Stomachion

sabato 21 agosto 2021

Metal: alla scoperta del metalverso

dark-knights-metal-evidenza
Mentre Death Metal prosegue le sue uscite in Italia, ho pensato bene di recuperare il crossover che lo ha preceduto, Dark Knights: Metal, storia in sei parti anch'essa offertaci da Scott Snyder per i disegni di Greg Capullo. Uscita tra la fine del 2017 e la prima metà del 2018, è stata recentemente raccolta in un pregevole cartonato dalla Panini Comics all'interno della serie DC Library. Pur non avendo alcun riferimento musicale, vista l'assenza degli Iron Maiden dalla band edition di Death Metal, ho pensato bene di riproporre anche per la recensione completa di Metal la struttura delle recensioni dei singoli albi di DM. Per cui diamo il via alla parte... metallica!
Da qui all'eternità
Gli Iron Maiden sono uno dei due lati del dualismo metallico mondiale, con dall'altra parte i Metallica. Si potrebbe fare il paragone con l'altro grande dualismo musicale, quello tra Beatles e Rolling Stones, e d'altra parte se i Metallica sono statunitensi, gli Iron Maiden sono britannici. Fondati sul finire del 1975, hanno avuto un po' di cambi di formazione, anche se il fondatore è sempre rimasto in sella, il bassista Steve Harris. L'attuale cantante, invece, Bruce Dickinson, a parte una piccola pausa nel corso degli anni Novanta, sostituito da Blaze Bayley, è entrato nel gruppo nel 1981.
A parte lo stile heavy metal, la caratteristica principale del gruppo è la presenza immancabile, negli artwork dei loro album, di uno zombie in copertina, Eddie, diventato ormai la mascotte del gruppo. Ideato dall'artista Derek Riggs, oltre che dal suo creatore è stato illustrato anche da altri artisti, come ad esempio Mark Wilkinson, autore delle ultime due cover, o Melvyn Grant, il primo a disegnare Eddie dopo Riggs per la cover di Fear of the dark, nono album in studio della band. Ultimo album della prima parte della collaborazione con Dickinson, contiene una serie di canzoni memorabili, come la title track, o ancora Fear is the key, ispirata (se mi passate il termine) dalla morte di Freddie Mercury, e From Here to Eternity, che è proprio quella che vi presento qui sotto. Il motivo non è solo per il titolo evocativo, ma anche per il video, una sorta di road short movie a bordo di una motocicletta, un'immagine che in effetti ritroviamo in Death Metal.
Le paure di Bruce Wayne
dark-knights
Nonostante sia Death Metal sia Metal siano comunque fruibili senza conoscere dettagli di saghe precedendi, ho trovato molto più difficile mettere insieme i pezzi per Metal che non per la saga successiva. E questo non perché avessi già letto Metal, avendola quest'ultima recuperata nel corso della lettura di Death Metal.
Il crossover, come tutti centrato sulla Justice League, ruota intorno alla scoperta di un universo oscuro, costituito anch'esso da 52 Terre, dove i supereroi dell'universo classico sono reinterpretati in maniera negativa. In particolare, come si scopre nel corso della saga, a causa dell'influenza di Barbatos sul metal-verso, le 52 Terre oscure presentano una versione distorta di Batman, per lo più con Bruce Wayne dietro la maschera o, in alcuni casi, con un suo diretto discendente.
Il crossover principale, quello che è stato raccolto nel volume della Panini, presenta l'esordio dei primi sette Dark Knights alternativi, guidati dal Batman-che-ride, affiancato da un Bruce Wayne con l'anello del potere, un altro velocista, una sua versione femminile amazzone e altre ancora. Il più pericoloso di tutti è indubbiamente il Batman-che-ride, anche se questa pericolosità, alla fin fine, diventava esplicita soprattutto nel confronto finale contro Batman (che però non si presenta da solo).
Nel complesso Metal è una classica quest: gli eroi, infatti, devono cercare di recuperare l'ultimo dei metalli mistici del multiverso DC Comics per impedire che le truppe di Barbatos invadano il multiverso DC delle 52 Terre. Di base la storia ricorda molto Avengers: End Game e tutta la mitologia dietro le pietre del Guanto dell'Infinito marvelliano, sebbene ci siano elementi di differenza, non solo nei personaggi. In questo caso, infatti, Barbatos riesce a infiltrare in maniera sottile tra i ranghi degli eroi una spia (o qualcosa del genere), mentre parte della sfida si gioca su un campo mistico. I protagonisti principali solo, come ovvio, Superman e Batman, che agiscono all'interno di una delle Terre alternative del metalverso aiutati dal Morfeo di Gaiman, e Wonder Woman, che agisce un po' più sul campo rispetto ai primi due.
Nel complesso la saga risulta abbastanza leggibile a se stante, anche se la conoscenza di alcuni concetti precedentemente introdotti (giusto per citare un paio delle saghe che ho letto: Multiversity di Morrison o il Batman di Snyder e Capullo) rendono ovviamente la lettura di alcuni passaggi meno spiazzante. Anche la pubblicazione della storia principale, senza i tie-in, non sempre risulta esattamente lineare, nel senso che in alcuni passaggi si ha la sensazione che forse si sono persi passaggi presenti in storie uscite su altri albi. Ad ogni buon conto sono tutti elementi abbastanza comuni ai grandi crossover supereroistici, che comunque riescono a restare leggibili a se stanti, senza troppo bisogno di avere chissà quali grandi conoscenze. Ad ogni modo, almeno per il lettore più affezionato dei personaggi DC Comics, è abbastanza evidente l'esistenza, in sottotraccia, dell'idea di voler ripristinare molti degli elementi del multiverso DC Comics classico.
Anche per Metal come per Death Metal è stata rilasciata una colonna sonora, ma personalmente preferisco quella di Metal. Qui sotto un assaggio!

Nessun commento:

Posta un commento