
La storia, infatti, è a metà tra un thriller psicologico e un horror: uno studente universitario, infatti, si ritrova tormentato da una donna all'inizio ossessionata dal suo vicino di casa. Il problema è che il minimo di gentilezza mostratagli, spinge la donna a spostare la sua ossessione su Hiroshi, il protagonista del volume. Date queste premesse, la storia di Mochizuki si sviluppa con una tensione e un'inquietudine crescenti e una sempre maggiore pericolosità da parte dell'ignota stalker, una donna alta e secca, con indosso un impermeabile e un baio di borse piene sempre dietro. Rispetto a lavori successivi, come ad esempio Chiisakobe, non solo il tratto è più sporco grazie a un'inchiostrazione più carica, ma anche la pagina risulta più ingombra di vignette, cosa che comunque risulta altrettanto efficace rispetto allo stile più chiaro ed essenziale di Chiisakobe o di Tokyo Kaido proprio grazie alla tematica ansiogena di Phantom Stalker Woman.
E' indubbiamente un manga interessante da recuperare, originariamente pubblicato nel 1993, sia per tutti gli amanti di Mochizuki, ma anche per gli appassionati del genere thriller horror, in cui la parte soprannaturale non è mai completamente spiegata e il lettore ha sempre il dubbio che magari, da qualche parte, ci sia una spiegazione razionale.

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