
All'inizio l'unica compagnia possibile per André, che attendeva qualche libro, magari di matematica, e della carta per completare alcuni testi, furono le lettere che gli inviava la sorella Simone Weil, filosofa e anarchica, che nel corso di queste lettere lo invitava a eseguire un esercizio non esattamente banale, come ci ha insegnato un episodio analogo accaduto un'ottantina di anni prima al norvegese Sophus Lie: spiegare il proprio lavoro in matematica avanzata a qualcuno che non è uno specialista.