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giovedì 8 novembre 2018

Focus Live: day #1

cc @stefacrono @Pillsofscience @Scientificast @Popinga1 @mediainaf @Museoscienza @MathisintheAir
Si è concluso da qualche ora il primo giorno del nuovo festival scientifico di Milano, Focus Live, organizzato dall'omonima rivista in collaborazione con il Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci che lo ospita. Al fianco di un ricco programma di ospiti e conferenze (oggi l'apertura è stata affidata a Piero Angela), si trovano anche gli stand dei partner scientifici e tra questi c'è l'Istituto Nazionale di Astrofisica con le attività portate dall'Osservatorio Astronomico di Brera, che sta diventando di casa presso il Museo Scienza, e dall'Istituto di Radio Astronomia di Bologna.
Le attività sono di due tipi, inclusive e videoludiche. Nella prima categoria ricadono un exhibit che permette di vedere con gli occhi (grazie a un primo pannello con le sorgenti colorate di rosso su sfondo blu), toccare con le mani (grazie a dei bulloni che escono da un secondo pannello) e sentire i segnali radio provenienti dallo spazio (grazie a dei suoni che vengono prodotti su un terzo pannello quando si toccano bulloni identici a quelli montati sul primo pannello).

Lo stand INAF. In fondo vedete me mentre sistemo i portatili per i videogiocatori. Foto Laura Barbalini
A fianco di questo ci sono i modellini tridimensionali di Luna, Marte e Venere. I visitatori dello stand vengono invitati a toccare questi modellini tenendo gli occhi chiusi per esplorare le forme che spesso si vedono nelle immagini ottiche di questi pianeti. In realtà per Venere la situazione è leggermente diversa, visto che solitamente le immagini di questo pianeta mostrano la sua densa atmosfera che non permette di osservare la superficie. Il modellino, infatti, è stato realizzato a partire dai dati raccolti dalle poche sonde sovietiche che sono riuscite ad atterrare sulla superficie e soprattutto grazie ai dati raccolti dalla sonda Magellano, che utilizzò il radar per raccogliere informazioni sulla topografia venusiana.
L'attività videoludica, invece, è legata a Kerbal Space Program, un videogioco di esplorazione spaziale che, in particolare nella modalità di carriera, permette di gestire una vera e propria stazione spaziale. Il giocatore, come in tutti i manageriali, deve avanzare raccogliendo denaro per costruire i razzi e migliorare gli edifici della stazione e l'addestramento dei piloti e raccogliendo punti scienza per sbloccare nuove tecnologie che gli permetteranno di sviluppare razzi sempre più sofisticati ed efficienti, utili per portare a compimento le missioni che deciderà di portare a termine siglando una serie di contratti con vari committenti.

Uno dei ragazzi che hanno provato il videogioco alle prese con la costruzione di un razzo.
Nonostante fosse giovedì, ci sono stati un buon numero di visitatori, soprattutto scuole al mattino. Nella postazione videoludica, quella che gestivo personalmente, tra mattina e pomeriggio, direi di avere avuto una quindicina o poco più di ragazzi che hanno spaziato dalle scuole medie fino alle superiori, con anche un discreto numero di ragazze (all'incirca un terzo o poco meno) che hanno voluto provare almeno a lanciare un razzo. Anche qualche si è fermato per chiedere lumi e un paio hanno anche provato a superare l'atmosfera di Kerbin, il pianeta dove è ambientato KSP.
Ci sono stati anche alcuni imbucati, per così dire: bambini delle scuole elementari che hanno voluto comunque provare! E uno di questi ha anche costretto la madre a tornare allo stand solo per lanciare un secondo razzo.
Direi alla fine un buon esordio per il Festival e per lo stand INAF!
Se le forze mi sosterranno, ci leggiamo domani con un resoconto probabilmente più stringato, ma magari con una o due curiosità in più!

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