
Ovviamente di discipline sciistiche ce ne sono diverse: discesa, sci di fondo, salto, sci acrobatico. Mi manterrò sulla discesa.
In questo caso, quindi, nella situazione ideale ci si aspetta che tutta l'energia potenziale dello sciatore (sì, iniziamo a piazzare lo sportivo sugli sci) si trasformi in energia cinetica. Come detto ciò non avviene nemmeno con la neve, e infatti sono state sviluppate forme più efficienti per gli sci, anche dal punto di vista aereodinamico (a questo ci arriveremo tra poco), ma soprattutto sono state ideate diversi tipi di scioline. Questo perché non tutti i tipi di scioline vanno bene per tutti i tipi di neve.
Le proprietà fisiche della neve, infatti, si modificano leggermente in funzione della temperatura dell'aria o dell'umidità. E per vari intervalli di questi parametri sono stati sviluppati tipi di sciolina che riducono il più possibile l'attrito tra l'attrezzo e la superficie ghiacciata. Si può, poi, fornire un esempio abbastanza semplice da capire sulle differenze tra i tipi di neve: possiamo ad esempio essere su una distesa di neve in una giornata limpida con il Sole in cielo e la temperatura al di sotto dewllo 0, oppure in una giornata nuvolosa, con una leggera pioggia che cade sul manto nevoso. Queste due condizioni differenti creano due tipi diversi di neve. E quindi due scioline diverse.
Le cose iniziano a diventare interessanti quando iniziamo a considerare lo sciatore che, sugli sci, si sta lanciando nella discesa. Anche il nostro sportivo oppone una certa resistenza all'avanzamento. La forza di attrito che lo rallenta è data dall'equazione