Come ormai succede ogni volta che vado in Osservatorio, scendo sempre una fermata prima (a meno che non devo passare dall'edicola, anticipando così a due) per poter fare una breve passeggiata. E quella mattina, un giorno dei primi di giugno dopo la chiusura della scuola, incrocio una madre con il figlio che ripete
perché più volte. E lì mi viene in mente una frase che mia nonna diceva per spegnere il mio
periodo dei perché:
Perché due non fanno tre
Erano anni che non riflettevo su questa frase, ma l'effetto di tornarci oggi rispetto a quando ero bambino è quello di pensarla in termini matematici. Da un punto strettamente superficiale la risposta implica la matematica più elementare: il fatto che due oggetti sono evidentemente un numero differente rispetto a tre oggetti, per esempio due mele sono diverse da tre mele (anche se magari si possono trovare mele tali per cui due mele hanno lo stesso peso di tre mele, ma già questo è pensare da fisici e in questo specifico caso sì che due fanno tre!). Il passo successivo, però, è chiedersi: ma veramente due non fanno tre?