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giovedì 11 ottobre 2012

United we stand: Siamo pronti per fare network?

Nel mondo, in particolare in quello anglosassone, è forte lo stimolo dei blogger scientifici ad aggregarsi in vari network. Il capostipite è stato scienceblogs.com, dal quale poi sono partite molte e varie esperienze, come Field of Science o il recente network di Scientific American. Molti di questi blogger partecipano a più network o hanno anche un blog personale, spesso anche questo tarato sulla scienza. In Italia, invece, come in molti campi, siamo fermi da tempo al solo network degli autori de Le Scienze. Si prova a capire quali possono essere le possibilità di un network italiano e chi potrebbero essere i componenti di questo gruppo.

di Gianluigi Filippelli e Moreno Colaiacovo

Il fenomeno dei weblog o più comunemente dei blog è in continua espansione: ad esempio dall'ottobre 2006 all'ottobre 2011, il numero di blog si è quasi quintuplicato (dati nielsen). All'interno di questo mondo in espansione una nicchia, più o meno consolidata, è occupata dai blog scientifici.
In generale un blog è di facile definizione: una pagina web aggiornata periodicamente attraverso un software apposito che permette anche l'interazione con i lettori attraverso i commenti agli aggiornamenti (i post) scritti e pubblicati dall'autore. Quando però si cerca di classificare i blog in grandi categorie, ci si trova di fronte a tutta una serie di sfumature, e a queste non sfuggono nemmeno i già citati blog scientifici.
Già Walker, che, oltre ad essere uno dei primi blogger scientifici, ha scritto, insieme con Torill, il primo (o comunque uno dei primi) articoli dedicati allo studio di questa sottocategoria di blog(11), in Blogging From Inside the Ivory Tower(1) distingueva tra due distinte tipologie: public intellectuals, che si occupa soprattutto del dibattito politico, e research blogs, centrato essenzialmente sul mondo della ricerca. In particolare questa seconda tipologia è oggi quella maggiormente identificata come blog scientifico in senso stretto, e anche quella che presenta tutta una serie di sfumature cui si accennava poc'anzi, come rivelato da molti studi e ribadito da Bora Zivkovic, blog editor di Scientific American, nel suo articolo "Science Blogs: definition, and a history":
Usually it is meant to be a blog that satisfies one or more of these criteria: blog written by a scientist, blog written by a professional science writer/journalist, blog that predominantly covers science topics, blog used in a science classroom as a teaching tool, blog used for more-or-less official news and press releases by scientific societies, institutes, centers, universities, publishers, companies and other organizations.
Per gli scopi della discussione attuale, ha scarso interesse andarci ad occupare di blog scritti da scienziati ma che non trattano di scienza (vanno considerati blog scientifici anche questi?), ma potrebbe non essere così inutile distinguere il sottogruppo dei blog scritti da scienziati che però non si occupano della disciplina in cui si sono formati. Certo, in questi casi è buona norma, seguendo ad esempio i consigli di Peppe Liberti, avere come fonte preferenziale un bravo ricercatore che prova a raccontare ciò che succede nella sua disciplina, tuttavia il primo e più importante criterio per valutare se un blog è scientifico o meno sono l'approccio e il metodo scelti dal blogger.