Stomachion

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lunedì 11 febbraio 2019

Arsenico e vecchi merletti... o qualcosa del genere!

Quando il grande Cary Grant scopre che le sue amate ziette interpretate da Josephine Hull e Jean Adair sono delle incallite serial killer, sebbene la loro opera sia a "fin di bene", la situazione non potrebbe andare peggio, eppure, come nella migliore tradizione delle leggi di Murphy, la situazione peggiora!
Arsenico e vecchi merletti è un capolavoro della risata di un grande regista come Frank Capra, famoso soprattutto per La vita è meravigliosa. Tratto dall'omonima commedia di Joseph Kesselring, ha avuto vari adattamenti in giro per il mondo fino ad arrivare all'italiano Frigor mortis, spettacolo andato in giro per il territorio nazionale e passato anche da Milano sul palco del Teatro della Cooperativa dal 29 gennaio al 10 febbraio 2019. Il cast salito sul palco, che contava anche la presenza del famoso comico di Zelig Giorgio Verduci, è riuscito a interpretare al meglio i vari caratteri presenti nel testo, anche in questo caso, come per il film di Capra, una trasposizione quasi fedele dell'opera originale, salvo i dovuti adattamenti all'epoca e alla cultura italiana. Ad esempio il personaggio interpretato da Verduci, infatti, si crede Marcello Lippi commissario della nazionale italiana di calcio in luogo del Theodore Roosevelt originale, mentre l'adorato nipote di cotali zie non è ancora sposato con la fidanzata a differenza di quanto fatto dal protagonista della commedia di Kesselring.
E come per il film, anche in Frigor mortis non si smette di ridere, riprendendo lo spirito originale dell'opera: essere una parodia intelligente e non banale del genere noir.

giovedì 21 aprile 2011

L'innocenza di Giulio

Oggi. Penultimo giorno di programmazione.

Aggiornamento. Aggiorno il post con una breve recensione piuttosto che scriverne uno nuovo.

Diciamo che con mia sorella siamo dei fan di Giulio Cavalli e quindi non poteva scapparci questo suo nuovo spettacolo, L'innocenza di Giulio, centrato sul suo quasi omonimo, quell'Andreotti che tanta, forse troppa influenza ha avuto sull'Italia.
Cavalli si presenta sul palco insieme con Cisco, l'ex-leader dei Modena City Ramblers, che realizza dal vivo gli intermezzi musicali. Come caratteristica ormai distintiva del teatro di Giulio (mi si permetta la non richiesta confidenza!), sulla parete nera e completamente spoglia di scenografia, vengono proiettati video e foto che intervallano e aiutano la narrazione.
Il racconto è cosa nota a tutti (o almeno dovrebbe): i collegamenti con la mafia, sempre negati anche di fronte a prove evidenti, l'assurdità di una sentenza questa sì politica, in cui Andreotti è dichiarato innocente a partire dal 1980, mentre prima è colpevole, ma tanto i reati sono in prescrizione e quindi nulla più importa a nessuno.
E poi i racconti degli omicidi Ambrosoli e Sindona, due argomenti che ricorrono spesso negli spettacoli di Cavalli, e la storia di Salvo Lima, il referente siciliano della corrente andreottiana.
Ci sono cose che vanno ricordate, ci sono fatti e persone di non proprio specchiata moralità, su cui si è fondata e continua a fondarsi l'Italia che non andrebbero dimenticate. Perché alla fin fine ciò che ci viene servito è figlio diretto di ciò che lo ha preceduto...
E', quindi, una piccola storia di una piccola Italia, ma non è alla fin fine solo la storia di un politico che, all'improvviso, dall'oggi al domani si ritrova come il capo della corrente più forte del suo partito (quando prima non lo era), è anche la storia di tutte le innocenze d'Italia, almeno di quelle che fanno comodo: che sono tali solo all'apparenza.
Nel complesso, comunque, lo spettacolo è divertente e molto interessante, anche se il siparietto comico migliore avviene alla conclusione, o meglio dopo la Fine, alla presentazione di questo video: