Stomachion
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mercoledì 25 luglio 2012
Spending review: scuola e cultura
Questa mattina, sulla Gazzetta del Sud, leggo questi due articoli, entrambi legati alla recente spending review:
C'è poi un trafiletto sulla trasformazione dell'Itis Monaco, che si trova vicino al bar dei miei genitori (mia madre ha anche scoperto di aver fatto la stessa scuola dell'attuale preside), in fondazione:
martedì 10 luglio 2012
Spending review: INFN
a sorpresa l’Infn, Istituto che raggruppa i fisici italiani - il cui contributo è stato fondamentale per l’individuazione dell’ultima particella elementare che ancora sfuggiva all’osservazione - si vede ridurre pesantemente i fondi dal governo, vittima della spending review. L’allegato 3 che correda la versione definitiva del decreto in vigore da oggi lascia pochi dubbi: la punta di eccellenza della ricerca italiana avrà una decurtazione delle dotazioni del 3,78 per cento quest’anno (-9,1 milioni di euro) e del 10 per cento nel 2013 e nel 2014, con una riduzione annua di 24,3 milioni di euro.(da Repubblica via gravitazero)
Considerando il possibile (se non addirittura probabile, a meno di Bignami) accorpamento dell'INAF nell'INFN, lasciatemi un po' preoccupare (vista la marginalità delle Olimpiadi dell'Astronomia) per questi tagli.
Ad essere preoccupato non sono, in ogni caso, solo io, ma anche Fernando Ferroni, presidente dell'INFN, come si apprende da questa Ansa (della vicenda, scrive anche il Guardian): Se poi leggiamo in particolare le dichiarazioni del ministro Profumo, c'è da chiedersi, innanzitutto quel differenziale di soldi persi per strada sugli investimenti nella ricerca dove va a finire (stipendi dei cervelli in fuga che non rientrano, per esempio?), e soprattutto c'è da chiedersi: la ricerca (ma anche la formazione a tutti i livelli) la si fa necessariamente con il ragioniere a fianco?
Nella speranza che il rivedere i nostri modelli di gestione della ricerca non coincida realmente con lo stipendiare l'ennesimo ragioniere che si prende la responsabilità di licenziare i ricercatori (precari, s'intende!) ma che si vada, strettamente parlando per la fisica, alla creazione di un Istituto Nazionale di Fisica, come auspicato su ROARS (non è certo la soluzione a tutti i mali, ma comunque un primo passo), forse dovremmo iniziare a considerare un po' di opzioni: emigrare (dove? qualcuno in aiuto con suggerimenti? indicazioni?); iniziare la strada dell'indipendenza economica dai fondi statali (così se la prossima volta tagliano, siamo sicuri che non tagliano la ricerca, visto che questa è indipendente anche dallo stato!); seguire l'esempio di Beck:
venerdì 6 luglio 2012
Spending review: INDAM
Roberto Natalini ha inviato un appello che al momento risulta piuttosto serio e utile da diffondere e quindi, anche considerando le possibili cancellazioni e accorpamenti (con conseguenti difficoltà non solo nel mantenere posti di lavoro, ma anche nel poter assumere forze fresche nell'immediato, cosa che ovviamente mi coinvolge più o meno direttamente) che il mondo della ricerca potrebbe dover affrontare prossimamente, molto volentieri rilancio dalle pagine di DropSea
Appello dell'Unione Matematica Italiana sulla possibile soppressione dell'INDAM
La Presidenza e la Commissione Scientifica dell'Unione Matematica Italiana rivolgono un accorato ed urgente appello al Parlamento, al Governo e al Presidente della Repubblica affinché l'iter di approvazione del decreto legge sulla revisione della spesa pubblica possa concludersi con l'adozione di misure che siano sì rigorose quanto la situazione richiede, ma non inutilmente distruttive dell'altissima qualità e autorevolezza internazionale che la ricerca scientifica italiana possiede in tanti e diversi campi del sapere. In particolare, i dodici Enti di Ricerca vigilati dal MIUR, e tra questi l'Istituto Nazionale d'Alta Matematica, sono fondamentali per molti settori di ricerca e godono di un credito internazionale amplissimo. Sono innumerevoli le occasioni in cui la comunità scientifica internazionale ha manifestato il proprio rispetto e la propria ammirazione per il lavoro da esse svolto, schierandosi, all'occorrenza, a loro sostegno e difesa (come dimostrato dal successo anche internazionale della petizione del maggio 2010 in occasione di una proposta del governo di allora di soppressione o accorpamento dell'INDAM).
L'Istituto Nazionale d'Alta Matematica è impegnato in numerose progetti di ricerca, promozione e sostegno della matematica e si occupa attivamente di sostenere la mobilità internazionale dei giovani sia in uscita che in ingresso. Molte di tali attività verrebbero a cessare bruscamente nel caso di una sua soppressione o di un suo accorpamento con altri enti pubblici di natura e tradizioni diverse, con gravissimo danno per l'attività di ricerca nazionale in campo matematico. Anche l'immagine dell'Italia all'estero, che il paese sta cercando di salvaguardare e difendere, risulterebbe sicuramente sminuita con la scomparsa di un tale prestigioso ente.
La logica di tale operazione appare discutibile anche dal punto di vista meramente economico: l'INDAM è riuscito negli ultimi anni a reperire finanziamenti europei e di altri enti dello stesso ordine di grandezza del finanziamento pubblico. Anche in previsione delle nuove prospettate nuove riduzioni di finanziamento al sistema universitario pubblico, tali finanziamenti - e l'uso che ne fa l'INDAM - sono essenziali per mantenere alta la qualità della ricerca matematica italiana.
La Commissione Scientifica dell'Unione Matematica Italiana auspica che la particolare sensibilità verso i temi e i problemi della ricerca, dimostrata più volte dalla nostra classe politica, da eminenti esponenti del Governo e dal Presidente Giorgio Napolitano, possa manifestarsi appieno anche in questo difficile frangente, preservando quella che è una delle maggiori Istituzioni della Matematica Italiana. La Commissione Scientifica dell'Unione Matematica Italiana invita i soci dell'UMI ad unirsi, nelle forme e nei modi ritenuti più opportuni, al presente appello.
Personalmente aggiungerei a quanto scritto nel comunicato, che la soppressione o accorpamento di un ente che è già ora per metà indipendente dai finanziamenti pubblici (o statali) rischia realmente di toglierci una struttura sulla strada dell'indipendenza per una che forse questa indipendenza potrebbe essere interessato a non volerla, con conseguente aumento e non diminuzione degli sprechi, oltre a una diminuzione della qualità della ricerca matematica italiana.
La Presidenza e la Commissione Scientifica dell'Unione Matematica Italiana rivolgono un accorato ed urgente appello al Parlamento, al Governo e al Presidente della Repubblica affinché l'iter di approvazione del decreto legge sulla revisione della spesa pubblica possa concludersi con l'adozione di misure che siano sì rigorose quanto la situazione richiede, ma non inutilmente distruttive dell'altissima qualità e autorevolezza internazionale che la ricerca scientifica italiana possiede in tanti e diversi campi del sapere. In particolare, i dodici Enti di Ricerca vigilati dal MIUR, e tra questi l'Istituto Nazionale d'Alta Matematica, sono fondamentali per molti settori di ricerca e godono di un credito internazionale amplissimo. Sono innumerevoli le occasioni in cui la comunità scientifica internazionale ha manifestato il proprio rispetto e la propria ammirazione per il lavoro da esse svolto, schierandosi, all'occorrenza, a loro sostegno e difesa (come dimostrato dal successo anche internazionale della petizione del maggio 2010 in occasione di una proposta del governo di allora di soppressione o accorpamento dell'INDAM).
L'Istituto Nazionale d'Alta Matematica è impegnato in numerose progetti di ricerca, promozione e sostegno della matematica e si occupa attivamente di sostenere la mobilità internazionale dei giovani sia in uscita che in ingresso. Molte di tali attività verrebbero a cessare bruscamente nel caso di una sua soppressione o di un suo accorpamento con altri enti pubblici di natura e tradizioni diverse, con gravissimo danno per l'attività di ricerca nazionale in campo matematico. Anche l'immagine dell'Italia all'estero, che il paese sta cercando di salvaguardare e difendere, risulterebbe sicuramente sminuita con la scomparsa di un tale prestigioso ente.
La logica di tale operazione appare discutibile anche dal punto di vista meramente economico: l'INDAM è riuscito negli ultimi anni a reperire finanziamenti europei e di altri enti dello stesso ordine di grandezza del finanziamento pubblico. Anche in previsione delle nuove prospettate nuove riduzioni di finanziamento al sistema universitario pubblico, tali finanziamenti - e l'uso che ne fa l'INDAM - sono essenziali per mantenere alta la qualità della ricerca matematica italiana.
La Commissione Scientifica dell'Unione Matematica Italiana auspica che la particolare sensibilità verso i temi e i problemi della ricerca, dimostrata più volte dalla nostra classe politica, da eminenti esponenti del Governo e dal Presidente Giorgio Napolitano, possa manifestarsi appieno anche in questo difficile frangente, preservando quella che è una delle maggiori Istituzioni della Matematica Italiana. La Commissione Scientifica dell'Unione Matematica Italiana invita i soci dell'UMI ad unirsi, nelle forme e nei modi ritenuti più opportuni, al presente appello.
Personalmente aggiungerei a quanto scritto nel comunicato, che la soppressione o accorpamento di un ente che è già ora per metà indipendente dai finanziamenti pubblici (o statali) rischia realmente di toglierci una struttura sulla strada dell'indipendenza per una che forse questa indipendenza potrebbe essere interessato a non volerla, con conseguente aumento e non diminuzione degli sprechi, oltre a una diminuzione della qualità della ricerca matematica italiana.
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