Avevo in mente di uscire sabato con la recensione di
Makemake, l'ottavo numero di
Topolino fuoriserie - PK. E ovviamente ieri avrei dovuto pubblicare la recensione del
Topolino attualmente in edicola, ma alla fine ha vinto la voglia di lasciare la mia forma sul divano, e così ecco con un giorno di ritardo sul solito la recensione di un interessante numero di
Topolino che si apre con una parodia che è un omaggio a
Viaggio nella Luna di
Georges Méliès. La pellicola, che venne rilasciata a Parigi l'1 settembre del 1902, ha una durata di circa 14 minuti ed è suddivisa in quadri, ovvero scene di diversa lunghezza girate con camera fissa e, nel caso specifico, fondali mobili. Méliès, infatti, progetta una serie di scenografie mobili, mentre per molti degli effetti speciali sfrutta le possibilità tecniche delle cineprese dell'epoca: tra l'altro il cineasta francese, non essendo riuscito a ottenere una delle cineprese dei fratelli Lumiere, se ne costruisce una da zero!
La storia del film è, a sua volta, ispirata al romanzo doppio di un altro grande visionario,
Jules Verne, ovvero
Dalla Terra alla Luna e il suo seguito
Intorno alla Luna. Non è l'unica ispirazione dell'opera, come ricorda
Bruno Enna, sceneggiatore della parodia, nell'intervista della scorsa settimana: abbiamo anche
I primi uomini sulla luna di
Herbert Wells e
Una storia vera di
Luciano Samosata. Della pellicola, che è stata rilasciata per lo più in bianco e nero, si trovano in giro anche alcune copie colorate a mano dallo stesso regista. La parodia
disneyana, invece, i cui disegni sono di
Alessandro Pastrovicchio, che è anche il propositore del progetto, sono a colori e solo in alcune pagine propongono il monocolore: una colorazione
seppia o giù di lì per le vignette del viaggio verso la Luna.