Stomachion

giovedì 9 febbraio 2012

Astrofisica 2161, Isaac Asimov e le tre leggi della futurica

Nel saggio Le tre leggi della futurica (Oh, Keen-Eyed Peerer into the Future!), pubblicato in Italia sul n.732 di Urania in appendice alla raccolta di Ray Bradbury Molto dopo mezzanotte, Isaac Asimov prova a tracciare le tre leggi della futurica, presunta scienza sulla previsione del futuro della quale egli veniva considerato esperto in quanto scrittore di fantascienza.
La Prima Legge recita più o meno così:
Quello che succede continuerà a succedere.
La Seconda Legge recita invece
Rifletti sull'ovvio, perché pochi lo vedono
La Terza Legge invece recita
Rifletti sulle conseguenze
Grazie a queste tre leggi, secondo Asimov, si possono spiegare tutti i clamorosi successi della fantascienza nel corso del XX secolo (e di fine XIX).
In particolare, usando Prima e Seconda Legge, Asimov scrive:
Tuttavia, nel 1900, quando venne scoperta l'energia nucleare, la Prima Legge avrebbe reso evidente che la tecnologia, diventando sempre più perfezionata, avrebbe alla fine sottomesso quest'energia nucleare alle necessità dell'uomo.
H.G.Wells fece subito questa supposizione, e scrisse racconti sulle bombe atomiche nel lontano 1902. Molti onesti scienziati - perfino premi Nobel per la fisica - continuarono invece a credere in buona fede, fino agli anni '30, che l'energia tomica non sarebbe stata mai domata. Fu su questo particolare argomento che gli scrittori di fantascienza si dimostrarono, e in modo molto spettacolare, più esatti degli scienziati, ed è per questo che oggi gli scienziati, imbarazzati per il precedente, sono più propensi a usare la Prima Legge e a essere generosi nelle loro predizioni.
E in un certo senso quella lezione viene oggi applicata dall'INAF che sul suo canale youtube ha pubblicato due video su Astrofisica 2161, uno sul presente:
e uno sul futuro:

mercoledì 8 febbraio 2012

Di trattrici e pseudosfere

Partiamo dall'inizio, ovvero dalla trattrice, che in questo caso non è un trattore agricolo, ma una delle tante curve matematiche che si trovano un po' in giro dappertutto, anche in natura.
La storia di questa curva inizia quando un anatomista francese, Claude Perrault, fratello del più famoso narratore Charles, propose nel 1676, probabilmente nei locali dell'Accademia della Scienza parigina, al grande Leibniz il seguente quesito: dopo aver posto un orologio con catena sul tavolo, trascinò l'orologio spostando l'estremità opposta della catena. A questo punto chiese: Quale è la curva lungo la quale si muove l'orologio?(1)
Il primo a rispondere nel 1693(2) (o forse sul finire dell'anno precedente) fu Christiaan Huygens in una lettera a un amico(3). La curva, che fu proprio Huygens a definire trattrice, descrive in pratica il moto di un punto che viene trascinato su un piano con attrito da un segmento costante la cui estremità libera si muove di moto rettilineo uniforme. Dal punto di vista matematico la curva può essere rappresentata utilizzando le così dette funzioni iperboliche: \[x = \frac{1}{\cosh t}\] \[y = t - \tanh t\] dove il parametro $t$ appartiene all'intervallo $[0, 2\pi]$.
Anche Leibniz si interessò alla curva e realizzò un modello, basato proprio sulle trattrici, con il quale integrava qualsiasi equazione differenziale.
Una proprietà piuttosto spettacolare della trattrice è poi quella legata alle rette perpendicolari (o normali) alla curva. Se disegniamo tutte le rette perpendicolari, ad esempio, a uno dei due assi o a una qualunque retta sul piano, queste rette copriranno l'intero piano. Se invece facciamo la stessa operazione con tutte le rette perpendicolari a una trattrice (ma questo succede anche con altre curve), queste copriranno solo una porzione del piano. Il confine tra il piano coperto dalle rette e quello rimasto scoperto è esso stesso una curva, l'inviluppo(4), che nel caso della trattrice è la catenaria, in questo caso detta evoluta della trattrice.
E così come la catenaria ha il suo equivalente nella vita reale, essendo questa la curva di una catena sotto l'azione della gravità, anche la trattrice ha il suo equivalente nella vita reale(5):
Quando dunque i maghi esperti e gli abili manipolatori di carte mettono il mazzo nella posizione di cui sopra in realtà stanno semplicemente rappresentando una trattrice, una curva che, come vedete nell'immagine successiva, è anche molto stabile per spostamento del vertice:
E questa sua stabilità la trattrice la trasmette anche alla pseudosfera, che è la superficie generata dalla curva quando la si fa ruotare intorno al proprio asintoto (la retta lungo la quale si muove il trattore)(5):

Dave Gibbons su Before Watchmen

Michele Medda scrive:
Noto poi che non c’è traccia delle reazioni di Dave Gibbons.
Secondo Wired Gibbons afferma:
The original series of Watchmen is the complete story that Alan Moore and I wanted to tell. However, I appreciate DC's reasons for this initiative and the wish of the artists and writers involved to pay tribute to our work. May these new additions have the success they desire.
Cos'è Before Watchmen: Annuncio ufficiale, le interviste agli autori, le copertine, sulla cartastampata.

Un grazie a Francesco De Paolis e Patrizia Mandanici per la condivisione del post di Michele Medda.

martedì 7 febbraio 2012

Sir Orfeo

Sir Orfeo is a magical confection, a medieval resetting of the classic tale of Orpheus and Euridyce as the quest of King Orfeo to reclaim his wife Lady Heurodis from the realm of the King of Faery. The story is preserved in three Middle English manuscripts of the fourteenth and fifteenth centuries, based on a lost Breton lyric lay, and in the Shetlandic folk-ballad King Orfeo.
(continue)

sabato 4 febbraio 2012

Le ultime, necroplasmiche parole

Con questo numero di apre un'altra stagione per Spawn. Si tratta, forse, del cambiamento più radicale che i lettori che ci seguono fin dall'inizio abbiano mai sperimentato. Una rivista di comics non si caratterizza soltanto per i suoi protagonisti, ma anche per lo stile della narrazione e del disegno, che permangono anche quando cambiano i team creativi. Fino a oggi, tutti gli autori e gli artisti che si sono succeduti sulle pagine di Spawn avevano portato avanti le innovazioni stilistiche introdotteda Todd McFarlane in Spawn 1. Tutti, a cominciare da Greg Capullo, avevano lavorato su quel linguaggio grafico horror, grottesco e realistico che era il marchio di fabbrica della TMP e di Spawn in particolare. Questa volta è diverso. Spawn entra in una nuova dimensione narrativa. Il realismo fotografico introdotto da Szymon Kudranski unito ai dialoghi serratissimi di Will Carlton ha modificato radicalmente il look di questo comic book, conferendo a Spawn un nuovo taglio, più moderno e decisamente più orrorifico.
Questo è un passaggio estratto dall'editoriale di Giorgio Lavagna (corsivi e grassetti sono miei) sul numero 115 dello Spawn italiano edito dalla Panini. In effetti sperimentazioni su innovazioni grafiche e narrative ce ne sono state sulle serie collaterali: ad esempio la coppia Bendis-Maleev, che poi è andata su Devil cui si ispira chiaramente il ciclo attualmente in corso sia per dialoghi, sia per lo stile di Kudranski, sia per la scelta dei colori, e poi ricordo anche un numero speciale di Ashley Wood, però mi pareva di ricordare anche uno stile narrativo e grafico più realistico e nettamente differente rispetto al classico Spawn di McFarlane. All'epoca a scrivere era David Hine e i disegni erano di Brian Haberlin, che dopo aver scritto la serie è passato a disegnarla. O magari mi confondo e in quel periodo quello era il team creativo di una qualche serie regolare...
L'immagine che segue è la pagina conclusiva di Spawn 166 originale, distribuita gratuitamente dallo stesso Hine insieme a tutto il numero, copertina inclusa:

giovedì 2 febbraio 2012

Vite matematiche: scaricatelo gratis e legalmente

So che dovrebbe esserci una sorta di boicottaggio nei confronti della Springer, però in fondo cosa c'è di più boicottante di scaricarsi un libro che costa 23 euro invece di pagarglielo? Non so se è un errore da parte del sito, però nel pomeriggio, cercando roba scritta da Francesco La Teana, preside della scuola dove sto supplendo, scopro che, oltre ad aver scritto un testo di storia della fisica, ha anche partecipato a Vite matematiche con un saggio sul mitico Paul Dirac, che in italiano è liberamente disponibile, come tutto il libro del resto. Se infatti andate su read online compare una pagina con tutto il libro arrangiato in una sorta di player. A questo punto selezionate la pagina del/dei capitolo/i che vi interessa/no e quindi su download pdf per avere una copia in pdf assolutamente legale di quella porzione del libro, se non addirittura di tutto: e visto che c'ero mi sono regalato gratis un libro da 23 euro!

Sparse le parole morbide

Dopo la lettura, ho fatto un po' di ricerche e ho deciso di scrivere questo post con alcune citazioni sparse. Buon disgusto a tutti:
Nel 2005 il rettore era candidato alle elezioni regionali nel listino bloccato in appoggio all’ex governatore di centrosinistra Agazio Loiero, ma non venne eletto. Latorre era stato già rieletto Rettore dell’Unical nel 2003, ma dopo la mancata elezione in Consiglio Regionale nel 2006, sentì che c’era «bisogno di un’approfondita rivisitazione dello statuto dell’Università», come registrava la Gazzetta del Sud a marzo di quell’anno. A suo dire «l’università si era ingrandita e, per restare al passo dei grandi atenei in espansione e continuare a restare nella serie A degli atenei italiani», si doveva «garantire la continuità rimuovendo l’ostacolo della rieleggibilità del Rettore per la terza volta». Con queste parole, nel 2006 Latorre chiese e ottenne la modifica dello Statuto dell’Università della Calabria. La norma transitoria venne approvata in Senato accademico con 19 voti a favore su 26 (quorum a 17), anche con il voto di persone (Rettore in primis e alcuni Presidi) che direttamente ne avrebbero potuto beneficiare.
(linkiesta)
Pensavamo che l'impatto sulla società fosse più rapido. Certo la società calabrese è cambiata, e anche molto, dai tempi della fondazione dell'università, però mentre l'ateneo si è sviluppato secondo piani innovativi, non c'è stata la stessa crescita nella società.
Dipende dalle altre istituzioni, dall'economia e dalla politica. Il nostro compito è la ricerca, la formazione, la conoscenza. E lo facciamo bene se oggi non esportiamo più braccia ma cervelli. Da un lato è un bene perché si risolve il problema occupazionale dei nostri giovani. Però devono andare fuori regione. La prossima sfida è lo sviluppo, non solo per l'università ma per tutte le istituzioni.
(Libero che ripropone una agenzia Adnkronos)

Non credo che Peppe si riferisse alla persona collegata con queste citazioni, però in fondo il capo è sempre un buon rappresentante...

mercoledì 1 febbraio 2012

Milano, bianca Milano

Questa è una foto scattata ieri dalla finestra dell'ufficio in Osservatorio:
E qui ecco alcune foto scattate nella giornata di oggi per le strade prima di andare all'Osservatorio e poi nel cortile della Pinacoteca: