Stomachion

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lunedì 11 agosto 2025

Luna d'agosto sopra i cieli di Domanico

20250811-luna-domanico-10-agosto-2025
Quando alla fine del post dedicato al fermacarte di Hubble avevo scritto che ci sarebbero stati altri post con immagini, non pensavo di proporvi una foto scattata dal sottoscritto. Quella che vedete qui sopra è, infatti, la Luna (non proprio) piena del 10 agosto 2025 scattata da Domanico grazie alla app DeepSky Camera.
La app che ho utilizzato, usando le impostazioni di default, ha realizzato 99 scatti e per la foto che vi ho messo qui sopra ho scelto quella che mi piaceva un po' di più. Il risultato è sicuramente migliore rispetto a quello che avrei potuto realizzare con la fotocamera e la app dello smartphone, però non è all'altezza della Luna che ho inserito in questa composizione, ma la app che avevo utilizzato per quello scatto va in crash quasi a ogni utilizzo.
Per ora mi accontento di questo risultato, ma cercherò di capire se posso riuscire a migliorare lo scatto studiandomi altre opzioni dell'app. Intanto vi rimando al video che ho realizzato a partire dalle immagini scattate, in cui racconto anche qualcosa sulle perseidi.

giovedì 21 ottobre 2021

La Luna di notte

Finalmente sono riuscito a sistemare l'immagine alla Luna della notte del 16 ottobre 2021, la Observe the Moon Night. L'immagine che vi presento qui sotto, però, è l'unione tra una foto scattata con l'app FreeDCam, che aggiunge diverse funzionalità interessanti alla camera del cellulare, con uno scatto fatto con la fotocamera standard dello smartphone da cui, applicando le curve di colore opportune, ho cercato di tagliare la luce senza perdere troppi dettagli della scena intorno. Il risultato, anche se non ottimale, lo trovo comunque soddisfacente:
Observe the Moon Night - postproduction

martedì 24 marzo 2020

Wikiritratti: Edmond Becquerel

Fisico e chimico francese, Antoine César Becquerel si è interessato in particolare di elettricità. Le sue scoperte più note sono, però, quelle dell'effetto termoelettrico nel 1823 e dell'effetto fotoelettrico nel 1839. Successivamente furono Heinrich Hertz nel 1887 e Philipp Lenard nel 1900 a studiare in maggior dettaglio tale effetto: la luce incidente su una superficie metallica provoca l'emissione di elettroni, la cui energia non dipende dall'intensità della luce, ma dal suo colore, cioè dalla frequenza. La spiegazione di tale effetto, datata 1905, frutto ad Albert Einstein il Nobel per la Fisica nel 1921.
Il Nobel era stato assegnato per la prima volta nel 1901 e appena due anni più tardi, nel 1903, quello per la fisica veniva assegnato a Henri Becquerel, nipote di Antoine, insieme con Marie Curie e con il marito Pierre Curie per la scoperta della radioattività.

Edmond Becquerel - via commons
Esiste, però, come sempre, un anello di congiunzione tra nonno e nipote, che nel caso dei due Becquerel è Edmond Becquerel, figlio di Antoine e padre di Henri. E anche questo Becquerel di mezzo ha intrapreso la carriera del fisico.
Nato a Parigi il 24 marzo del 1820, fu allievo, assistente e quindi successore del padre presso il Museo nazionale di storia naturale. Intorno al 1849 ebbe una breve esperienza presso l'istituto agronomico di Versailles e nel 1853 ottenne la cattedra di fisica presso il Conservatoire national des arts et métiers.
Tra i suoi campio di indagine si contano lo spettro solare, il magnetismo, l'elettricità e l'ottica. Studiò anche la luminescenza e la fosforescenza. Inoltre, nel 1839, scoprì l'effetto fotovoltaico. A quell'epoca il giovane Edmond aveva 19 anni e si trovava nel laboratorio del padre a trafficare con gli elettrodi. In pratica aveva rivestito degli elettrodi di platino alcuni con cloruro d'argento, altri con bromuro d'argento. Illuminandoli, osservò che gli elettrodi avevano generato una tensione (differenza di potenziale) con conseguente corrente elettrica: ecco scoperto l'effetto fotovoltaico, noto anche come effetto Becquerel, che sta alla base del funzionamento dei pannelli solari.

lunedì 2 novembre 2015

Panoramiche da Cosenza

Per poco le panoramiche che ho scattato quest'estate a Cosenza non sono andate perdute: distrattamente avevo cancellato con shift + del la cartella dove erano conservate. Per fortuna con linux c'è il comando ntfsundelete: c'ho messo un po' per capire come farlo funzionare al meglio, ma per fortuna sono riuscito a recuperare le due panoramiche, che ora ho caricato su un apposito album su flickr.

lunedì 23 marzo 2015

Punto di fuga

Volevo scattare una #fotografia per parlare di #composizione e #linee. Invece...
Punto di fuga

Scattare una fotografia è semplice: punti e premi il pulsante della camera, o spingi il dito sullo schermo del cellulare multifunzione che hai in tasca.
Scattare una fotografia è complesso: bisogna decidere come ritrarre, su cosa puntare l'attenzione, come sfruttare al meglio l'ambiente circostante.
Scattare una fotografia serve per raccontare, situazioni, ambienti, stati d'animo. La parte difficile nello scattare è proprio il racconto, perché il resto è tecnica, e la si può imparare con l'esercizio, ma il difficile è far capire quel che si ha dentro.
Palazzi. Cielo azzurro. La fuga.

domenica 11 agosto 2013

Il cielo, di notte, su Domanico


Ieri notte ho alzato il naso all'insù e scattato un paio di foto del cielo. Sfruttando al massimo le impostazioni della mia Canon, sono riuscito a fotografare alcune delle stelle che si vedevano (non tutte, però). Le foto sono state scattate dallo stesso balcone e quindi rappresentano la stessa porzione di cielo con una piccolissima variazione angolare.
Per vederle nei formati originali, basta cliccare.

mercoledì 27 giugno 2012

Gigafoto

Alle volte mi capita di utilizzare l'applicazione per Android Wondershare Panorama, con la quale si riescono a fare delle comunque buone foto panoramiche. Certo si potrebbe fare meglio, non solo usando delle macchine (e delle tecniche) professionali, ma anche rispetto alle usuali camere più avanzate in commercio: infatti queste, a partire dalle camere incluse negli smartphone, hanno un'apertura che spazia in un range tra 1 e 10 megapixel(1). In teoria(2) saremmo già stati in grado, un èpo' di tempo fa, di aggiornare questi limiti. Se definiamo $SW$ come il limite superiore per il numero di canali che possono essere gestiti in parallelo(2), dopo un po' di calcoli, Adolf W. Lohmann ha scoperto che senza aberrazione, questa dovrebbe aumentare con dipendenza quadratica dal fattore di scala $M$(2). Questo risultato è differente da quello dell'ottica geometrica, che stabilisce che $SW$ è indipendente dal fattore di scala.
Questo risultato non può essere realistico, altrimenti, i sistemi con lenti a lunghezza focale molto lunga sarebbero piuttosto inutili. In pratica, le aperture di questi sistemi lunghi sono ridotte, più o meno secondo la regola empirica(2)
Ora un gruppo di ricercatori ha sviluppato un nuovo sistema fotografico in grado di risolvere fino a 50 gigapixel: AWARE-2(1).
Per comprendere meglio delle possibilità di questo sistema, vi metto qui sotto le foto diffuse nell'articolo uscito su Nature(1):

lunedì 28 marzo 2011

Ritratti: Anna Atkins

Anna Atkins è stata una botanica e una fotografa. Si è interessata, in particolare, alla realizzazione di foto scientifiche, in particolare alghe, utilizzando la tecnica ideata da John Hershel, astronomo figlio d'arte, per realizzare delle splendide e dettagliate, per l'epoca, fotografie, raccolte in vari testi.

Anna AtkinsAnna Atkins
Nata il 16 marzo del 1799 a Tonbridge nel Kent, Anna Atkins, è considerata la prima persona ad aver pubblicato un libro illustrato: una pioniera, per molti versi. Botanica e fotografa, ha ripreso una tecnica, il cianotipo, sviluppata dal connazionale John Hershel, astronomo figlio d'astronomo.
La stessa Anna era, in un certo senso, figlia d'arte: John George Children, che la crebbe da solo dopo la morte della moglie, miss Holwell, avvenuta nel 1800, fu un chimico, mineralogista e zoologo. Ovviamente il padre fu la fortuna della figlia, che proprio grazie a lui si interessò di scienza, in particolare alla botanica.
I supi primi lavori scientifici furono di aiuto e supporto all'attività di ricerca del padre, in particolare le 250 illustrazioni realizzate per l'edizione curata dal padre del trattato di Lamarck Genera of Shells.
Nel 1825 si sposa con John Pelly Atkins, trasferendosi ad Halstead Place. Grazie al marito ebbe la possibilità di avere contatti (e imparare quindi la tecnica) con uno dei pionieri della fotografia, William Fox Talbot, amico anche del padre. Diventa così una delle prime donne, se non la prima, ad interessarsi di fotografia.
Il suo contributo alla fotografia, però, non fu quello di una semplice fotografa, ma da brava scienziata sviluppò la tecnica ideata nel 1842 da Hershel, il cianotipo.
Dama con arpa di Hershel
In effetti gli studi di Hershel erano iniziati un po' prima: già nel 1839, usando un iposolfito di soda, era riuscito a fissare un'immagine su un foglio. All'inizio il foglio viene rivestito con sali di ferro e quindi messo a contatto con la stampa. Successivamente il foglio viene lavato con l'acqua e l'immagine risulta impressionata con tratto bianco su sfondo blu(1).
A partire da questo semplice principio, la tecnica si è raffinata nel tempo. Vediamo come. Si mescolano volumi ugiali di una soluzione all'8% di ferricianuro di potassio(2) e di una soluzione al 20% di citrato ferrico di ammonio(3). La soluzione così prodotta risulta leggermente fotosensibile e può essere applicata su carta o stoffa e lasciata asciugare al buio. I cianotipi possono essere stampati su qualunque superficie in grado di catturare una soluzione di ferro. D'altra parte carte di tipo alcalino generano un degrado dell'immagine nel tempo.
Il positivo può quindi essere prodotto esponendo il negativo a una qualsiasi fonte di luce ultravioletta, come ad esempio la luce del sole. I raggi UV riducono il ferro (III) a ferro (II). A questa riduzione segue una reazione complessa del ferro (II) con il ferrocianuro. Alla fine del processo resta un colorante blu, insolubile (il ferrocianuro ferrico), noto come blu di Prussia(4).
La qualità e gli effetti dell'immagine finale possono variare in base all'esposizione del foglio ricoperto della soluzione originale sotto la sorgente di raggi UV: generalmente un'esposizione tra i 10 e i 20 minuti sotto i raggi del sole durante una bella giornata sono più che sufficienti per ottenere una buona immagine del soggetto che vogliamo impressionare. Un successivo lavaggio contribuirà ad eliminare il colore in eccesso.
Dettaglio della copertina di
Photographs of British Algae:
Cyanotype Impressions
Durante l'asciugatura il blu tenderà a scurirsi. L'effetto però può essere accelerato usando una soluzione con il 3% di perossido di idrogeno. Si può inoltre migliorare il contrasto usando una soluzione all'1% di dicromato di potassio.
Anna applicò questa tecnica a varie foto botaniche, in particolare con soggetto le alghe: il suo libro più famoso è stato sicuramente Photographs of British Algae: Cyanotype Impressions del 1843, l'anno dopo quello che ufficialmente viene considerato quello della scoperta di Herschel. L'idea era quella di realizzare una sorta di seguito illustrato di A Manual of the British marine Algae di William Harvey uscito nel 1841 ma privo di illustrazioni.
Oltre a questo primo libro illustrato, la Atkins altri tre, più cinque libri non illustrati.
Di seguito una galleria con alcune delle foto di Anna tratte dalla galleria corrispondente su Commons e dalle immagini presenti su Smoky glow studios.