Il Premio Nobel per la fisica del 2004 venne assegnato per la scoperta della libertà asintotica (vedremo più avanti). A scoprirla furono, indipendentemente uno dall'altro, Frank Wilczek, persona simpatica e affabile che ho avuto il piacere di ascoltare di persona in una conferenza a Milano, David Gross e Hugh David Politzer, forse il meno noto del trio, ma certo non meno interessante degli altri due.
Nato il 31 agosto del 1949 da due immigrati cecoslovacchi, Alan e Valerie Politzer, ha frequentato nell'ordine la Bronx High School of Science, l'università del Michigan e infine Harvard, dove ha conseguito il dottorato nel 1974 sotto Sidney Coleman, fisico teorico allievo di Murray Gell-Mann. E' proprio al periodo harvardiano che risale il suo primo articolo pubblicato: era il 1973 ed era già un lavoro da Nobel, visto che è proprio l'articolo in cui descrisse il meccanismo della libertà asintotica.
Come scritto all'inizio non fu l'unico. Dopo l'introduzione del modello a partoni, che permetteva di dare una spiegazione razionale allo zoo di particelle che era letteralmente esploso nei decenni precedenti grazie agli esperimenti, in particolare quelli con gli acceleratori di particelle, non si erano ancora osservati i quark in libertà. La cosa era, ovviamente, un po' strana, ma prorpio in quegli anni Politzer riuscì a descrivere un meccanismo convincente: l'interazione che teneva insieme i quark all'interno dei nucleoni, ovvero l'interazione forte, era tale da aumentare la sua intensità con la distanza. Questo implicava che i quark si sarebbero comportati come particelle libere solo a brevi distanze, impedendoci quindi di osservarli direttamente.
