Stomachion

Visualizzazione post con etichetta google buzz. Mostra tutti i post
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mercoledì 16 giugno 2010

E gli UFO partirono da San Siro

Mi scuso se non ne ho parlato prima, ma sono successe tante cose, e così eccovi le foto scattate da quella buzzurra di mia sorella!
Il concerto è stato bellissimo, un vero e proprio spettacolo di luci, colori, effetti speciali. Per questo tour, poi, i Muse hanno deciso di realizzare un palco mobile e in grado anche di elevarsi al di sopra delle teste dei fan. A questo si devono aggiungere una serie di effetti come palloni, fumogeni, un ufo (quello nella foto) che si è sollevato da dietro il palco e da cui è spuntato un acrobata su un trapezio che ha fatto alcune evoluzioni.
Ovviamente un concerto potente, bellissimo, eccezionale, che si è concluso una decina di minuti prima delle 23:30 a causa dei regolamenti comunali.
E ora vi lascio con il video di Citizen Erased, un live in quel dci Sydney datato 2004:

domenica 21 febbraio 2010

Acrostici (2)

Ho trovato questo acrostico in rete. Riguarda Bing, il motore di ricerca di Microsoft:
Because is not google
Però, visto che ormai ho iniziato ad acrosticizzare, eccovi la mia versione:
Bisogna implementare nuovo giudizio
Certo ho barato, visto che l'ho fatto in italiano. E d'altra parte, visto che ci siamo, proviamo anche con Buzz (così accontento anche i segugi!):
Bisogna uscire zitti zitti
Il che mi sembra la filosofia contraria al servizio: una sorta di contrappasso dantesco!

Alla prossima!

lunedì 15 febbraio 2010

Buzz Button

Ho aggiunto un piccolo pulsantino per re-buzzurrare i post del blog. Il sistema funziona per i blog sulla piattaforma blogger (sto cercando di vedere come adattarlo anche ad altri blog), ma esiste la possibilità di inserirlo anche sui blog su piattaforma Wordpress.
Nel primo caso bisogna modificare il layour del proprio blog ritoccando il codice html. Innanzitutto bisogna spuntare l'opzione che consente di espandere i widget, quindi cercare il codice:
<data:post.body/>
Quindi incollare prima di questo il seguente codice:
<div style="float: left; padding: 0px;">
<a expr:href="&quot;http://www.google.com/reader/link?url=&quot; + data:post.url + &quot;&amp;title=&quot; + data:post.title" href="http://draft.blogger.com/post-edit.g?blogID=3313854166591066864&amp;postID=2123806848009385224" target="_blank" title="Buzz this"><img alt="Buzz this" border="0" class="icon-action" src="http://smashingwebs.com/wp-content/uploads/2010/2/googlebuzz/th_google32px.png" /></a></div>
Il trucco è preso da Tutkiun!, l'immagine da Smashing Webs, mentre le istruzioni per Wordpress si trovano su Blogsolute.

venerdì 12 febbraio 2010

Buzzurriamo con giudizio

Lettori e segugi, rieccomi a voi. Oggi vi segnalo una piccola guida alla privacy per gli utilizzatori di Buzz: Google Buzz un po' ficcanaso, come impostarlo di Paolo Attivissimo. Vi incollo il pezzo più importante delle considerazioni varie:
Ho cliccato sul mio nome nella pagina di impostazioni di Buzz e poi sul link al mio profilo Google. Nel mio profilo, ho cliccato su Modifica il profilo e ho disattivato la casella Visualizza l'elenco delle persone di cui seguo gli aggiornamenti e delle persone che seguono i miei aggiornamenti. Suvvia, Google, ci voleva tanto a lasciarla disattiva per default?
In fondo alla pagina ho cliccato su Salva modifiche. A questo punto il mio profilo indica che i follower e i followati (orrido neologismo, scusatemi) sono visibili solo a me. Andando a visitare il mio profilo da un altro account Google, l'elenco dei seguiti e seguaci non è più visibile a tutti.
Fidatevi pure: il trucco funziona. L'ho controllato!
Altro piccolo trucco è la creazione di un filtro per non avere la posta ingolfata dai buzzurramenti cui partecipiamo. Il trucco, scovato su ReadWriteWeb è tratto da Lifehacker:
  1. Andare nella pagina dei filtri e creare un nuovo filtro;
  2. Inserire nella sezione Has the words (penso che con GMail settata in italiano - cosa che non ho per avere in anticipo le novità di GLab - il corrispondente sia Contiene le parole o qualcosa del genere) label:buzz;
  3. Andare avanti spingendo l'apposito bottone (Next o Avanti) senza preoccuparsi troppo dell'avviso di Google: quelli di Lifehacker assicurano che, nonostante le preoccupazioni di mamma Google, il trucco funziona;
  4. Spuntare l'opzione che implica l'archiviazione automatica (personalmente vi ho anche applicato un'etichetta, dal nome buzzurri!).
Nel caso il trucco dovesse funzionare a dovere, allora si potrebbe pensare anche alla cancellazione automatica. Il tutto a vostro piacimento, of course!
Per il resto, ancora non sono riuscito a far funzionare quel buzzurro di Science Backstage, almeno non come dico io.
Nel caso vi aggiornerò.

Prima di salutare, vi ricordo che potete leggere gli elementi condivisi di Google Reader a questa pagina.

Update: nel filtro bisogna spuntare anche Mark as unread, o in italiano Segna come letto (o qualcosa del genere...)

giovedì 11 febbraio 2010

A Wave will drown in a Buzz

Lettori e segugi(1), nel titolo del post di oggi voglio enfatizzare il confronto tra le ultime due creature di Google: Wave (di cui, mi pare, ho 25 inviti) e Buzz (qui il mio profilo, dove tra le altre cose potete leggere le mie buzzurrate!).
Prima di tutto una recensione sintetica: Wave è collaborativo e di principio privato (ristretto). Buzz è sociale e di principio pubblico.
E ora le considerazioni lunghe:
Partiamo da Wave: il progetto, a inviti e non aperto a tutti, ha come filosofia quella della condivisione di documenti, progetti, eventi. In effetti con Wave si può lavorare alla stesura di articoli più o meno complessi cui è necessario il lavoro di due o più teste, o la gestione di un gruppo di discussione ristretto e tendenzialmente privato, o la più semplice gestione di una gita o dell'acquisto di un regalo. Tutto questo è facilitato dall'approccio a estensioni, già sperimentato con discreto successo all'interno di GMail, e dai robot, dei contatti virtuali che semplificano e rendono automatiche alcune funzioni.
Ad esempio ci sono un paio di robot interessanti: uno che implementa l'uso del LaTeX all'interno di un Wave doc (scusate l'invenzione del termine, che non troverete da nessuna altra parte, ma che con l'avvento di Buzz potrebbe essere l'unico a dare un'idea corretta della differenza con quest'ultimo), e un'altro che consente di inserire il Wave doc in una pagina html, sia nel caso di documento pubblico, sia in caso di documento privato. In entrambe le situazioni bisogna possedere l'uso di Wave (al momento, ripeto, solo ad inviti), ma nel primo caso, una volta autenticati, si potrà vedere il documento, nel secondo lo si vedrà solo se si è tra gli editor del documento stesso.
In sintesi: Wave mi esalta!
E ora Buzz.