Tra il 1533 e il 1534 (la data l'ho stabilita supponendo che il testo di riferimento, monco, sia scritto con criterio cronologico) Lorenzo Lotto consegnò al Consorzio della Misericordia Maggiore di Bergamo il cartone in chiaroscuro dell'opera chiamata Magnum Chaos e realizzata materialmente dall'ebanista Giovan Francesco Capoferri. La figura principale è quella di un sole dotato di braccia e gambe e con un occhio al centro. Il Magnum Chaos è un'immagine indubbiamente inquietante, ma al tempo stesso surreale, utilizzata da (o forse di ispirazione per) Grant Morrison in almeno due occasioni: per la creazione di Solaris, l'avversario della JLA in One Million, e per la creazione di Gentry, anche se in questo caso, come rilevo nel lungo articolo di approfondimento su Multiversity, sono da considerare anche alcune ispirazioni alchemiche, che hanno prodotto l'inquietante immagine presente nell'albo.
Gli aspetti surreali del Magnum Chaos di Lotto diventano però evidenti nel video di Rino Stefano Tagliaferro, una animazione nello stile del cinema di Georges Melies:
Stomachion
sabato 31 gennaio 2015
lunedì 26 gennaio 2015
la tartaruga che disegna sulla sabbia

domenica 25 gennaio 2015
Il (non) carnevale della fisica #5

Nato il 7 giugno del 1862, iniziò a interessarsi dei raggi catodici nel 1888. I raggi catodici sono un fascio di elettroni prodotti all'interno di un tubo di vuoto. Vennero osservati per la prima volta nel 1869 da Johann Hittorf e successivamente chiamati come raggi catodici nel 1876 da Eugen Goldstein. I raggi venivano prodotti all'interno di tubi di vetro parzialmente evacuati con al loro interno elettrodi di metallo, dove veniva posto un alto voltaggio. C'erano alcune difficoltà nel loro studio, che dipendevano dal fatto che si trovavano all'interno di tubi di vetro sigillati, di difficile accesso, e anche a causa delle molecole di aria rimaste. Lenard riuscì a superare questi problemi costruì all'interno del tubo delle piccole finestre metalliche (che saranno chiamate "finestre di Lenard", spesse abbastanza da sopportare la differenza di pressione tra le varie sezioni del tubo, ma non tanto da impedire il passaggio degli elettroni. Grazie a questo sistema di finestre, Lenard fu in grado di "trasportare" i raggi catodici, per esempio all'interno di una camera completamente svuotata: fu così in grado di rilevare i raggi e misurare la loro intensità grazie a dei fogli di carta rivestiti da materiale fosforescente(1).
Le osservazioni di Lenard furono decisamente importanti, e si conclusero, di fatto, con la scoperta degli elettroni: innanzitutto l'intensità dei raggi risultò proporzionale alla densità del materiale attraversato, il che era in contraddizione con l'idea che questi raggi fossero una sorta di radiazione elettromagnetica; inoltre, attraversando piccoli spessori di aria alla densità usuale, essi venivano diffusi, dimostrando che dovevano essere costituiti da particelle più piccole delle molecole dell'aria. Confermò, quindi, il lavoro di Thomson, secondo cui i raggi catodici dovevano essere costituiti da particelle di carica negativa, proponendo vari nomi (primo fra tutti "quanti di elettricità") fino a quello attuale di elettroni(2). E' interessante osservare come fu proprio Lenard che, a partire dalle sue osservazioni e da altre coeve sugli atomi, concluse come, al loro interno, gli atomi fossero costituiti di ampi spazi vuoti.
Fu, poi, Lenard che, studiando il tubo di Crookes, scoprì l'effetto fotoelettrico, che venne successivamente spiegato da Albert Einstein, consentendo a quest'ultimo di ottenere il Nobel per la Fisica nel 1921 (o a essere precisi permettendo al comitato del Nobel di avere una motivazione inattaccabile per l'assegnazione del premio).
Macchia non così semplicemente perdonabile in una biografia scientifica di tale importanza è la sua adesione all'ideologia nazista, ma ciò, per fortuna, non ci impedisce di vedere i meriti dello scienziato (che sui demeriti come uomo non siamo sicuramente nella posizione di poter giudicare).
Chiusa questa introduzione storica, possiamo dare ufficialmente il via alla quinta edizione del (non) carnevale!
sabato 24 gennaio 2015
Soil #1: incrinare la perfezione

Il manga di Atsushi Kaneko (che è un po' tutto questo) è ambientato nella cittadina di Soil New Town, un micromondo pulito e perfetto come l'omonima cittadina del film Pleasantville, descritto da una carrellata asettica e quasi inquietante all'inizio del Block 1.1. Se nel caso della pellicola statunitense il motore che rompe questo equilibrio è l'arrivo di due giovani dall'esterno, nel caso di Soil è l'improvvisa sparizione di un'intera famiglia (e di un poliziotto di pattuglia) a incrinare quella che, procedendo con la lettura, si rivelerà una semplice facciata dietro cui gli abitanti della moderna cittadina giapponese nascondono peccatucci e invidie di vicinato che non verranno a galla nemmeno durante le indagini dei due investigatori incaricati, l'antipatico e ottuso sergente Yokoi e la giovane investigatrice Onoda, vessata verbalmente dal superiore.
venerdì 23 gennaio 2015
Sanditon
Tra romanzi brevi e incompiuti con Sanditon ho finalmente concluso quella che considero la lettura preparatoria alle opere più corpose di Jane Austen (che però non so ancora quando inizierà...).
La brillante scrittrice inglese con questo incompiuto propone la tipica ambientazione della periferia britannica, in questo caso nell'omonima località balneare, dove Mr Parker prova ad avviare un'attività per rendere Sanditon una località turistica ambita. L'idea di fondo del frammento sembra abbastanza chiara: mettere alla berlina una certa borghesia e aristocrazia di campagna, che prova a guidare il cambiamento sociale e di costume avvenuto nelle grandi città per ottenere (o mantenere) la migliore posizione sociale. L'ironia di fondo, mai veramente spinta al massimo, la leggerezza della narrazione e una caratterizzazione dei personaggi abbastanza semplice e ironica fanno di Sanditon una lettura leggera e, insieme agli altri brevi della Austen, perfetta per accostarsi a questa interessante scrittrice.
La brillante scrittrice inglese con questo incompiuto propone la tipica ambientazione della periferia britannica, in questo caso nell'omonima località balneare, dove Mr Parker prova ad avviare un'attività per rendere Sanditon una località turistica ambita. L'idea di fondo del frammento sembra abbastanza chiara: mettere alla berlina una certa borghesia e aristocrazia di campagna, che prova a guidare il cambiamento sociale e di costume avvenuto nelle grandi città per ottenere (o mantenere) la migliore posizione sociale. L'ironia di fondo, mai veramente spinta al massimo, la leggerezza della narrazione e una caratterizzazione dei personaggi abbastanza semplice e ironica fanno di Sanditon una lettura leggera e, insieme agli altri brevi della Austen, perfetta per accostarsi a questa interessante scrittrice.
giovedì 22 gennaio 2015
Il tetrabassotto

mercoledì 21 gennaio 2015
Telescopio a riflessione

Un telescopio a riflessione (detto anche riflettore) è un telescopio ottico che utilizza uno specchio singolo o una combinazione di più specchi curvi che riflettono e formano un'immagine. Il telescopio a riflessione è stato inventato nel XVII secolo come alternativa al telescopio a rifrazione che, all'epoca, era un progetto che soffriva di una grave aberrazione cromatica. Sebbene il telescopio a riflessione produca altri generi di aberrazioni ottiche, il suo progetto permette obiettivi di diametro molto grande (fino a 6 metri). Quasi tutti i maggiori telescopi utilizzati nella ricerca astronomica sono riflettori. I telescopi riflettori sono disponibili in diversi design e possono impiegare strumentazioni non ottiche per migliorare la qualità dell'immagine o porre l'immagine in una posizione meccanicamente vantaggiosa.Nella foto il telescopio a riflessione di Giovan Battista Amici del 1811, modificato nel 1839, restaurato nel 1996 e ora presso l'Osservatorio Astronomico di Brera.
Anche questa foto partecipa a instascience15.
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