Stomachion

mercoledì 8 ottobre 2014

Manca un poco di blu


Illustrazione realizzata con SketchBookX
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Una delle prime classificazioni che si apprendono quando si inizia a studiare il comportamento della materia di fronte all'elettricità è quella tra conduttori e isolanti: un conduttore è un materiale che permette facilmente il passaggio delle cariche elettriche, un isolante, invece, lo impedisce (o lo rende difficoltoso). E' possibile caratterizzare questi due generi di materiali attraverso le caratteristiche fisiche degli atomi che li compongono. Sappiamo, infatti, che un atomo è caratterizzato dall'avere un nucleo positivo con intorno nuvole di elettroni che ruotano intorno ad esso: a caratterizzare un materiale è proprio il comportamento degli elettroni più esterni, quelli della "banda" esterna. Le bande energetiche di ogni atomo sono, d'altra parte, caratterizzate da proprietà specifiche: esistono infatti le bande di valenza, dove si trovano gli elettroni utilizzati nei legami chimici, e le bande di conduzione, dove si trovano gli elettroni liberi di muoversi, i "cani sciolti" dell'atomo, utilizzati per i legami ionici. E', spero, semplice allora caratterizzare un materiale conduttore come quello i cui atomi presentano elettroni sia nella banda di valenza, sia in quella di conduzione, mentre un materiale isolante è caratterizzato dall'avere piena solo la banda di valenza.
Ora, nella teoria delle bande, la probabilità che un elettrone occupi una data banda è data dalla distribuzione di Fermi-Dirac: questo vuol dire che esiste comunque una probabilità non nulla che in un isolante un elettrone di valenza venga promosso a elettrone di conduzione, ma è estremamente bassa a causa della grande differenza energetica tra i due livelli. Esiste, inoltre, un livello energetico detto livello di Fermi che, mentre nei conduttori si trova all'interno della banda di conduzione, negli isolanti si trova tra le due bande, di conduzione e valenza, permettendo a un elettrone di valenza di saltare più facilmente nella banda di conduzione.

martedì 7 ottobre 2014

Ritratti: Carlo Rubbia

Il modo migliore per aspettare il #Nobel per la #Fisica 2014
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In quel giorno di 30 anni fa (stiamo parlando della seconda settimana di ottobre del 1984) ero, quasi sicuramente, a scuola. Sarà stata la terza elementare e ancora la fisica non era una mia passione. Certo iniziavo bene: quando la maestra chiese cos'era lo spazio, io pensai immediatamente all'universo, ma la domanda non era riferita a quello "spazio", ma a un altro, quello di tipo geometrico. Però non è su quei ricordi che bisogna indulgere, ma su una foto particolare, quella in cui Carlo Rubbia e Simon van der Meer, con due calici, presumibilmente di vino, in mano festeggiano l'annuncio del Nobel per la Fisica
per i loro decisivi contributi al grande progetto che ha guidato la scoperta delle particelle di campo $W$ e $Z$, mediatori dell'interazione debole
La storia di questo Nobel, però, inizia 8 anni prima, nel 1976. In quell'anno, infatti, inizia a operare SPS, il sincrotrone a protoni del CERN originariamente progettato per accelerare le particelle fino a un'energia di 300 GeV.
Quello stesso anno David Cline, Carlo Rubbia e Peter McIntyre proposero di trasformare l'SPS in un collisore di protoni-antiprotoni, con i fasci di protoni e antiprotoni che ruotavano uno opposto all'altro nello stesso tubo per collidere frontalmente. Questo avrebbe permesso energie nel centro di massa in un intervallo tra i 500 e i 700 GeV.(1)
D'altra parte gli antiprotoni vanno in qualche modo raccolti. Il fascio corrispondente venne allora
(...) statisticamente raffreddato nell'accumulatore di antiprotoni a 3.5 GeV, ed è qui che l'esperienza di Simon Van der Meer e collaboratori gioca un ruolo decisivo.(1)

domenica 5 ottobre 2014

Professori

Ci sono vari tipi di professori. C'è il professore tifoso
Il professore assassino
Il professore supereroe
E poi ci sono i professori blogger. Qui sotto ce ne sono alcuni. Ve li consiglio. Hanno un ricco archivio in cui cercare. Cose belle e preziose, per lo più.
Buone letture con:
Annarita Ruberto
Marco Fulvio Barozzi
Roberto Zanasi
Rosalba Cocco
Christofaro Sorrentino
Cristina Sperlari
Questi sono solo alcuni. Ce ne sono molti altri, che ho sicuramente dimenticato, ma in ogni caso a quelli qui sopra e a quelli che non ho messo, a tutti loro un augurio speciale, perché dal 1994, ogni 5 di ottobre, si festeggia la giornata internazionale degli insegnanti:
Auguri a tutti per il loro splendido lavoro (anche quando non è così splendido, perché è comunque importante).

sabato 4 ottobre 2014

INPS, precari e coccodé

La vicenda ha un che di assurdo, ma, come scrive Valentina Santarpia sul Corriere, ha scoperchiato un vaso di Pandora.
Contesto: in questi decenni sia l'università sia la scuola si sono avvalsi e continuano ad avvalersi di una folta schiera di precari. Alcuni sono più o meno regolamentati, soprattutto nella scuola, con le fasce di docenza, di cui quella trattata peggio è la terza fascia (mia madre, commerciante, si è lamentata quest'estate che pago quasi più tasse di lei...), altri invece vengono assunti con contratti co.co.co., sicuramente più diffusi nel mondo accademico, ma che non mancano nemmeno nel mondo della scuola, anche nel corpo docente (nella mia prima supplenza in terra lombarda, uno dei docenti della scuola dove ho prestato servizio era assunto con tale contratto). Ovviamente tutte queste categorie hanno richiesto l'indennità di disoccupazione per coprire il periodo di inattività lavorativa tra il licenziamento e l'assunzione successiva.
La vicenda: nei giorni scorsi, però, l'INPS ha inviato, in particolare ai co.co.co. (non so per quelli di terza fascia, visto che non mi sono mai avvalso di questo diritto alla disoccupazione, per molti motivi che non mi va di approfondire), una richiesta di restituzione dei soldi erogati negli ultimi 5 anni, a quanto scritto per un errore.
La CGIL ha allora diramato un comunicato stampa sulla questione:
Roma, 3 ott. '14 - Indennità di disoccupazione erogate ai lavoratori precari e chieste indietro dall'Inps cinque anni più tardi. È questa la situazione ai confini della realtà che stanno vivendo in queste settimane centinaia di co.co.co. della scuola, assegnisti di ricerca e dottorandi, che a partire dal 2009 avevano fatto richiesta dell’indennità una tantum per il sostegno al reddito.
Dall'inizio del 2014 infatti numerosi ex co.co.co., attualmente precari e/o disoccupati, si sono visti recapitare a casa una lettera dell'Inps con la quale si chiede la restituzione della somma erogata "erroneamente" in precedenza (mediamente 4000 euro). L'una tantum infatti esclude inspiegabilmente i collaboratori del pubblico impiego, ma a causa di una norma confusa e di dubbia interpretazione, molte sedi INPS negli anni passati hanno erogato il beneficio anche a tali lavoratori.
FLC CGIL e NIdiL CGIL ritengono assurdo che a distanza di numerosi anni l'Inps pretenda dai lavoratori precari la restituzione di un'indennità di disoccupazione, che è già del tutto inadeguata ed escludente. Cogliamo l'occasione per chiedere a gran voce che questa assurda distinzione fra lavoratori precari sia abolita quanto prima, e che gli ammortizzatori sociali siano garantiti a tutti, indipendentemente dalla tipologia contrattuale.
Il sindacato illustrerà la questione in una conferenza stampa in programma martedì 7 ottobre alle ore 13:00 presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati (via della Missione, 4), alla quale parteciperanno alcune lavoratrici alle quali è stata già recapitata la lettera dell'Inps, l'on. Marco Miccoli (membro della Commissione Lavoro, PD), la segretaria confederale della CGIL Serena Sorrentino, Anna Fedeli (segretaria nazionale FLC CGIL) e Sabina Di Marco (segretaria nazionale NIdiL CGIL).
Il comunicato ha avuto, però, un effetto quasi immediato: l'INPS ha infatti sospeso la procedura di restituzione dei soldi, grazie all'azione immediata del nuovo commissario Treu. La palla ora passa al governo: mentre la conferenza stampa è stata confermata, l'idea del sindacato è quella di chiedere alle istituzioni l'abolizione di questa distinzione di fatto tra precari (almeno relativamente agli ammortizzatori sociali). La conferenza stampa sarà, inoltre, preceduta da un flash mob all'esterno di Montecitorio intorno alle 12:30.

P.S.: non sono improvvisamente diventato un sindacalista, ma credo che sottolineare certe storture del sistema sia in ogni caso importante. Che poi personalmente ritenga che queste storture siano ineliminabili in un qualunque sistema burocratico è una considerazione che, a mio giudizio, non cambia di una virgola né quanto ho scritto, né la condivisione delle richieste di una categoria abbastanza vasta di persone, come quella dei lavoratori di scuola e università.
P.P.S.: se non fosse chiaro, il coccodé del titolo si riferisce al fatto che i precari spesso vengono trattati (non solo dalle istituzioni politiche) come galline, ovvero messi un po' lì a razzolare, nella speranza che se ne stiano buoni e zitti...

venerdì 3 ottobre 2014

Olimpiadi dell'Astronomia 2015: si parte!

L'edizione per l'anno scolastico 2014-15 è pronta. C'è il bando. C'è il dossier (quest'anno il tema è la luce). Quindi cosa aspettate ragazzi? Partecipate! Cosa aspettate, professori? Segnalate ai vostri studenti!

video via Media Inaf

giovedì 2 ottobre 2014

Insegnamento di massa a distanza

Il successo dei MOOC, massive open online course, corsi on line di massa aperti (più o meno), sta spingendo la ricerca sull'insegnamento a distanza verso la comparazione tra studenti on-line e studenti off-line, per così dire. Lo studio si è concentrato sugli studenti universitari, però alcune osservazioni, anche tratte dall'articolo di VentureBeat che ha diffuso la ricerca, mi sembrano interessanti e abbastanza generali:
Nonostante l'istruzione ulteriore che gli studenti del campus hanno avuto, [i risultati] non mostrano alcuna evidenza positiva di un relativo miglioramento settimanale dei nostri studenti del campus confrontati con i nostri studenti online.

[Lo studio] non dimostra che i MOOC sono un sostituto per l'esperienza universitaria, né risolve il fatto che alcuni dati demografici possano beneficiare sproporzionalmente dell'educazione online.
D'altra parte
I MOOC stanno mantenendo la promessa di diffondere la conoscenza. Quasi chiunque abbia un desiderio di imparare, in relazione alle proprie abilità, può beneficiare dell'accesso a una qualche classe di studio nel mondo.
Forse è per questo che in Italia si parla tanto e si fa poco: tanto ci stanno pensando all'estero.

mercoledì 1 ottobre 2014

martedì 30 settembre 2014

Ritratti: Winifred Edgerton Merrill

Winifred Edgerton Merrill fu la prima americana ad ottenere un dottorato in matematica presso la Columbia University nel 1886. Nella sua tesi sviluppò una rappresentazione geometrica degli infinitesimi in diversi sistemi di coordinate, utilizzando lo jacobiano per per derivare le trasformazioni tra gli integrali nei diversi sistemi.
Tra matematica e astronomia
Nata a Ripon, nel Wisconsin, il 24 settembre del 1862 da Emmet e Clara Edgerton, si trasferisce con la famiglia a New York intorno al 1870, dove il padre inizia a lavorare come agente immobiliare. Tra gli amici di famiglia ci sono gli scrittori James Russel Lowell, Oliver Wendell Holmes, Thomas Bailey Aldrich, mentre la piccola Winifred viene educata a casa da una tutor assunta allo scopo. La sua formazione viene poi completata dall'uso di un osservatorio che la famiglia aveva costruito per lei nel New Jersey.
A 16 anni decide di iscriversi al Wellesey College, che aveva aperto le porte alle donne nel 1875, e conclude gli studi nel 1883, iniziando successivamente a insegnare alla Mrs. Sylvanus Reed's Boarding and Day School for Young Ladies di New York. Sempre nello stesso anno calcola l'orbita della cometa Pons-Brooks a partire dai dati forniti dall'osservatorio di Harvard: questo primo successo le permette di accedere al telescopio della Columbia.
Innanzitutto ricordiamo che la prima università statunitense fu Harvard, nel 1636. Dopo 200 anni il mount Holyoke Female Seminary propose per la prima volta alle donne un curriculum simile a quello delle istituzioni maschili (si contavano circa 56 università). L'Oberlin College divenne la prima ad aprirsi anche alle donne nel 1837. Successivamente nel 1861 Yale fu la prima a fornire un PhD alle donne, mentre nel 1877 Helen Magill fu la prima a ottenere un dottorato negli Stati Uniti: in greco presso la Boston University, mentre è del 1879 la Harvard Annex (successivamente Radcliffe) aperta espressamente per le donne. In questo stato di cose la Columbia rappresentava un baluardo nella resistenza del mondo accademico maschile, che riteneva le donne inferiori e quindi incapaci di rivestire un ruolo di responsabilità nell'università. Ad ogni modo, nonostante venne respinta, nel 1883, la proposta di aprirsi all'educazione femminile, venne portato a termine un primo, importante compromesso:
Alle donne sarebbe stato impedito di frequentare i corsi, ma gli sarebbero stati forniti i libri necessari per superare gli esami richiesti. In caso di esito positivo di questi ultimi, sarebbe stato loro riconosciuto il titolo di studio corrispondente.
Una volta raggiunta la laurea, però, l'unica carriera possibile per le donne era l'insegnamento, almeno restando in un ambito accademico, mentre ancora di donne nella ricerca non se ne parlava per nulla.