Si terrà a Padova dal 12 al 14 aprile il Convegno di carattere storico Pura o applicata? La Matematica tra teoria e problemi del Centro Pristem (con il patrocinio dell'Università di Padova e in collaborazione con il suo Dipartimento di Matematica). I lavori inizieranno nell'Aula Magna "Galileo Galilei" del Palazzo del Bo. Il Convegno prosegue la tradizione degli incontri organizzati dal Centro Pristem e rivolti in particolare agli insegnanti di scuola media superiore.Maggiori informazioni su matePRISTEM
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lunedì 21 gennaio 2013
Storia della Matematica: Convegno 2012
Ricevo e volentieri inoltro ai lettori:
giovedì 28 ottobre 2010
Operazione Padova, parte terza
Ad essere pignoli è il quarto post dedicato al concorso, però quello precedente può essere considerato una sorta di passaggio intermedio.
Prima di immergermi, però, nella sintesi del giorno e mezzo in cui si è concentrato viaggio di andata e ritorno e concorso, vorrei ringraziare Carla, Giovanni, Flavio e Michele che mi hanno fatto gli auguri elettronici sia qui, sia negli altri posti dove ho condiviso la chiamata al concorso (ovviamente, con loro, ringrazio anche chi, gli auguri, me li ha fatti di persona!). L'andata. Prima riesco a perdere il regionale che avevo acquistato, un treno che aveva prima 15 minuti di ritardo, poi 10 e in fine parte in orario, pur essendo ancora segnalato sul cartellone con 10 minuti di ritardo!
Questo, però, è solo l'inizio, perché sulla tratta Milano-Verona sembra che sia accaduto un problema increscioso: sono caduti degli alberi, molto probabilmente per il mal tempo. Ci può stare: i ritardi per questo motivo possono anche andar bene, però non i 220 minuti e passa, cui aggiungersi la mancanza di informazioni e la paura di passare tutta la notte sul treno, con Treni Italia che non sa che pesci pigliare e che, alla ripartenza del treno, si inventa una distribuzione gratuita (al bar del treno, però) di generi di conforto!
C'è da aggiungere, però, la gentilezza del figlio della padrona del bed & breakfast che avevo scelto per dormire a Padova la notte prima del concorso: siciliano, persona simpaticissima, che ha gentilmente atteso l'arrivo ultra ritardato (a venti minuti dall'1 di notte) del sottoscritto.
E non contenti di ciò, ci siamo anche messi a chiacchierare! Morale della favola: non so a che ora sono andato a dormire, anche se, comunque, ho dormito abbastanza bene (per quanto la stanchezza e i pensieri potessero permettere, of course!) Verso il dipartimento. Di tutti i viaggi fatti in questi due giorni e mezzo quello verso (e poi il ritorno) sono stati i più semplici e tranquilli. Dopo aver provato ad andare a piedi e deciso, visto il tempo e il non perfetto stato di salute (decisamente migliorato, però, rispetto alla settimana precedente, anche se ora rimane una tosse alquanto fastidiosa), mi ridirigo verso la stazione dei treni dove fermano praticamente tutti gli autobus, compro a un'edicola due biglietti e quindi chiedo a destra e a manca quale è il miglior bus per avvicinarmi alla mia destinazione.
Sia una ragazza che sta attendendo il pullman alla fermata, sia l'autista, sono estremamente gentili e mi indicano anche la traversa (per sicurezza, però, chiedo anche a una persona che incrocio mentre sto andando) e così giungo in perfetto orario al dipartimento, di fronte all'aula dove è già in riunione la commissione esaminatrice.
Prima di immergermi, però, nella sintesi del giorno e mezzo in cui si è concentrato viaggio di andata e ritorno e concorso, vorrei ringraziare Carla, Giovanni, Flavio e Michele che mi hanno fatto gli auguri elettronici sia qui, sia negli altri posti dove ho condiviso la chiamata al concorso (ovviamente, con loro, ringrazio anche chi, gli auguri, me li ha fatti di persona!). L'andata. Prima riesco a perdere il regionale che avevo acquistato, un treno che aveva prima 15 minuti di ritardo, poi 10 e in fine parte in orario, pur essendo ancora segnalato sul cartellone con 10 minuti di ritardo!
Questo, però, è solo l'inizio, perché sulla tratta Milano-Verona sembra che sia accaduto un problema increscioso: sono caduti degli alberi, molto probabilmente per il mal tempo. Ci può stare: i ritardi per questo motivo possono anche andar bene, però non i 220 minuti e passa, cui aggiungersi la mancanza di informazioni e la paura di passare tutta la notte sul treno, con Treni Italia che non sa che pesci pigliare e che, alla ripartenza del treno, si inventa una distribuzione gratuita (al bar del treno, però) di generi di conforto!
C'è da aggiungere, però, la gentilezza del figlio della padrona del bed & breakfast che avevo scelto per dormire a Padova la notte prima del concorso: siciliano, persona simpaticissima, che ha gentilmente atteso l'arrivo ultra ritardato (a venti minuti dall'1 di notte) del sottoscritto.
E non contenti di ciò, ci siamo anche messi a chiacchierare! Morale della favola: non so a che ora sono andato a dormire, anche se, comunque, ho dormito abbastanza bene (per quanto la stanchezza e i pensieri potessero permettere, of course!) Verso il dipartimento. Di tutti i viaggi fatti in questi due giorni e mezzo quello verso (e poi il ritorno) sono stati i più semplici e tranquilli. Dopo aver provato ad andare a piedi e deciso, visto il tempo e il non perfetto stato di salute (decisamente migliorato, però, rispetto alla settimana precedente, anche se ora rimane una tosse alquanto fastidiosa), mi ridirigo verso la stazione dei treni dove fermano praticamente tutti gli autobus, compro a un'edicola due biglietti e quindi chiedo a destra e a manca quale è il miglior bus per avvicinarmi alla mia destinazione.
Sia una ragazza che sta attendendo il pullman alla fermata, sia l'autista, sono estremamente gentili e mi indicano anche la traversa (per sicurezza, però, chiedo anche a una persona che incrocio mentre sto andando) e così giungo in perfetto orario al dipartimento, di fronte all'aula dove è già in riunione la commissione esaminatrice.
lunedì 25 ottobre 2010
Operazione Padova, un anno dopo
Quando quella mattina di un mese fa, giusto qualche giorno prima di iniziare la mia attività all'OAB, mi è giunta la raccomandata, una volta aperta a stento ho trattenuto le urla: ormai ero certo di non essere stato selezionato!
Il documento cui si riferisce l'immagine è la convocazione a un concorso di cui feci domanda un anno fa, più o meno di questi tempi. Non ho mai ritenuto di poter essere selezionato, per molti motivi, innanzitutto l'avere come unica pubblicazione la tesi di dottorato, i cui risultati non riesco a pubblicare (vedremo al mio ritorno dal breve viaggio).
Oggi pomeriggio, infatti, andrò a Padova per poi domani mattina presentarmi alla sede del concorso: a lungo ho pensato all'opportunità o meno di andare e le due perplessità più grosse erano la linea di ricerca che mi porto dal dottorato, fortemente incentrata verso la topologia e la teoria dei gruppi, e la mia mancanza di esperienza nei ruoli intermedi tra dottorando e ricercatore. Ovviamente dietro questa c'era la domanda: ma come sono stato selezionato?
La domanda, credetemi, era più che lecita, visto che al concorso per gli assegni alla Bicocca dello scorso anno non ero stato selezionato per due motivi: mancanza di articoli scientifici (che comunque mi avrebbero alla meglio fatto entrare con il minimo necessario) e una tesi di laurea su un argomento differente. Certo quel concorso mi ha dato la sensazione che la tesi di dottorato fosse valida (se non ricordo male i punteggi, mi fu valutata quasi il massimo dei punti disponibili per quella voce), ma non fino al punto di venire convocato per questo concorso.
Alla fine, però, ho deciso di andare: come dice mia sorella, e concordo con lei, non hai poi molto da perdere, e poi un'occasione così non passa sempre e molto probabilmente non passerà per chissà quanto ancora.
Quindi ci si legge al mio ritorno, ragazzi!
Oggi pomeriggio, infatti, andrò a Padova per poi domani mattina presentarmi alla sede del concorso: a lungo ho pensato all'opportunità o meno di andare e le due perplessità più grosse erano la linea di ricerca che mi porto dal dottorato, fortemente incentrata verso la topologia e la teoria dei gruppi, e la mia mancanza di esperienza nei ruoli intermedi tra dottorando e ricercatore. Ovviamente dietro questa c'era la domanda: ma come sono stato selezionato?
La domanda, credetemi, era più che lecita, visto che al concorso per gli assegni alla Bicocca dello scorso anno non ero stato selezionato per due motivi: mancanza di articoli scientifici (che comunque mi avrebbero alla meglio fatto entrare con il minimo necessario) e una tesi di laurea su un argomento differente. Certo quel concorso mi ha dato la sensazione che la tesi di dottorato fosse valida (se non ricordo male i punteggi, mi fu valutata quasi il massimo dei punti disponibili per quella voce), ma non fino al punto di venire convocato per questo concorso.
Alla fine, però, ho deciso di andare: come dice mia sorella, e concordo con lei, non hai poi molto da perdere, e poi un'occasione così non passa sempre e molto probabilmente non passerà per chissà quanto ancora.
Quindi ci si legge al mio ritorno, ragazzi!
giovedì 5 novembre 2009
Operazione Padova, seconda parte
Dopo la stampa e la fotocopiatura di tutto il materiale burocrativo richiesto, ecco la spedizione, fatta ieri: quindi dovevo in qualche modo, come promesso, lasciare una traccia per voi poveri lettori.
In una giornata di freddo intenso (tanto che per tutto il pomeriggio sono rimasto con un gran mal di testa, attenuatosi un pochino alla sera: in ogni caso sono andato comunque alla presentazione della mostra Emporium, al Museo Leonardo da Vinci) mi sono avviato al vicino ufficio postale e ho spedito il plico, soddisfatto sia per aver comunque inviato una domanda che penso in ogni caso non servirà a nulla, sia perché insolitamente l'impiegato è stato simpatico e affabile, anche se tutto quell'ufficio postale da la sensazione di esserlo: una rarità in questa Italia sempre più scorbutica.
Buona giornata a tutti (ma non sperate in una terza parte dell'Operazione Padova)!
In una giornata di freddo intenso (tanto che per tutto il pomeriggio sono rimasto con un gran mal di testa, attenuatosi un pochino alla sera: in ogni caso sono andato comunque alla presentazione della mostra Emporium, al Museo Leonardo da Vinci) mi sono avviato al vicino ufficio postale e ho spedito il plico, soddisfatto sia per aver comunque inviato una domanda che penso in ogni caso non servirà a nulla, sia perché insolitamente l'impiegato è stato simpatico e affabile, anche se tutto quell'ufficio postale da la sensazione di esserlo: una rarità in questa Italia sempre più scorbutica.
Buona giornata a tutti (ma non sperate in una terza parte dell'Operazione Padova)!
martedì 3 novembre 2009
Operazione Padova, prima parte
Jacopo ne parla sul faccio cose vedo gente: un concorso da ricercatore a Padova. Sta per scadere (ancora una settimana circa) e oggi ho concluso la prima parte, ovvero la stampa di tutte le carte da inviare al Magnifico Rettore. Le carte da fare erano comunque un po', ma in buona parte già compilate. Unica seccatura la stampa, ma tra mia sorella al suo ufficio e una copisteria in zona per andare a stampare la tesi di dottorato, il più è fatto. Almeno per quel che mi riguarda al momento, visto che dopo la spedizione del plico (vi terrò informati), bisognerà attendere l'eventuale chiamata per il concorso (già per questo ho qualche dubbio...).
Tra l'altro lo stesso Jacopo fa notare come i nostri concorsi siano piuttosto affossati da burocrazia e quant'altro: è indubbio, come andiamo ripetendo nelle varie proteste, che fondamentali per una buona riforma dell'università sono il principio di responsabilità (chi recluta si fa carico anche dei disastri del reclutato) e la semplificazione delle procedure di reclutamento.
Certo una rivoluzione di tal genere è piuttosto difficile, visto che la burocrazia italiana è di una forza inimmaginabile!
Alle future parti dell'Operazione Padova.
Tra l'altro lo stesso Jacopo fa notare come i nostri concorsi siano piuttosto affossati da burocrazia e quant'altro: è indubbio, come andiamo ripetendo nelle varie proteste, che fondamentali per una buona riforma dell'università sono il principio di responsabilità (chi recluta si fa carico anche dei disastri del reclutato) e la semplificazione delle procedure di reclutamento.
Certo una rivoluzione di tal genere è piuttosto difficile, visto che la burocrazia italiana è di una forza inimmaginabile!
Alle future parti dell'Operazione Padova.
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