Stomachion

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sabato 2 gennaio 2021

In Arcadia Ego

Arcadia-estratto-cover
Et in arcadia ego è il nome del quadro del Guercino che per primo diffonde tale frase. Nel caso del dipinto del pittore italiano, la scena rappresenta due contadini che osservano un teschio posto sopra un piedistallo su cui è incisa la frase. Al di là dell'incompletezza della frase (manca il verbo), l'Arcadia era un regione dell'Antica Grecia che venne idealizzata dai poeti del passato, primo fra tutti Virgilio, come luogo di pace e armonica con la natura. La cosa era probabilmente dovuta al fatto che la regione, che prendeva il nome dall'eroe mitologico Arcade, era considerata la terra d'origine del dio Pan. Questa visione utopica venne ripresa molti secoli dopo dal poeta Jacopo Sannazaro che nel 1502 diede alle stampe il poema Arcadia. L'interpretazione che ne diedero però pittori come Guercino, con il suo dipinto datato 1618-1622, e il francese Nicolas Poussin nel 1640 gioca sulla dicotomia tra vita e morte. Secondo molti storici dell'arte, infatti, la frase, calata nel contesto in cui viene rappresentata, è una sorta di memento mori, un avviso della caducità della vita, anche in un mondo ideale come quello di Arcadia. E in un certo senso questa visione in chiari-scuri è proprio quella presentata da Marco Bucci e Jacopo Camagni nel primo volume di Arcadia, che possiamo ufficiosamente considerare come il quarto volume di Nomen Omen.

sabato 10 ottobre 2020

Nomen Omen 3: luce verde

Lo so che ho saltato la recensione del secondo volume, ma spero mi possiate perdonare per questo salto diretto al terzo volume. Ricapitoliamo molto velocemente: Becky Kumar, la protagonista di Nomen Omen, bellissimo proggetto di Marco Bucci e Jacopo Camagni, scopre di essere una strega. Lo scopre, però, nel modo peggiore possibile: il re delle fate, Taranis Dragotempesta, le strappa il cuore. La volontà di vivere di Becky, unita con i suoi poteri, la porta però a restare in vita, anche se ha il tempo agli sgoccioli: se non vuole morire per sempre, deve riprendersi il cuore prima che il re delle fate lo usi per un rituale magico di grande potenza che porta nel cuore di New York il suo regno, rendendolo manifesto a tutti gli esseri umani.
C'è un che di supereroistico in tutto ciò: un po' ricorda la serie di Thor scritta da Dan Jurgens quando a un certo punto Asgard scese letteralmente sulla Terra (anche se poi ciò si rivelò una storia immaginaria), mentre i poteri di Becky si sviluppano a un livello che ricorda Lanterna Verde (i lettori di più lunga data potrebbero concludere che in realtà la ragazza è la figlia di Alan Scott, la prima Lanterna Verde!).
Dal punto di vista della scrittura Bucci passa da un registro gaimaniano a uno più morrisoniano, non solo per il ritmo di lettura, che si fa più serrato, ma anche per la struttura del piano di Becky che sembra uscito da un classico fumetto di Grant Morrison. Ottima, come già nei due volumi precedenti, la prova di Camagni che rappresenta in maniera spettacolare le invenzioni fantastiche di Bucci. Il tutto per un prodotto come sempre al top, tanto da aver meritato la pubblicazione negli Stati Uniti grazie alla Image Comics: luce verde su tutti i fronti!

giovedì 4 aprile 2019

Cartoomics 2019: Nomen Omen

Marco B. Bucci e Jacopo Camagni sono due simpaticissimi fumettisti italiani che, grazie a Panini Comics, stanno realizzando un progetto abbastanza complesso, quasi alla francese: una serie di sei volumi. L'unica differenza rispetto a un tipico fumetto francese è la foliazione, abbondantemente più ampia rispetto alle 48 o alle 64 pagine del mercato franco-belga. Se a questo aggiungiamo che anche la tematica è abbastanza inconsueta per il mercato italiano, abbiamo un mix interessante.
Di tutto questo e di altro ancora i due autori hanno discusso in una interessante chiacchierata con Amedeo Scalese con il sottoscritto dietro la macchina da presa. Il tutto potete leggerlo e vederlo su LSB, mentre qui sotto vi metto il disegno di Becky che Camagni ha realizzato sulla copia stampa di Amedeo: