Stomachion

sabato 4 febbraio 2023

Paperinik #73: Un nuovo cavaliere a Duckmelot

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Sono un po' meno in ritardo rispetto al Paperinik #72, visto che il #74 in teoria dovrebbe uscire domani. Se non ci saranno ritardi, probabilmente lo acquisterò questo mercoledì con Topolino, e visto che ci sarà abbinata la moneta (a proposito, la state seguendo la playlist degli unboxing?), potrebbe anche essere che vi proporrò un po' prima del solito la recensione del #74. Vedremo.
Per intanto, però, concentriamoci su Il nuovo cavaliere di Alessandro Ferrari e Alessandro Pastrovicchio, l'8.vo e ultimo capitolo della prima stagione del Wacky Knight, ovvero la versione fantasy di Paperinik.
La storia, che mette in scena forse il tentativo più pericoloso e più vicino alla riuscita di Amelia per accaparrarsi il rubino rubicondo de Re Paperon, propone l'esordio nella serie della versione duckmelotiana (scusate!) di Paperinika. A differenza dell'alter ego di Paperino, Lady Paperinika non ha origni magiche, ma dal puro e semplice coraggio di Lady Paperina, pungolata all'azione dalla sua amica Lady Chiquita. La storia vede anche l'inserimento di altri elementi interessanti provenienti dalle storie classiche di Paperinik, come una specie di club di sir Paperinik. Se però caliamo l'episodio all'interno della serie, risulta evidente un difetto di fondo della saga: non c'è alcuna vera preparazione dell'esordio di Lady Paperinika disseminato negli episodi precedenti. Lady Paperina, infatti, non aveva mai mostrato alcuna propensione all'azione. Niente avrebbe infatti fatto presagire il suo esordio come cavaliere mascherato.
A parte questo elemento, che più che altro è una debolezza della serie più che del singolo episodio, la storia è una delle migliori di questa prima stagione, anche per la drammaticità degli eventi messi in campo, che vengono comunque opportunamente alleggeriti dallo stile leggero e dalle gag sparse qua e là. Vedremo come proseguirà il tutto già sul #74.
Se poi ci soffermiamo sul resto del sommario, ci troviamo di fronte a uno dei numeri migliori di Paperinik, anche se devo dire che questa testata mi ha stupito già da parecchio tempo, motivo per cui è diventata una lettura regolare. La seconda storia dell'albo, infatti, è una cinetica e testa avventura temporale di Andreas Pihl, Peter Snejbjerg e Massimo Fecchi, La volpe di giada, in cui il viaggio nel tempo di Paperinik fino all'antico Egitto è di origine magica. Fa anche parte di una serie di storie egmontiane in cui Paperinik indossa un guanto tecnologico sulla mano destra, che in qualche modo è probabilmente ispirato allo scudo extrasfrmer di PKNA. La storie è indubbiamente molto buona e introduce anche un nuovo, interessante personaggio, la ladra Ireyon, che però sembra mon abbia avuto molto seguito oltre una seconda storia, che magari riusciremo a leggere in un futuro numero del Paperinik della Panini.
Terza storia a sommario che, anch'essa, merita una citazione è La pizza traditrice, una delle mie storie preferite di Paperinik tra le inedite che venivano pubblicate su Paperinik e altri supereroi. Disegnata da Claudio Sciarrone, che usò molte delle soluzioni grafiche e di composizione delle vignette adottate in PKNA, e scritta da Ezio Borciani e Sergio Tulipano, vede Qui, Quo, Qua scoprire il segreto di Paperino a causa di una pizza particolarmente pesante. La storia, ovviamente, si rivela solo un sogno indotto proprio dalla suddetta pizza, ma rende esplicito un elemento su cui gli autori disneyani avrebbero posto l'accento solo diversi anni più tardi: lo stretto rapporto di affetto tra Paperino e i suoi nipoti. Sarebbe, però, interessante rompere questo tabù, ovvero l'ingoranza dei nipotini della vera identità di Paperinik, dopo aver rotto quello relativo ad Archimede Pitagorico, e magari, dopo quanto successo su Topolino #3506 forse potremmo essere un po' più vicini, Di questo, però, ne discuteremo domani!

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