D'altra parte grazie a questo espediente gli autori sia di Superman sia di Batman furono in grado di proporre storie particolari come i matrimoni degli eroi, o le loro morti, giocando anche con variazioni malvage o stupide.
Questo concetto delle storie immaginarie, però, era già presente nelle stesse origini di Superman, non quelle fumettistiche, ma quelle reali: Jerry Siegel e Joe Shuster, infatti, proposero diverse versioni non solo del personaggio, ma anche delle sue origini, anche dopo il suo esordio. Basti, per esempio, pensare che mentre in Action Comics #1 viene mostrata la superficie di Krypton squassata da forti terremoti, la sua esplosione diventa ufficiale qualcosa come un anno più tardi con l'esordio delle daily strip di Superman.
Di tutte queste origini, però, ce n'è una in particolare, che non vi racconto nel dettaglio, ma che è stata utilizzata come punto di partenza da Mark Millar per congegnare Red Son, unendola a uno degli elementi che hanno caratterizzato gli Elseworld fin dai loro esordi: calare i supereroi DC Comics in contesti storici differenti da quelli in cui si muovono usualmente.

