
Nella storia Topolino, sfruttando il suo lavoro da reporter girovago si ritrova a festeggiare ben tre capodanni, l'ultimo dei quali insieme con Minni. L'impresa diventa possibile grazie ai fusi orari, come ben spiegato da Zironi per bocca di Topolino:

I primi fusi orari vennero introdotti nel 1858 da Quirico Filopanti, pseudonimo dell'astronomo italiano Giuseppe Barilli, e nel 1879 da Sandford Fleming, ingegnere capo delle ferrovie canadesi.
L'introduzione ufficiale dei fusi orari venne discussa a Washington nell'ottobre del 1884 nel corso della Conferenza internazionale dei meridiani. Alla fine si stabilì la loro introduzione ufficiale a partire dall'1 novembre di quello stesso anno. Come meridiano zero si decise di assumere quello che attraversava Greenwich. Il meridiano dell'Italia, invece, venne stabilito essere quello passante per Termoli-Etna.
Ai fusi orari venne affiancata anche la linea di cambiamento di data, necessaria per ovviare a un problema di cui si resero conto per primi i sopravvissuti alla circumnavigazione del globo della spedizione di Ferdinando Magellano. In quell'occasione Antonio Pigafetta annotò sul suo diario di viaggio tutti i giorni trascorsi dall'inizio del viaggio fino alla sua fine, scoprendo all'arrivo che avevano perso un giorno: erano infatti ritornati in patria il 10 luglio del 1522, ma secondo il diario di bordo sarebbe dovuto essere il 9 luglio. Per ovviare a questi inconvenienti, venne definita anche la linea di cambiamento di data, posta intorno al 180° meridiano (è, in effetti, una linea piuttosto frastagliata che segue la geografia e la politica della zona che attraversa).


La storia è molto diversa rispetto a Ducktopia e, a onor del vero, è molto più vicina allo steampunk che non al fantasy classico, visto che è presente anche tecnologia nella storia, come delle navi che navigano sull'acqua o dei sistemi di comunicazione a distanza. Nella sua essenza, comunque, la storia racconta di due regni, quello dei paperi, Vastiplano, e quello dei topi, Flamoch. Il primo è retto da re Paperhon, mentre il secondo è guidato dalla prima custode Topolinde. Loro luogotenenti sono i rispettivi nipoti Pau-Lin detto il Paperhin e Topol, il lord protettore di Flamoch. Vengono raccontati in un momento di tensione in cui i guai e i problemi che provengono dal vasto deserto che li divide sono scaricati uno sull'altro in una situazione di tensione crescente che sembra il preludio a un conflitto. Il tutto viene poi complicato dall'esistenza di intraducibili carte provenienti dai così detti Antichi Regni che probabilmente costituiranno il mistero principale della saga insieme con i venti di guerra che aleggiano già in questo primo episodio.

Per i disegni, invece, ottima come sempre la prova di D'Ippolito, che ha ancora una volta l'occasione di disegnare mostri e creature fantastiche che, insieme all'immancabile mappa, descrivono perfettamente l'ambiente in cui si svolge la vicenda. Belli, poi, i vestiti di gusto ottocentesco che il disegnatore fa indossare ai personaggi. Infine segnalo la vignetta vangoghiana alla fine della terza pagina della storia, che può essere comunque comsiderata farina del sacco di D'Ippolito anche per i disegni, visto che il disegnatore è anche supervisore dei colori.
Nessun commento:
Posta un commento