
Le premesse del primo film, che vedeva come protagonista Cillian Murphy, tornato anche lui, ma solo nel ruolo di produttore, sono abbastanza semplici: un virus sperimentale della rabbia sfugge da un laboratorio a Cambridge e si diffonde molto velocemente in tutta la Gran Bretagna, rendendo l'isola una terra di zombie. Tra l'altro l'idea di un virus zombificante era venuta ad Alex Garland, sceneggiatore del primo, ma anche di questo terzo film, giocando a Resident Evil, dove appunto l'apocalisse zombie iniziava a causa di un virus sfuggito sai laboratori di una multinazionale.
Di fatto Resident Evil e 28 giorni dopo hanno modificato profondamente l'appoccio ai film di zombie dei decenni successivi, introducendo, appunto, l'infezione come fattore scatenante in luogo della strgoneria o di altri effetti più o meno artificiali, come per esempio le radiazioni nel famoso La notte dei morti viventi o nel più recente I morti non muoiono.
Con 28 anni dopo Garland e Boyle ripetono, in un certo senso, quell'operazione, questa volta non guardando più al mondo dei videogiochi, ma a quello dei manga, o più precisamente a un particolare anime tratto da un manga di successo: L'attacco dei giganti.