Stomachion

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giovedì 7 marzo 2019

Alita, l'angelo della battaglia cinematografica

Alita è stato il primo manga che ho letto, e direi che non potevo iniziare con un'opera migliore il mio rapporto con il fumetto giapponese. Era il 1997 e avevo acquistato l'edizione della Panini(1): era da tempo che desideravo accostarmi a questo genere di fumetto, che peraltro presentava anche una implicita difficoltà nel senso di lettura. Se da un lato mi risultò abbastanza veloce e naturale adattarmi (e devo dire che all'inizio mi era difficile tornare al senso di lettura occidentale, cosa che oggi è di molto ridotta se non quasi scomparsa), dall'altro venni letteralmente colpito dalla storia postapocalittica e fortemente cyberpunk e dalla struttura narrativa: Yukito Kishiro, infatti, inseriva spesso degli inserti di spiegazioni tecniche delle armi e delle armature che rendevano in qualche modo ancora più "immersiva" la lettura dei vari episodi. Inoltre i personaggi tormentati, la ricerca di Alita della sua umanità, i disegni dettagliati senza alcuna vera cartoonizzazione delle figure (a parte gli ovvi stilemi del genere manga) mi colpirono positivamente, rendendo di fatto Alita una pietra di paragone con qualunque altro manga che mi capitò poi di scegliere.

martedì 26 gennaio 2010

Avatar

L'ho visto e dunque mi tocca parlarne, senza contare che in questo modo penso di poter rispondere all'invito di Annarita su Scientificando, dove riporta una interessante discussione storica ispirata ad Avatar, con tanto di microscopica, caustica ma profonda riflessione del film:
Non esprimo le mie considerazioni perché mi interessa conoscere il vostro punto di vista spontaneo!
Il mio punto di vista o recensione sarà, come spesso succede, logorroico e divagante, da buon wikipediano quale sono.

La prima sensazione è stata: quando arriva la frase tratto da un romanzo di Robert Heinlein?
In effetti l'incipit sembra fondamentalmente heinleiniano, senza contare che anche nel complesso il film nella sua semplicità sembra ispirarsi (se non addirittura scritto proprio con lo stile del) al grande scrittore di fantascienza che, intorno a piccoli e semplici messaggi, riusciva a costruire delle storie interessanti e appassionanti, che si potevano leggere al di là del tema che stava a cuore allo scrittore.