Stomachion

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venerdì 27 aprile 2012

Eclissi

GLOUCESTER: "Queste recenti eclissi del sole e della lun... on Twitpic
La citazione del tweet qui sopra è tratta dal Re Lear di Shakespeare. La sua versione completa è qui sotto (completata usando la citazione pubblicata su twitpic con la versione presente su Google Books):
Glouchester: Queste recenti eclissi del sole e della luna sono un cattivo presagio: La scienza della natura può cercare spiegazioni razionali, ma la natura ne esce comunque sconvolta. L'amore si raffredda, i fratelli si dividono, vien meno l'amicizia. Nelle città, sommosse; fra i popoli, discordia; nei palazzi, tradimenti; infranto il sacro vincolo fra il padre e il figlio. Anche questa mia canaglia rientra nella profezia: ecco il figlio contro il padre. Il Re abbandona il corso naturale: ecco il padre contro il figlio. I nostri tempi migliori li abbiamo vissuti. Macchinazioni, vuoto, tradimenti e questa rovinosa confusione ci scortano, angosciosamente, verso la tomba. Trovami la canaglia, Edmund; non avrai da perderci. Procedi con cautela. E il nobile e fedele Kent, bandito per un solo delitto: l'onestà! E' troppo strano!
Il Re Lear verrà rappresentato al Teatro Oscar dal 3 maggio fino al 3 giugno.

domenica 19 giugno 2011

L'Amleto secondo Grock

Quelli di Grock è una compagnia teatrale. La compagnia del Teatro Leonardo da Vinci a Milano. Presentano sempre rappresentazioni belle e spettacolari dei grandi classici del teatro. L'Amleto di Shackespeare che si è concluso oggi ne è un esempio perfetto! Perché, però, parlare di qualcosa che è ormai finito, che solo pochi fortunati hanno visto? Perché le cose belle in ogni caso restano e poi perché parlarne, magari, le farà ritornare in scena, e non solo a Milano. E poi delle cose belle bisogna sempre parlare: nessuno trova strano se un fotografo diffonde la foto di un fiore che magari è appassito qualche giorno dopo che la foto è stata scattata, e nessuno trova strano se invece è lo scienziato che diffonde l'immagine ad esempio di un urto tra particelle, nonostante molte di quelle particelle non esistono più. Allo stesso modo uno spettacolo teatrale, che resterà nella nostra memoria, se abbiamo avuto la fortuna di assistervi.
Nel caso de L'Amleto è stata una vera fortuna, ve lo posso assicurare. In scena ci sono 6 attori: Francesco Alberici, Francesca Dipilato, Andrea Lietti, Sabrina Marforio, Sarah Paoletti, Isabella Perego. Saltano, corrono su e giù per il palco, si cambiano in scena. Ognuno di loro interpreta più di un personaggio, anche se alcuni di loro sono identificabili con alcuni personaggi in particolare, come ad esempio l'attrice che interpreta, tra gli altri, Polonio, il padre di Ofelia, dandone una caratterizzazione al tempo stesso seria e divertente ma in ogni caso estremamente efficace. Stupendo, poi, il monologo più noto dell'Amleto, quell'essere o non essere in cui il principe di Danimarca si interroga sulla vita, l'universo e tutto quanto (e scusate la citazione che non c'entra nulla...). L'attore scelto per interpretare il monologo (Amleto è interpretato dai due attori maschi del gruppo andato in scena) entra con ancora indosso gli abiti della regina, che aveva inscenato giusto pochi secondi prima, e mentre si pone quei dubbi ormai passati alla storia come amletici si spoglia degli abiti precedenti per ritornare ad essere Amleto, l'amato e folle figlio di un Amleto tradito e ucciso dal proprio fratello. Il monologo. Emblema stesso della rappresentazione inscenata non già però dalla Compagnia ufficiale, ma dai giovani attori usciti dall'Accademia di Quelli di Grock. Loro bravi a interpretare un testo difficile guidati dalla regia di Susanna Baccari e Claudio Orlandini, giocando in scena, come detto, a scambiarsi le parti, usando addirittura la platea come appendice del palco stesso, e senza poi preoccuparsi tanto di dare le spalle agli spettatori, non era necessario visto che con Quelli di Grock ci si sente comunque partecipi, e ci si riesce a divertire anche con un dramma, come è giusto che sia quando il dramma, a scriverlo, è Shackespeare.
E veniamo alle cose nostre, perché il tempo, ormai, è giunto...