Stomachion

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venerdì 27 ottobre 2023

Gli oscuri recessi di Plutone

Plutone è l'equivalente romano di Ade, il dio degli inferi, noto anche come Pluto. Il suo regno, l'Averno, ospita le anime dei morti, a parte coloro che sono rimasti insepolti. Al suo interno c'è un sotto.regno, il Tartaro, dove si trovano le così dette anime dannate. Ed è proprio il Tartaro che ha molto probabilmente ispirato l'Inferno cristiano, con le sue anime bruciate nel fuoco eterno. Questi due concetti sono presenti in Pluto, terz'ultima traccia di Astroecology, album d'esordio dei Soviet Malpensa, band synth pop milanese (la definizione musicale mi è venuta così, riascoltando la traccia e l'album mentre sto scrivendo queste note, anche se sono il primo a non considerarla così esatta).
L'accostamento al dio dell'oltretomba è abbastanza ovvio a partire dai versi iniziali:

domenica 26 luglio 2015

il (non) carnevale della fisica #11

con @quantizzando @Scientificast @emanuelebalboni @md64 @elegantbear78 @mixmic76 @_juhan @MathisintheAir @peppeliberti @OggiScienza @AstronomicaMens @CasolinoMarco
In questi giorni di grandi telescopi e moderni metodi astronomici, sembra strano che nessuno sforzo vigoroso sia stato fatto per scoprire pianeti oltre l'orbita di Nettuno, che è oggi considerato l'estremo limite del sistema solare. E' stato notato che sette comete hanno il loro afelio in un punto che corrisponderebbe all'orbita di un pianeta che ruota intorno al sole a una distanza di circa 100 unità astronomiche (9300000000 miglia).
Ora molti hanno suggerito che un tale pianeta esiste, e ha catturato le comete con la sua attrazione gravitazionale. Ciò è probabile, così come Giove e altri influenzano gli afeli di molti vagabondi celesti. Chi vi scrive ha notato che un grande ammasso di comete intorno a un punto a 50 u.a., dove potrebbe ruotare un grande corpo. Se i grandi matematici dell'epoca provassero a calcolare le orbite da questi afeli, è in dubbio che essi possano avere successo; ma se tutti gli osservatori che possiedono camere celesti si unissero insieme e minutamente fotografassero l'eclittica, come viene fatto nella caccia agli asteroidi, tali corpi potrebbero essere rivelati sui loro piani di rotazione. Anche se non venisse fatta alcuna scoperta, le accurate fotografie stellari sarebbero quasi valse la pena del tempo e della fatica.
Questa è la traduzione di una lettera che Howard Phillips Lovecraft inviò alla rivista Scientific American e pubblicata il 16 luglio del 1906, essendo egli convinto dell'esistenza di un pianeta trans-nettuniano. Tale convinzione gli giungeva, come avete letto, dall'osservazione di un certo numero di comete che egli stesso aveva evidentemente effettuato presso il Ladd Observatory che il giovane, all'epoca non ancora scrittore, frequentava fin dal 1903 grazie all'interessamento di un amico di famiglia.
E' interessante osservare come il destino di Lovecraft si andò a incrociare con quello di un altro personaggio convinto dell'esistenza di un pianeta X: Percival Lowell, infatti, iniziò proprio nello stesso anno l'esame del cielo. Il destino dei due uomini si incrociò pure, in queste, ricerche: Lovecraft, infatti, andò ad assistere a una conferenza di Lowell, dove questi evidentemente spiegava le sue ricerche astronomiche.
Percival, però, non ebbe fortuna e a completare l'opera ci pensò, anche se in maniera indiretta, il fratello Lawrence, che finanziò un osservatorio intitolato a nome del fratello. E' qui che, nel gennaio del 1929, venne assunto Clyde Tombaugh proprio con lo scopo di scandagliare il cielo e cercare il fantomatico pianeta X. E il successo arrise al nostro dopo poco più di un anno, il 18 febbraio del 1930.
L'esperienza fu di un'emozione intensa, poiché la natura dell'oggetto era evidente a prima vista.
ricorda Tombaugh in un emozionante articolo in cui racconta le peripezie sulla scoperta di Plutone, il famoso pianeta X che Lovecraft, credendo nella sua esistenza, aveva trasformato in Yuggoth in uno dei suoi racconti più belli, Colui che sussurrava nelle tenebre, pubblicato dopo l'annuncio della scoperta ma che aveva iniziato a scrivere un mese prima dell'annuncio stesso:
Yuggoth ... è una strana sfera scura al'estremo limite del nostro sistema solare... Ci sono città immense su Yuggoth - grandi livelli di torri terrazzate costruite in pietra nera... Il sole splende senza essere più brillante di una qualsiasi stella, ma gli abitanti non hanno bisogno di luce. Essi hanno altri sensi più sottili, e non hanno finestre nelle loro grandi case e nei templi... I fiumi neri di pece che scorrono sotto quei misteriosi ponti ciclopiche ponti - cose costruite da una qualche razza più antica estinta e dimenticata prima che gli abitanti giungessero su Yuggoth dal vuoto fondamentale - dovrebbe essere abbastanza per rendere qualsiasi uomo un Dante o un Poe se egli riuscisse a mantenersi sano di mente abbastanza a lungo per raccontare quello che ha visto...
(da The Whisperer in Darkness, mia traduzione)
Tutto questo per introdurvi all'undicesima edizione, snella, questa di fine luglio, del (non) carnevale della fisica. Vuoi il caldo, vuoi il viaggio verso lidi calabresi, vuoi questo e altro ancora, l'edizione si concentrerà, con poche digressioni, ai due grandi eventi del mese: il PlutoFlyBy e la scoperta del primo pentaquark non-esotico presso l'LHCb.
Le due imprese, quella di NewHorizons e quella presso il CERN, sono accomunate da una sorta di desiderio di esprimere che la cosa non mi va giù tanto che non capisco perché si finanziano queste imprese invece di dare soldi agli artisti, per esempio quelli del teatro e del cinema (o qualcosa del genere), e allora mi sembra giusto iniziare da La straordinaria importanza di fare cose inutili di smarcell1961:
la cosa che veramente deprime è constatare come tanta gente non sappia provare stupore. Non sappia affascinarsi di fronte alla conoscenza. Alla bellezza della conoscenza. Per loro una fotografia dei dettagli della superficie di Plutone o del SUV appena uscito dall'autolavaggio scatenano le stesse emozioni. Vedere davanti a sé una pietra che proviene dalla luna, e che ha passato gli ultimi 4 miliardi di anni su un corpo extraterrestre, ha lo stesso fascino di un sasso raccolto ai giardini pubblici. Sapere che sappiamo fare esperimenti che ci mostrano come era l'universo 13 miliardi e mezzo di anni fa genera lo stesso interesse di una puntata di Oggi al Parlamento. Niente su cui valga la pena soffermarsi, niente su cui valga la pena provare interesse, per non dire meraviglia. Non cura le loro emorroidi, non aiuta la ricrescita dei capelli (perché se servisse a curare il cancro sarebbero comunque sospettosi, essendo probabilmente qualcosa di imposto da qualche multinazionale!) e quindi non serve. Che poi sia la finestra su un mondo che fino a ieri esisteva solo nell'immaginazione, e che pensavamo accessibile solo con la fantasia, per loro non è degno di interesse.
Chiarito il concetto, buttiamoci sul PlutoFlyBy con Sandro Ciarlariello:
Ecco, dunque, ho pensato di utilizzare un software della NASA che si chiama NASA's Eyes (e che chiunque può scaricare da qui). Grazie a questo software é possibile simulare quello che si vedrebbe se si fosse "a cavallo" della sonda New Horizons nei prossimi giorni; si va dall'incontro ravvicinato con Plutone e Caronte (una delle sue lune) fino ad osservare Plutone che eclissa il Sole. Quest'ultima cosa è molto importante perché in questo modo la luce del Sole, passando nell'atmosfera di Plutone, potrà fornire a New Horizons parecchi dati riguardo la struttura atmosferica del pianeta nano.

giovedì 16 luglio 2015

Mappe all'orizzonte

due righe su #Plutone con due tweet di @amedeo_balbi
New Horizons è passato da Plutone dopo un viaggio di nove anni e mezzo, una lunga corsa calcolata con incredibile precisione. Le foto scattate dalla sonda le trovate in un album creato dalla Nasa per l'occasione, mentre su DocMadhattan un racconto di come si uniscono le strade di Plutone e di Howard Phillips Lovecraft, il solitario di Providence, maestro di horror e punta di diamante della storica Werid Tales.
New Horizons ci ha messo 9,5 anni per raggiungere Plutone. In auto ce ne vorrebbero oltre 6000, in aereo ~600. La luce ci arriva in 4,5 ore. [1]
La regione a forma di cuore scoperta su Plutone ora si chiama 'Tombaugh regio' (Clyde Tombaugh scopri Plutone nel 1930). [2]
Amedeo Balbi
L'immagine d'apertura, estratta dall'album di cui sopra, è un dettaglio della superficie di Plutone. E visto che ci sono vi segnalo un post di Emanuele Balboni sulla classificazione di Plutone.