2 novembre 1975:
Sono stato cordialmente invitato a far parte del realismo viscerale. Naturalmente, ho accettato. Non c'è stata cerimonia di iniziazione. Meglio così.
(dal diario di Juan Garcìa Madero, poeta)
Verso la metà degli anni Settanta del XX secolo un gruppo di giovani poeti latinoamericani guidati da
Arturo Belano e
Ulises Lima, iniziano a sviluppare un movimento poetico d'avanguardia che si autodetermina come
realismo viscerale, trovando ispirazione da un movimento poetico non dissimile fondato negli anni Venti del XX secolo dalla poetessa
Cesarea Tinaiero attorno alla rivista
Caborca, della quale è uscito un unico numero, il primo.
Cesarea, nata a
Città del Messico e diplomata in stenografia, era la segretaria personale del generale
Diego Carvajal e quindi unica donna ammessa nell'edificio dell'esercito. Furono certamente la protezione e il mecenatismo di Carvajal, amico degli
stridentisti ma con ben scarse conoscenze di letteratura, nonostante la passione verso questa forma d'arte in particolare, che le permisero di mettere in piedi un gruppo di poeti d'avanguardia e raccoglierli intorno a
Caborca e al realismo viscerale.
In effetti questa prima versione del realismo viscerale è da considerarsi una sorta di variazione sullo stridentismo, che vedeva in
Manuel il suo motore principale: fu infatti lui a proporre la protezione di Carvajal. E così intorno all'ufficio di Carvajal, piccolo di statura e magrolino, un "rivoluzionario vero", secondo
Salvatierra, morto per proteggere la sua amante dagli assassini mandati per ucciderlo nella casa chiusa dove si trovava, nacque il gruppo degli stridentisti, che critici successivi identificò come
realvisceralisti dopo l'ingresso di Cesarea. Del gruppo faceva parte anche
Encarnaciòn Guzmán, amica di Cesarea, ma ritenuta come poetessa non all'altezza non solo di Cesarea stessa, ma anche degli altri componenti del movimento.
Encarnacion lavorava come commessa in un negozio di abbigliamento di
Ninò Perdido e conobbe Cesarea all'uscita dal cinema, dopo aver visto un film molto probabilmente triste, poiché entrambe erano uscite piangendo. La cosa curiosa fu che le due, una volta che si furono guardate negli occhi, si misero a ridere, e da questo episodio nacque la loro amicizia. Erano, però, due donne molto diverse, e forse fu per questo che divennero amiche più facilmente: Cesarea, nonostante non fosse una persona ricca, aveva un carattere forte e sapeva perfettamente ciò che voleva; Encarnacion, invece, era molto carina e sempre ben vestita, ma con un carattere fragile e insicuro. Uno dei suoi tratti distintivi era, poi, la voce, terribile, paragonata a un fischio fastidioso.
Dice di lei Amadeo Salvatierra:
Se fosse stata muta, credo che più d'uno si sarebbe innamorato di lei, ma con quella voce era impossibile. Per il resto, mancava di talento.