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lunedì 8 aprile 2024

Topolino #3567: Una questione di fiducia

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Secondo articolo dedicato allo stesso numero di Topolino: dopo l'esame della copertina celebrativa e dei suoi articoli, ecco arrivare l'usuale articolo di recensione delle storie, iniziando con quella d'apertura, che è anche la storia di chiusura de La ciurma del Sole Nero.
Con Rapsodia in verde, infatti, Marco Gervasio fa accasare i naufraghi dello spazio guidati da Topolino Tomorrow, cosa ampiamente attesa sin dal momento in cui era stata annunciata la conclusione della saga. La storia, tutto sommato carina e che mi ha permesso di raccontare qualcosa sugli esopianeti (appuntamento a domani con il video), chiude i conti con la serie, ma non con tutti gli spunti narrativi che Gervasio ha disseminato in giro, puntanto ovviamente alla chiusura della trama principale. Nonostante la chiusura forse non completa, penso che difficilmente rivedremo in futuro questi personaggi: La ciurma del Sole Nero ha pagato, in negativo, una eccessiva diluizione, probabilmente dovuta al successo di Cristian Canfailla che è stato dirottato su altri progetti, e quella atmosfera un po' naif che ha fatto da ispirazione alla serie e che si è protratta un po' per tutto l'episodio, non riuscendo in un certo senso a restare aggiornata quanto Star Trek, una delle evidenti fonti ispirative di Gervasio, tanto quanto Spazio 1999.
Per contro, però, ho apprezzato molto la caratterizzazione di Topolino Tomorrow, il personaggio che è emerso più di tutti, mentre tra icaratteristi creati ad hoc il più interessante è stato indubbiamente Cracker.
A seguire ecco il primo episodio di Amelia oceanica contro le streghe vulcaniche. Un titolo favolesco, che disponde il lettore nel non dare due centesimi alla storia, che è accompagnato da un secondo titolo (forse il titolo dell'episodio?) che, invece, sa di kolossal catastrofista: Il mondo di ghiaccio. Forse si dovrebbe iniziare a consigliare meglio Bruno Enna sui titoli, soprattuoo perché la storia meriterebbe qualcosa di meglio. Certo mi lascia un po' perplesso l'introduzione di un mondo stregonesco suddiviso tra oceani e vulcani, con un'idea molto harrypotteriana, ma che non sembra possedere dietro lo stesso livello culturale. In fondo per gli antichi alchimisti gli elementi fondamentali erano quattro con l'aggiunta della cosmica quintessenza. Certo: se mi concentro su questi elementi è perché sono quelli che farebbero la differenza tra una storia bella e una indimenticabile. E per ora Il mondo di ghiaccio (nella speranza che non sia semplicemente il titolo dell'episodio) è comunque una bella storia non solo grazie a dialoghi non banali, ottima gestione dei personaggi e a una trama catastrofista, come già accennato, ma anche grazie ai disegni di giuseppe Facciotto che ha esibito un tratto che sta incorporando molti elementi, anche nella scelta delle inquadrature, provenienti dallo stile di Paolo Mottura. Un'ottima scelta se consapevole e soprattutto se verrà perseguita anche in futuro.
Restando nel tema del titoletto che ho scelto per questa recensione, mi sembra giusto citare entrambe le storie di chiusura. Sia L'arte della pignatta di Giulio Gualtieri e Ottavio Panaro, sia Un chitarrista di troppo di Giorgio Salati e Mattia Surroz ruotano la loro trama intorno alla fiducia, quella nei propri mezzi per la storia culinaria, e quella nei propri amici per la storia dei Bumpers. Due storie che, al di là dei gusti personali, non possono che dare al lettore un messaggio positivo: non abbattersi di fronte alle difficoltà.

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