
La storia, scritta da Masayuki Qusumi, narra le peripezie culinarie di un commesso viaggiatore, il signor Inogashira. I due autori lo spediscono in giro per il Giappone a provare prelibatezze varie, molte locali e nazionali, altre provenienti da vari paesi dell'asia. In questo modo è possibile apprezzare la ricchezza della cucina giapponese e asiatica, che risulta più varia di quella che ci propongono i ristoranti sushi e cinesi che possiamo generalmente trovare qui in Italia. D'altra parte, restando al solo Giappone, il sushi è solo una parte, anche piccola, della cucina nipponica e solo di recente, ad esempio, si sta scoprendo anche qui il ramen.

Relativamente agli ingredienti Inogashira sceglie salame, pomodoro e peperoni, questi ultimi su consiglio della cameriera, aggiungendo infine anche un po' di acciughe. Per completare il tutto una bella spruzzata di tabasco sopra e un pensiero confortante per il protagonista:
Dicono che in Italia non si usi il tabasco, ma mangiare mettendo il tabasco messicano in abbondanza e bevendo coca-cola americana, è lo stile giapponese.Le peripezie di Inogashira si concludono in Francia, a mangiare cous cous in un ristorante algerino, non senza, però, aver concluso il pasto con un buon piatto di riso:
Per noi il piatto principale è il riso, poi ci sono condimenti e brodo! Se ci sono queste tre colonne portanti, sei in Giappone ovunque.Inoltre i disegni di Taniguchi sono perfetti sia nella rappresentazione dei piatti mangiati dal protagonista, sia nella rappresentazione delle sue fantastiche espressioni.
Insomma: Gourmet è un inno non solo alla buona cucina, ma anche a chi, con coraggio e curiosità, intraprende l'esperienza di mangiare piatti nuovi in locali nuovi. In un certo senso, per riprendere l'immagine usata da Qusumi nella prefazione del primo volume, Gourmet è dedicato ai samurai della buona tavola!
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