
L'ultima scialuppa del Titan, su cui troviamo Atom in compagnia del ladro di gioielli e di alcuni turisti, naufraga fino alla Luna, ed è qui che effettivamente inizia la storia, una breve, classica avventura di fantascienza lunare.
La Luna di Tezuka è un oggetto celeste su cui l'aria è presente in lastre ghiacciate che si scongelano durante il giorno lunare, che dura circa 15 giorni terrestri. E' durante questo periodo che si svolge tutta l'azione, permettendo così ai naufraghi di vagare per la superficie del nostro satellite, esplorando una foresta cresciuta a velocità vertiginosa, un po' come i funghi nelle pianure gioviane del Razzo interplanetario di Chendi e Bottaro.
L'avventura è, nonostante la situazione delicata dei naufraghi, leggera e deliziosa, ruotando intorno ad alcune gag semplici ma efficaci (come i turisti che si disperano, gioiscono, si disperano sempre allo stesso modo, alternativamente in base al volgersi degli eventi) e ai temi portanti dell'ambiguità e dell'incomunicabilità (l'Ivan del titolo, infatti, viene creduto un mostro) e dell'avidità (causa, tra l'altro, del disastro alla base dell'intero racconto).
