Stomachion

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mercoledì 9 marzo 2011

In cerca di fortuna

Di Tiche, o Tyche, l'ipotetico pianeta di Matese e Withmire avevo velocemente lasciato qualche link a metà febbraio. Torno ora sull'argomento con un esame dei due articoli più lunghi, del 1999 e del 2011, che è una versione in italiano, leggermente ampliata, di quanto proposto in inglese per il Carnival of Space.
ResearchBlogging.org
Nell'antichità, nella vecchia Grecia, giusto per intenderci, Tiche era la dea della fortuna, opposta a Nemesis, la nemica, l'avversaria. In origine, però, essa era la dea che distribuiva la giustizia, nel senso di compensazione della gioia e del dolore. L'idea, infatti, è sostanzialmente orientale, come la cultura greca di quel tempo, ovvero un sostanziale equilibrio tra bene e male, in modo da tenere aperta ogni possibilità di sviluppo futuro. La trasformazione in nemica o nemico al maschile avviene all'interno della cultura anglosassone, che sostanzialmente si basa sulla visione di costruire un mondo basato esclusivamente sul bene. E' probabilmente con questa idea che Whitmire e Jackson proposero nel 1984 il nome di Nemesis(1) per una ipotetica stella che ruota intorno al Sole poco oltre la nube di Oort.
Whitmire, questa volta insieme con John Matese, ci riprova, riproponendo uno studio teorico, opportunamente aggiornato con nuovi dati, già uscito nel 1999 sulla rivista Icarus, Cometary evidence of a massive body in the outer oort cloud (Icarus 1999, scritto insieme con PG Whitman). Il nuovo lavoro, uscito sul numero di febbraio, sempre di Icarus, Persistent evidence of a jovian mass solar companion in the Oort cloud (Icarus 2011), aggiorna i grafici proposti, presenta degli aspetti teorici leggermente ridotti, mentre l'elaborazione statistica è decisamente più approfondita.
Nel seguito, comunque, mi concentrerò su questi due lavori(2), utilizzando i grafici di entrambi e, per la parte teorica, ciò che Matese e Whitmire svilupparono su Icarus 1999.
Tutto parte dalla distribuzione degli apsidi, ovvero i punti di massima e minima distanza dal centro di gravità.

Istrogramma della distribuzione degli apsidi longitudinali di 82 nuove comete della classe I in coordinate galattiche.(3)

dove L è la longitudine.
Nel grafico si notano almeno due picchi più pronunciati, che identificano due direzioni privilegiate. Questa impressione sembra confermata dallo scatter plot, un grafico di distribuzione spaziale analogo alla sezione d'urto per le particelle elementari:

Scatter plot degli aspidi cometari in coordinate galattiche. Le direzioni privilegiate sono identificate dai puntini neri.

Cosa ha originato queste direzioni privilegiate?

mercoledì 16 febbraio 2011

Tiche: abbozzo veloce di news astronomica

oort

Ne hanno parlato NewsFeed Time, l'Independent, Space.com. Di cosa? Tiche, ma non della dea Fortuna, ma di un presunto nuovo pianeta di tipo gioviale che ruota intorno al Sole su un'orbita molto esterna.
E' uscito sull'ultimo numero di Icarus Persistent evidence of a jovian mass solar companion in the Oort cloud dove John Matese e Daniel Whitmire ricapitolano una teoria che stanno portando avanti dal lontano 1998, se ho ben capito quel poco che ho letto fino ad ora, che si limita all'abstract dell'articolo di cui sopra e alle prime pagine di Cometary evidence of a massive body in the outer Oort cloud, che è cioè la posizione dove dovrebbe trovarsi Tiche, la nube di Oort (vedi immagine di apertura).
Al momento ho esaminato molto velocemente le equazioni newtoniane utilizzate per studiare il sistema della nube di Oort con approccio perturbativo, ovvero, considerando il contributo del Sole e degli altri oggetti del sistema trascurabile, si introduce all'interno del sistema dinamico delle comete della nube una perturbazione costituita da una massa, in questo caso più o meno grande. Di quello che ho letto fino ad ora mi ha colpito in particolare questo passaggio:
If we knew the complete set of orbital elements of the putative bound perturber, then ...
Ovvero questa ipotetica conoscenza totale di un sistema lontano e potremmo anche dire piuttosto instabile mi lascia leggermente perplesso. Vedremo nel resto dell'articolo se risolveranno la questione (lo promettono almeno). Nel momento mi preme, innanzitutto, tranquillizzare tutti dicendo che Tiche non è Nemesis (vedi Are periodic mass extinctions driven by a distant solar companion? su Nature del 1984 - sci-hub) per stessa ammissione dei ricercatori nell'introduzione dell'articolo. Quindi, ragazzi, tranquillizzatevi: per ora nulla a che vedere con il 2012. Ci si legge (qui in italiano, su SciBack in inglese) non appena avrò concluso la lettura degli articoli.