E' ogni scrittore, artista o alto ingengo,
E' chi su di un foglio incide un segno.
E' tutto ciò che ti sembra men strano:
Una banda in concerto o un dio sovrano


(da Metaphore, di Alan Moore e J.H.Williams III, su ABC#13, ed.Magic Press, trad.Leonardo Rizzi, il grande!)

(trad. titolo: il teorema pa)

(nota: per i colori vedi Promethea)

domenica 15 febbraio 2004

Re del blu, Re del mai

Ho dentro me che cosa non so,
un vuoto che non capirò
lontano da quel mondo che ho
c'è un sogno che spiegarmi non so...

(dalla colonna sonora di Nightmare Before Christmas)


Come quando, dieci anni fa, in quel fatidico pomeriggio d'estate la sua Williams numero 2 si andò a schiantare e lentamente giungeva la notizia e la consapevolezza che non lo avremmo più visto vincere, anche questa notte dicevo a me stesso: non è possibile. Quello che stanno dicendo non può essere vero. E' tutto uno scherzo di cattivo gusto. In realtà non si è fatto niente e presto si alzerà e tornerà in mezzo a noi...

Purtroppo era tutto vero.

Solo un pirata ci ha lasciato. Da solo un pirata abbiamo lasciato.
Non si potranno mai dimenticare le sue imprese, le sue sfide, le sue scalate, il suo andare oscillando all'insù verso la cima, conquistata metro dopo metro di fatica e sudore...

(dopo la morte un ricordo della vita che è stata: il 15 Febbraio del 1564, precisamente 440 anni fa, nasceva Galileo Galilei, l'uomo destinato a cambiare il destino dell'uomo. Per sempre)

sabato 14 febbraio 2004

Il segreto del vetro

Forse è passato un po' da che è stato pubblicato, dalla Panini Comics, l'albo contenente la storia italiana dell'Uomo Ragno, realizzata dai disneyani Tito Faraci e Giorgio Cavazzano. La storia è ambientata tra i calli di Venezia, la nostra magica e unica città, e vede Peter Parker affrontare un alchimista pazzo ritornato dal passato della città non si sa bene per fare cosa (forse per vendetta?). La storia, purtroppo, di sole 22 pagine, come una qualsiasi storia d'oltreoceano, sembra forse troppo breve per l'idea che sta dietro e il modo in cui il nostro eroe ha sconfitto sbrigativamente l'alchimista pazzo ricorda un pò il primo incontro tra Batman e il Joker. Splendidi comunque e come sempre i disegni di Cavazzano, mentre i testi di Faraci sembrano decisamente andare nella direzione tracciata su Amazing Spiedr-Man da J.M.Straczynski, che in questi mesi ha introdotto una specie di forza del ragno e una stirpe di ragni lunga quanto la storia del mondo...
Per cui, nonostante la brevità della storia, è comunque un bel vedere e un bel leggere questo bellissimo gioiellino made in Italy!

venerdì 13 febbraio 2004

I pirati fantasma

Il mare è un mistero. Da sempre. Sin dai tempi degli antichi greci (le leggende di Scilla e Cariddi ne sono un esempio. O anche le peripezie di Ulisse). Ma William H. Hodgson è stato in grado di scrivere un romanzo intenso, pronto a in grado di rivaleggiare con Il diario di Arthur Gordon Pym di Edgar Allan Poe. Un racconto, in prima persona, di un marinaio scelto che, finito su una nave della sfortuna, è l'unico superstite di un sanguinario abbordaggio causato da pirati che potremmo definire solo con la parola di fantasmi...
La notte state attenti, voi che navigate sulle acque del mare, potreste incappare in una ciurma assassina e invisibile, implacabile e spietata...
Buona notte!

giovedì 12 febbraio 2004

La tavolata

Un'agenzia ANSA, pubblicata sul sito della CRUI recita, più o meno, così:

Roma, 11 FEB - Un' apertura al dialogo con l'avvio di un tavolo tecnico tra il ministero, CRUI e CUN che studi le possibili integrazioni e modifiche al disegno di legge delega per il riordino dello stato giuridico dei docenti: è questo il risultato concreto del faccia a faccia odierno tra il ministro dell'Istruzione Letizia Moratti e i rettori delle università italiane. Un incontro, durato un paio d'ore, durante il quale è stato anche concordato di procedere in parallelo a un confronto si altre questioni ritenute cruciali dei rettori:programmazione, valutazione e finanziamento degli atenei.
Impegni che non sono sufficienti a far rientrare la manifestazione nazionale indetta da professori e ricercatori per martedì prossimo, ma che forse possono far abbassare i toni e aprire spiragli per una discussione costruttiva dalla quale trarre conclusioni in tempi brevi: "entro la primavera o anche prima se possibile" ha osservato il Presidente della Conferenza dei rettori, Piero Tosi.
"Ci sarà una collaborazione con la Crui - ha assicurato Moratti al termine dell'incontro - per valutare sul sistema universitario nel suo complesso, su un nuovo sistema di programmazione che preveda una valutazione dello stesso sistema e quindi possa dare conto della qualità dei risultati. E collaborazione per lavorare insieme sul DDL relativo al reclutamento dei docenti per eventuali modifiche o integrazioni al testo e nella ricerca di percorsi per i decreti attuativi che siano correlati con risorse aggiuntive".
Insomma, il traguardo è ancora lontano, ma c'è la volontà di raggiungerlo. " Certo i punti critici rimangono. Non è che stamani abbiamo risolto qualcosa, ma da parte del ministro c'è stata certamente un'apertura al dialogo con la disponibilità ad avviare un tavolo tecnico e attraverso questo confronto credo che potremo incidere positivamente sul testo " ha confermato Tosi.

Università : Al via Tavolo Tecnico per emendare DDL Docenti

Roma, 11 Febbraio - L'incontro di oggi, al di là delle dichiarazioni di intenti, e' servito anche a mettere qualche paletto. Intanto sulla spinosa questione dei ricercatori.
I ricercatori attualmente con un contratto a tempo indeterminato (circa 20 mila) "mantengono - ha assicurato Moratti - i loro diritti ". Nel testo del DDL ( che rimane una base di confronto) si prevede una nuova figura di ricercatore "che è in linea con quello che avviene in tutti i paesi europei e che deve naturalmente prevedere delle opportunità per i giovani, ma nell'ambito di un sistema - ha aggiunto il Ministro - che deve anche valutare le reali capacità dei giovani per un futuro inserimento nella carriera universitaria o in altre carriere".
In altre parole, i tanto contestati co.co.co. spariscono dal testo e al loro posto si prevedono contratti a termine che consentano comunque una ricostruzione della carriera. Sempre a proposito dei ricercatori, il Ministro durante la riunione con i rettori nel sottolineare l'inadeguatezza dell'attuale sistema di reclutamento (con un'età media dei ricercatori vicina ai 50 anni) ha evidenziato come negli ultimi anni la tendenza sia stata quella di privilegiare il passaggio a professore ordinario piuttosto che puntare all'inserimento dei giovani. E i numeri portati a sostegno di questa affermazione lo confermerebbero: nel 2003 ci sono state 5218 nuove idoneità da ordinario e 470 da associato mentre a fronte di ciò si sono registrati 1344 nuovi ricercatori.
Altro paletto fissato stamani quello relativo alle risorse. La necessità di potenziarle, più volte ribadita da Tosi (indicando anche una cifra precisa: 5.000 miliardi di euro in tre anni) e' stata condivisa dal Ministro. "Le maggiori preoccupazioni - ha constatato - sono legate alle risorse delle quali il sistema universitario italiano ha necessità per raggiungere gli standard europei. Risorse che devono essere sia pubbliche che private. Il che significa - ha aggiunto - una rinnovata collaborazione, per altro già iniziata, anche con il mondo privato" . Quello dei finanziamenti (correlati alla valutazione) e' per Tosi una questione chiave: "E' imprescindibile - ha osservato - la necessità di individuare risorse finanziarie aggiuntive. Molti passaggi del DDL sul reclutamento non possono prescindere da ciò. Abbiamo grande attenzione ai giovani e quindi abbiamo bisogno di supportare la politica per i giovani e con adeguati finanziamenti. Ma va guardato con attenzione anche il rapporto dei professori con l'università: la tutela del docente deve accompagnarsi alla tutela dell'ateneo e dunque vanno scolpiti diritti e doveri del docente. Anche per questo - ha concluso - credo che sia necessario stabilire questo rapporto sulla base di una tranquillità del sistema dal punto di vista finanziario".

Siamo all'inizio, ma forse saremmo dovuti già essere alla fine.
Il testo può essere letto su CRUI: I Rettori incontrano il Ministro Moratti.

mercoledì 11 febbraio 2004

In marcia!

Come annunciato da un pò, oggi si è svolta la marcia contro il DDL Moratti annunciata dai ricercatori dell'Unical, in conocomitanza con l'incontro della CRUI con il ministro.
La manifestazione, partita alle 11:00 da Piazza Bucci, ha percorso l'intero ponte universitario fino ai cubi di ingegneria, da cui i manifestanti hanno fatto ritorno verso il punto di partenza. La marcia ha avuto una dsicreta adesione, in parte raccolta durante la camminata stessa: una stima ad occhio mi ha fatto arrivare a 300 persone circa. Forse di più, forse di meno. Non so.
Alla testa del corteo un'auto con altoparlante inneggiante slogan contro la riforma, al pari di uno striscione con la richiesta del ritiro di tale DDL. Nel corteo alcuni gruppi parlavano del DDL, altri sembravano visibilmente preoccupati, altri prendevano la mattinata in maniera rilassante e scherzosa: il tutto mentre si svolgevano le interviste televisive (non chiedetemi l'emittente... non la so!)

decreti: nel diritto vigente, manifestazioni del potere esecutivo che hanno efficacia di leggi formali (approvate, cioè, dalle due Camere e ratificate dal capo dello Stato) pur non avendone seguito l'iter. La categoria più importante di questi decreti è quella delle ordinanze di necessità, fra le quali si caratterizzano, anche per la frequenza con cui vi si fa ricorso, i decreti-legge, ordinanze di necessità con l'obbligo della successiva presentazione al Parlamento per la conversione del decreto in legge formale. I decreti legislativi sono atti aventi forza di legge emanati dal governo su delega del Parlamento.

Chi vivrà, vedrà.

martedì 10 febbraio 2004

Lo stupefacente mondo scientifico di Jack B.Quick

Salve appassionati della scienza! Ecco uno spaventoso miracolo della scienza che potete provare a casa vostra! Per prima cosa mettete nel freezer una bottiglia di plastica di acqua frizzante!
Lasciatela lì un paio d'ore. Raggiungerà il punto di congelamento, ma le bolle di diossido di carbonio le impediranno di tramutarsi in ghiaccio!
A un certo punto i vostri diranno: "Quanto ci andrebbe un bicchiere fresco di acqua minerale!"
Allora voi direte: "Aspettate! Non è abbastanza fresca! Lasciate fare a me!"
"Possente Ymir, padre del gelo artico, gigante delle tempeste e del ghiaccio, colpisci questo recipiente col tuo alito di ghiaccio, in nome di Odino!!"

Quando la bottiglia è aperta, tutto il gas fuoriesce di corsa e l'acqua si tramuta all'istante in ghiaccio!
Poi, mettetevi comodi (ndb: seduti sulle schiene dei vostri) e godetevi il divertimento...
"Strisciate mortali, o un'era glaciale cancellerà la vostra fragile specie da questa terra!"

(Jack B.Quick, di Alan Moore, testi, e Kevin Nowlan, disegni, da ABC Special, ed.Magic Press, trad.Leonardo Rizzi)

lunedì 9 febbraio 2004

La cultura (1)

I principali fiumi del mondo! Perché cavolo dobbiamo imparare i principali fiumi del mondo? Tutto per quella maledetta mania di dar nomi all'acqua! Tutto il giorno a studiare, e per cosa? Sì, lo so; la cultura qui e la cultura là.
Ma un domani... cosa può servire l'aver imparato che l'Everest è navigabile?
(pensieri di Manolito, by Quino)

sabato 7 febbraio 2004

Piano piano nel vento

E proprio nel vento volano i dodici racconti di Patricia Highsmith raccolti in Schegge di vetro. Si va da racconti di ordinaria follia, fatta di piccole fisse difficili da abbandonare, a sentimenti di vero odio, che portano persone generalmente normali a diventare, improvvisamente, spietatamente, assassini.
Il farfallino di Woodrow Wilson, comunque, è uno dei miei preferiti: un ragazzo uccide gli inservienti di un museo delle cere per puro divertimento e poi va a confessare, ma nessuno lo crede, e allora inizia a progettare una nuova e più clamorosa strage, che però non sapremo mai se porterà a compimento... Si passa comunque da situazioni di vita quotidiana, la sfida di sopravvivere in una grande città, tra la criminalità e le difficoltà di trovarsi senza lavoro o con solo la pensione per andare avanti.
L'ultimo racconto, Per favore, non sparate agli alberi, è uno sconfinamento nella fantascienza, scritto molto bene e in uno stile che fa tornare alla mente il Bradbury delle Cronache marziane.
Buona lettura!

venerdì 6 febbraio 2004

Su e giù lungo l'aia

Questa mattina, come ci si poteva aspettare, tra le pagine locali della Gazzetta del Sud, a firma di Katia Cairo, è stato pubblicato un breve resoconto della riunione di ieri dei ricercatori dell'Unical, dal titolo Ricercatori (e non solo) in agitazione.
Questo il testo:

Strategie di una battaglia: alias assemblea dei ricercatori contro il disegno di legge Moratti. Aspettando il prossimo 11 febbraio data in cui scatta la fase uno: la mobilitazione. L'appuntamento è sul ponte Bucci, in programma sospensione, per la mattina, delle lezioni e degli esami. Una giornata intensa ieri all'Università della Calabria. (giornata intensa per appena 100 persone all'assemblea? ndb) Un'assemblea già concordata in un precedente incontro, in cui si era stabilito di opporsi in maniera decisa alla legge-delega sul riordino dello stato giuridico e del reclutamento dei docenti universitari, approvata dal Consiglio dei Ministri lo scorso 16 gennaio. Ampia la partecipazione. Oltre ai ricercatori, c'erano docenti, assegnisti, dottorandi, personale tecnico-amministrativo e anche studenti. Ma veniamo al dibattito e alle proposte della giornata.
Il dibattito. Ormai è risaputo: un decreto che non piace. Per alcuni &laquol'ultimo tassello di una riforma universitaria da rivedere in toto&raquo. &laquoUna continua corsa ai crediti e l'angoscia di valutazioni che grava su docenti e studenti» si lamenta. (tutti argomenti tornati spesso, nonostante i moderatori ricordassero quanto fuori téma fossero, ndb) Ma il fatto considerato più grave è la messa ad esaurimento della categoria dei ricercatori componente fondamentale della realtà universitaria. E se qualcuno pensa che si tratti di uno scontento e di una protesta corporativa? Risponde Paolo Pugliese. &laquoNoi come ricercatori confermati non siamo toccati, anzi abbiamo addirittura la riserva del 15% dei posti nei concorsi ad associati. E tuttavia non "abbocchiamo" e pensiamo al futuro della ricerca e all'intero sistema universitario che viene ad essere precarizzato&raquo. E se da una parte si pensa alla costituzione di istituti di tecnologia (idea di Tremonti, se non erro, ndb), dall'altro si disincentiva la ricerca, nel senso più ampio. (questa estate, su Super Quark, non passava puntata nella quale non si ricordava quanto poco si investiva in Italia sulla ricerca rispetto agli USA, che tanti italiani hanno sul loro territorio, e agli altri paesi europei: questo è disincentivare la ricerca! ndb) All'assemblea è intervenuta anche la preside della facoltà di Ingegneria, Laura Luchi, nonostante fosse impegnata in un concorso per ricercatori, &laquoforse uni degli ultimi» ha commentato. &laquoNeppure l'aumento dei fondi è barattabile con l'approvazione di questo Ddl&raquo. E, benché si sia dichiarata pessimista in merito al ritiro, da parte del Ministro, della legge-delega, ha ribadito la necessità di manifestare in maniera visibile.
Azioni di lotta. Ricercatori alla ricerca della giusta strategia di battaglia. Se l'obiettivo è comune, come pure il dissenso, diverse sono le forme di protesta suggerite. Blocco dell'attività didattica, se è necessario anche dimettersi, sottraendo così a molti corsi di laurea i requisiti minimi della docenza (Rossella Morrone). Poi ancora chiedere al Cda d'ateneo e al Senato accademico di ridurre il numero delle iscrizioni, proporzionalmente ai fondi erogati dal Minostero (Girolamo Giordano). Altre proposte provocatorie? Fare lezione di notte (Gregorio Cappuccino) (la proposta della discordia, ndb), o scendere in piazza con le toghe (Laura Luchi). Gli studenti presenti chiedono una didattica alternativa, magari spiegando loro la riforma in atto. &laquoE' ora di chiudere&raquo. Questa la voce dei responsabili dell'aula Magna che invitano tutti (i quattro gatti rimasti, ndb) ad uscire dopo un'assemblea che si è protratta dalle 11:30 alle 15. (quando sono andato via, alle 14:30, praticamente la maggior parte di quelli che erano rimasti fino ad allora stavano lasciando i locali della Sala Stampa, mentre i pochissimi rimasti erano un pò esagitati, ndb)
Il Miur. E intanto il Ministero comunica la sua posizione su una legge che &laquoprevede importanti innovazioni, incentiva l'impegno dei docenti e assicura trasparenza e omogeneità nazionale nella scelta dei professori, superando l'attuale sistema localistico&raquo. Un'osservazione resta da tenere in conto: quanto il superamento del sistema localistico è compatibile con la necessità di evitare la fuga di cervelli?

Tra i nodi della discordia, come sappiamo, c'è la sparizione del ruolo di ricercatore e la sua sostituzione con figure precarie che collaboreranno con l'Università come co.co.co.

Il ruolo di ricercatore andrà ad esaurimento. Al suo posto verranno impiegati giovani laureati con contratti co.co.co. di cinque anni, rinnovabili una sola volta.

Anche per i professori associati viene proposta una soluzione non dissimile:

Con il nuovo sistema i vincitori avranno un incarico temporaneo di tre anni, rinnovabile una sola volta. Dopodiché dovranno essere assunti a tempo indeterminato o rimandati a casa.

Tutto questo sistema e altro ancora viene messo in discussione e, guarda un pò il caso, sempre sulla Gazzetta del Sud compare un commento a firma di Giuseppe Mascambruno dal titolo Caltanissetta, la beffa dei co.co.co:

Avremmo da chiedere subito una cortesia ai politici: per favore fate in modo di cancellare dal mercato dell'occupazione giovanile quella maledetta sigla Co.Co.Co. Perché più se ne parla e più tempo passa, più quella definizione assume la fastidiosa metafora di uno sberleffo, di un dileggio. Di un'amara presa in giro nei confronti di un'intera generazione che ormai sta entrando in rapporto con il lavoro proprio come i polli con un allevamento in batteria. E se non ci fosse di mezzo uno dei più avvertiti problemi sociali di questo Paese, quanto avvenuto a Caltanisetta potrebbe davvero assomigliare a una goliardata piuttosto che a un dramma. Sessantacinque Co.Co.Co. – che, lo ricordiamo, non è un bucolico richiamo alle aie d'un tempo, ma la contrazione di Collaboratori Coordinati e Continuativi – sono stati cacciati da un call-center, quando contavano di veder mantenute le promesse di un'assunzione definitiva. E al loro posto l'azienda ha chiamato altrettanti giovani, ovviamente Co.Co.Co. pure loro. E non basta. Al danno si è aggiunta anche la beffa: gli assunti di fresco hanno festeggiato a cena con i dirigenti della società, mentre fuori dal ristorante, come si dice da quelle parti, i cornuti e mazziati, inscenavano la loro comprensibile protesta. L'episodio fa impressione non tanto e non solo per l'operazione in sé, odiosa per quanto apparentemente legittima, ma per lo straordinario significato politico che rappresenta. In questa storia siciliana c'è infatti un micidiale miscuglio di prima e seconda repubblica: l'uso della promessa e della raccomandazione nel rispetto della più trita tradizione clientelare e il ricorso terribilmente spregiudicato agli strumenti di legge che si amano definire «moderni» di un mercato del lavoro che offre una sola certezza ai giovani: l'incertezza. Le cronache da Caltanisetta riferiscono, tanto per non farsi mancare niente, anche dell'«indignazione» dei politici locali che avevano speso la loro generosa quanto improvvida parola con i primi sessantacinque Co.Co.Co. I quali, è il caso di sottolinearlo, tengono famiglia. Famiglie, mantenute fino a ieri, con stipendi oscillanti tra i 120 e gli 800 euro al mese. Sarebbe interessante conoscere il conto staccato dal ristorante per la «cena delle beffe». Così, per curiosità, giusto per avere un parametro di confronto. Già, l'indignazione. Non sta forse diventando un po' poco continuare ad attaccarci a questo residuo e agonizzante moto della coscienza, individuale e collettiva, buono solo per trovare un approdo consolatorio? L'indignazione ha senso se produce un progetto concreto e condiviso di crescita civile e di nuovo modello sociale. Altrimenti resta solo l'odiosa promessa della beffa prossima ventura.

Mi piace, a questo punto, rispolverare un vecchio servizio (27 Aprile 2003), andato in onda su report, dal titolo Perché... i call center?

AUTORE
Questi ragazzi, come tutti gli altri 230 operatori della società Imr di Torino hanno contratti di collaborazione coordinata e continuativa, sono dei co.co.co. E' un contratto che prevede autonomia e che negli ultimi anni è stato esteso ad oltre due milioni di lavoratori e oggi è il contratto più diffuso nei call-center.
MONICA DI BIAGIO - 28 anni, operatore Imr
La progettualità si riduce al minimo. Non puoi immaginare di avere una famiglia, non puoi immaginare che anche solo rimanere incinta sia un avvenimento felice.
D - Quanto si viene pagato l'ora alla Imr?
GIANLUCA CAUDA - ex operatore Imr

4,90 euro l'ora.
D - Lordi?
GIANLUCA CAUDA - ex operatore Imr

Sono lordi sì.
ANDREA NESTA - 26 anni, operatore Imr
Se le cose continuano così penso che tra dieci anni saremo tutti collaboratori. Si incrementerà anche il lavoro, però comunque vengono dimenticati tutti i diritti dei lavoratori, della dignità di un lavoratore, che - voglio dire- sono 200 anni che si lotta per questi diritti.
IN STUDIO MILENA GABANELLI
Sono migliaia gli operatori dei call center, che è un posto dove degli impiegati rispondono al telefono e di casi come quello di Torino ce ne sono in tutta Italia, basti pensare che a Roma, il call center Atesia del gruppo Telecom utilizza quasi 5000 operatori, tutti co.co.co, senza una minima garanzia e senza diritti? Ma perché, e cosa distingue un contratto coordinato e continuativo da uno da lavoratore dipendente?
CRISTOFORO RE - pres. Ordine dei consulenti del lavoro della (To)
Un collaboratore coordinato e continuativo è comunque una persona che apporta un suo contributo in forma però non rigida. Io vengo, svolgo questo tipo di attività, ma decido io come svolgerlo, con una forma anche più autonoma e meno rigida: oggi vengo e domani non vengo.
AUTORE
Una forma di lavoro autonoma? Sarà vero? Sentiamo cosa dicono quelli che questo contratto ce l'hanno e lavorano in questo call-center controllato da uno dei più importanti gruppi industriali e finanziari italiani, Seat Pagine Gialle.
JESSICA CONCAS - ex operatore Imr
L'orario era stabilito nei termini: "devi entrare alle 8!". Io entravo alle 8, firmavo un orario di ingresso e firmavo un orario di uscita.
AUTORE
Ripetiamo: il lavoratore autonomo non prevede l'imposizione dell'orario di lavoro, altrimenti diventa lavoro subordinato.
ROBERTA CASTELLO - operatore Imr
Gli orari uscivano con tabulati pochi giorni prima, due tre giorni prima praticamente e la possibilità di variare quegli orari era minima. Nel momento in cui tu chiedevi delle variazioni, e queste variazioni si presentavano tre volte in un mese, venivi punito.
CRISTOFORO RE - pres. Ordine dei consulenti del lavoro della (To)
Nel momento in cui entra un rapporto disciplinare a questo punto non è più una collaborazione coordinata ma diventa un rapporto di lavoro subordinato.
GIANLUCA CAUDA - ex operatore Imr
Tu andavi in pausa, se sforavi 10 minuti dalla pausa venivi ripreso, venivi schedato, venivi valutato con una valutazione negativa. E quindi è tutto basato su una sotto forma di ricatto che tu devi rimanere li', lavorare bene, non pretendere nulla per poter lavorare.
AUTORE
E' difficile pretendere qualcosa quando ogni mese o ogni 3 mesi ti scade il contratto e non e' detto che venga rinnovato! C'è poi l'autonomia, che vuol dire "decido io come svolgere il mio lavoro", e invece perfino una semplice risposta al telefono e' prestampata e deve essere quella.
GIANLUCA CAUDA - ex operatore Imr
E qua (mostra modulo prestampato) hai tutto quello che sei obbligato a dire: "Saluto di benvenuto, vincolato e non interpretabile: 'Pronto Pagine Gialle, buongiorno sono Gianluca, in cosa posso aiutarla?"
D - Ma se rispondete in un altro modo vi controllano? EVA MASSARO - ex operatore Imr
Controllano tutto. Controllano quanto vai in bagno, quanto ci stai, quando ti siedi, quanto durano le tue chiamate, quante chiamate fai in un'ora.
AUTORE
Naturalmente non stiamo parlando di telefonate personali.
JESSICA CONCAS - ex operatore Imr
In più arrivavano dei controlli dall'esterno: controlli di Seat che provava l'efficienza del servizio e valutava l'operatore e a volte venivamo comunque ripresi dai team leader perché in un determinata data c'era arrivato un controllo esterno in cui non avevamo detto o specificato un determinata cosa.
AUTORE
I controlli a sorpresa a un lavoratore autonomo è "soprendente", ci si chiede: ma se hanno tutti gli obblighi di un dipendente perché non sono assunti con contratti a termine?
CRISTOFORO RE - pres. Ordine dei consulenti del lavoro della (To)
Perché il lavoratore dipendente oggi paga alla ditta circa il 30% di contribuzione più l'8,89 del lavoratore: siamo circa a 40 punti. Il co.co.co. paga il 14%.
AUTORE
Ribadiamolo. Applicando un contratto co.co.co. le aziende risparmiano quasi i due terzi del contributi. Tutti soldi in meno per le nostre pensioni di oggi e di domani. Un bel danno anche per l'Inps che però dà in appalto il suo call-center allo stesso gruppo Telecom, quello dei call-center con migliaia di co.co.co.
Ma quando fanno i colloqui per la selezione cosa raccontano?
Per saperlo abbiamo inviato un curriculum e siamo stati convocati per un colloquio collettivo.
RESPONSABILE COLLOQUIO
Benissimo, allora iniziamo subito. L'assegnazione di turni avviene in una fascia che va dalle sette del mattino fino a mezzanotte. E' chiaro che possiamo permetterci di portare a bordo solamente persone che possono lavorare in un qualsiasi momento della giornata e in un qualsiasi giorno della settimana quindi per noi è fondamentale la disponibilità oraria.
AUTORE
Infatti, una ragazza selezionata che dava disponibilità dalle 10 anziché Dalle 7 rimarrà a terra.
Viene chiesta una disponibilità dalle 7 del mattino alle 24, nonostante sul contratto sia specificato che "il prestatore svolgerà la propria attività in piena autonomia e senza alcun vincolo di subordinazione" e che l'azienda "si impegna a non ingerirsi nelle modalità di svolgimento della prestazione". Ma guardate poi cosa è affisso in bacheca "Il personale è tenuto a rispettare gli orari indicati...Ogni ritardo superiore ai 15 minuti comporterà: la deduzione dell'intera ora lavorativa del compenso". Al terzo ritardo scatta la sospensione dal lavoro.
L'azienda che per anni ha fatto lavorare questi ragazzi con un contratto di co.co.co. dovrebbe spiegare perché sui contratti scrive una cosa e poi ne fa un'altra. La nostra richiesta transita da un tavolo all'altro fino a quando approda all'ufficio stampa di Seat Pagine gialle.
(Al telefono)
Responsabile ufficio stampa di Seat PG

Non mi sembra che ci sia una volontà di partecipare, di rispondere. O almeno di rispondere andando in televisione perché non se ne ravvisa l'opportunità.
AUTORE
Non se ne ravvisa l'opportunità! Evidentemente la Seat Rilascia interviste solo quando ravvisa che gli conviene. E non gli conviene nemmeno far vedere i loro call center visto che non ci hanno autorizzato a riprenderli!. Infatti queste immagini sono rubate.
Non c'è niente di strano: tavoli, telefoni e computer, eppure non avremmo dovuto vederli.
Chi parla alla fine è il consulente del lavoro di questa società, uno dei principali responsabili della situazione.
RICCARDO TRAVERS - consulente del lavoro
Il co.co.co. è un autonomo e dà il risultato di una prestazione come tutti gli autonomi. Quindi il problema è se io mi pongo in veste di lavoratore autonomo o in veste di lavoratore subordinato. Quindi secondo me va visto in un'ottica completamente diversa. Libertà delle parti di contrattare.
D - E dove starebbe la contrattazione?
RICCARDO TRAVERS - consulente del lavoro

Cioè la contrattazione sta nel fatto che posso accettare o non accettare. A un certo punto nessuno mi obbliga.
AUTORE
Insomma sono dei contratti ambigui dove sei preso per il collo senza nemmeno una tutela. Ma perché sono stati applicati in maniera cosi' estesa?
RICCARDO TRAVERS - consulente del lavoro
Purtroppo abbiamo il rapporto di lavoro subordinato in Italia che forse è stato un tantinello trattato bene. Se lo trattavamo un attimino peggio forse non si dovrebbe trovare soluzioni strane per andare a creare co.co.co. Queste sono soluzioni effettivamente di ripiego.
AUTORE
Sembrerebbe che si sia arrivati a questa situazione perché i lavoratori subordinati sono stati trattati "troppo bene"! Eppure ci sono dei call-center che assumono regolarmente i loro operatori, come la Omnitel una società telefonica che su 5000 operatori non ha neanche un co.co.co. Infatti in questi call center non può esserci del personale che viene e va come gli pare, qualcuno deve sempre rispondere al telefono, quindi serve del personale fisso.
D - Sei regolarmente assunto?
OPERATORE OMNITEL

Sono regolarmente assunto
D - Libretti, contributi, mutua…
OPERATORE OMNITEL

Tutto a posto, tutto trasparente.
AUTORE
La legge permette di applicare un contratto di lavoro autonomo a chi in tutto e per tutto deve attenersi a orari e regole precise come se fosse a tutti gli effetti un dipendente? Cosa dice l'organo preposto alla vigilanza sui contratti?
BARTOLOMEO PIRONE - capo Ispettorato Ministero del Lavoro (To)
Abbiamo ritenuto che quel contratto non sia - così come si realizza giorno per giorno- un contratto di lavoro autonomo ma sia un contratto di lavoro subordinato.
AUTORE
L'Ispettorato del Ministero del Lavoro ha sanzionato il call-center perché gli operatori avrebbero dovuto essere assunti e non co.co.co. E la stessa cosa l'ha fatta l'INPS che proprio pochi giorni fa ha richiesto il pagamento dei mancati contributi.
BARTOLOMEO PIRONE - capo Ispettorato Ministero del Lavoro (To)
La Cassazione abitualmente comincia così: "Tutte le prestazioni possono essere rese in regime di autonomia o di subordinazione, a seconda della volontà delle parti e a seconda della modalità di svolgimento". A questo punto siamo un'altra volta daccapo.
D - C'è ancora gente che fa colloqui di lavoro con questa società.
BARTOLOMEO PIRONE - capo Ispettorato Ministero del Lavoro (To)

Non finiranno mai, sa? Fino a quando non ci sarà una disciplina, non dico rigida, ma formale in materia di co.co.co. Perché oggi non c'è niente.
AUTORE
Ma non crede che siano comunque posti di lavoro?
BARTOLOMEO PIRONE - capo Ispettorato Ministero del Lavoro (To)
Vada a domandare a quel giovanotto se lui ritiene di avere un posto di lavoro serio che gli consente di guardare con tranquillità al suo futuro.
IN STUDIO MILENA GABANELLI
La nuova legge delega sul lavoro prevede per il futuro che si possono fare contratti coordinati e continuativi solo se legati ad un progetto. Io per esempio non sono una dipendente Rai, ma lavoro su un progetto che e' Report, quando il programma chiude, saluti e arrivederci. Nel caso di un operatore di call center è difficile che esista un progetto, quindi i contratti che abbiamo visto non si dovrebbero più fare. Un bel problema per il mercato che aveva trovato un modo troppo vantaggioso; di sicuro i co.co.co. verranno sostituiti con altre forme dai nomi semplici come: staff leasing, lavoro a chiamata, o job sharing.
Norme troppo garantiste per chi il lavoro fisso ce l'ha e questi orrori: nessun rischio per l'imprenditore e nessun diritto per chi lavora...futuro meraviglioso!

Questi in sostanza alcuni documenti sul tipo di contratto che il ministro Moratti ha intenzione di introdurre nell'Università italiana, un contratto che non sembra effettivamente molto utile ma che sta prendendo piede, e non come contratto per gente che deve entrare nel mondo del lavoro.

(La trascrizione del servizio di Report, realizzato da Andrea Cairola e Gughi Fassino, è tratta dal sito ufficiale della trasmissione giornalistica)

giovedì 5 febbraio 2004

La grande ricerca

Come deciso nella riunione del 28 Gennaio, oggi alle 11:30, presso la Sala Stampa dell'Aula Magna dell'Unical, si è tenuta una nuova assemblea programmatica dei ricercatori, studenti, dottorandi, docenti dell'università di Cosenza per decidere la forma di protesta contro il DDL Moratti sul riordino dell'università italiana.
Molti sono stati i presenti (un centinaio o poco più), e molti gli interventi (l'assemblea si è protratta per ben 3 ore) e pochi quelli che hanno aggiunto qualcosa di costruttivo (addirittura una proposta polemica: fare lezioni ed esami e sedute di laurea in notturna - questa proposta ha un pò esasperato gli animi, trasformando la discussione in un vero e proprio caos).
In sintesi la giornata dell'11 Febbraio (ripeto: questa data è stata scelta come simbolica per poter dare un simbolico appoggio al nostro rettore quando il CRUI si incontrerà con il ministro Moratti per discutere del decreto della discordia) sarà dedicata allo stop a qualsiasi attività didattica nella mattinata e quindi ad un corteo, da tenersi molto probabilmente sul ponte, che si concluderà al centro dello stesso con una assemblea, durante la quale decidere i prossimi passi. Nella stessa occasione si intende sensibilizzare quelle persone che per una cattiva informazione, o addirittura per mancanza della stessa, svolgono l'attività didattica, mediante un'irruzione esplicativa brevissima, max.15 min., sulle motivazione della protesta.
Questa protesta locale, che non è la prima (vedi articolo su Repubblica) è l'antipasto alla manifestazione nazionale che si terrò a Roma giorno 17 Febbraio. Per il momento l'unica proposta attiva da portare alla manifestazione nazionale è la redazione di due documenti: il primo con un quadro riassuntivo delle figure operanti nella ricerca qui all'Unical; sul secondo verrà invece descritto nei suoi principi il nostro modello di istruzione universitaria.
Maggiori dettagli nei prossimi giorni.

mercoledì 4 febbraio 2004

Un pugno e una carezza

E' notizia recente: il difensore dell'Inter, Materazzi, è stato sospeso da qualsiasi attività ufficiale per solo due mesi.
Secondo Pasquale Bruno, in un'intervista concessa a Repubblica, asserisce che il buon Cirillo ha sbagliato!!!

Infatti: non sono diventato o' animale per caso. In campo mi dicevano di tutto: terrone, africano, ignorante. Sull'ignorante, in effetti, non si sbagliavano
E lei?
Mi regolavo di conseguenza. Ma le staffe le ho veramente perse una volta soltanto
Quando?
Quando mollai un pugno a Lerda nel sottopassaggio, alla fine di una partita della Fiorentina. Ma lui mi aveva sputato in faccia, e questo non si fa: l'ho aspettato e l'ho massacrato. (E allora i mafiosi fanno bene ad uccidere la gente!!!) Io mi sono beccato tre giornate di squalifica, ma lui ha avuto quello che si meritava (!!!)

E' facile, quindi, suppore quale sia stato l'errore del povero Cirillo:

Cirillo ha sbagliato, ad andare in tivù. Prima di tutto perché neanche lui era pulito, e poi perché così facciamo il calcio ancora più schifoso di quello che è. Ci sono leggi non scritte che vanno rispettate, come fanno nel rugby. (nel rugby gli atleti scendono in campo sapendo di prendersi a botte, ma sono certo più sportivi dei calciatori!) Io ho giocato in Scozia, e vi assicuro che non capita nulla di diverso: però tutto resta nello spogliatoio, con lealtà. È questo il fair play. Purché non si esageri e non si finisca come Bertolotti e Ferrigno quello era un agguato (a differenza di quello che ha fatto Pasquale Bruno!)

Comunque sono d'accordo con Bruno. Intanto perché è scocciante quando si va a piangere in tivù in modo da far parlare tutti quei moralisti a gettone, soprattutto perché Cirillo, secondo me, doveva andare direttamente in Questura.

martedì 3 febbraio 2004

Usanze alimentari (2)

Asterix: Squisite, queste robettine grigie!...
Persiano: Oh, è un piatto semplice della povera gente. Si chiama caviale, ed è molto, molto nutriente!
Kisarah: Allora, per me un granello basta e avanza!
(poco più in là)
Obelix: Che roba è?
Persiano 2: Cammello arrosto! E' buono come il dromedario, ma rende... il doppio!
(sul tappeto)
Obelix: Renderà anche il doppio, ma il cammello arrosto non vale un buon cinghiale!
Asterix: A giudicare da quanto ne hai divorato, non si direbbe!

(da Le mille e un'ora di Asterix, di Uderzo, 19° volume dei Classici del Fumetto, trad.Alba Avesini)

lunedì 2 febbraio 2004

0. Metaphore

Conosco questa carta. E' il primo arcano maggiore dei Tarocchi. La carta zero, il matto.
Certo. Incurante e con lo sguardo fisso
Il matto fa un passo e va nell'abisso.
Forse egli conta che il vento polare
Lo afferri e lo porti dove gli pare.

Così ogni impresa ha inizio alcuno,
Un passo incauto dallo zero all'uno.
Nella magia, questo è il primo espediente:
Far comparire qualcosa dal niente.

Come un coniglio da un cilindro vuoto
O un pensier dal nulla più buio ed immoto.
Dove hanno avuto spazio e tempo una culla
Se non in questo quantistico nulla?

La materia è caduta o è stata spinta
Dal nulla in un'esistenza distinta?
Come tutto è caduto, chi lo decide?
Il matto sa ma non parla e sorride.

Dal fumo, da specchi è la nostra venuta.
Alesster Crowley narra una battuta
Che, se ne comprendi appien le parole,
Chiarisce ogni magia come il Sole...


(da Metaphore, di Alan Moore e J.H.Williams III, su ABC#13, ed.Magic Press, trad.Leonardo Rizzi, il grande!)

(trad. titolo: metafora)

(nota: per i colori vedi Promethea; per il titolo: è in effetti il gioco dello Scarabeo. Moore, partendo dal nome del suo personaggio, Promethea, ha realizzato per ogni carta una diversa parola o frase di senso compiuto. Per la citazione di Crowley di Gigino, vedere la recensione al numero corrispondente di ABC)