Basato sul libro
Hidden Figures: The American Dream and the Untold Story of the Black Women Who Helped Win the Space Race della giornalista
Margot Lee Shetterly, il film
Hidden Figures ha portato al grande pubblico un trittico di donne forti e determinate che hanno sfidato ben due distinti generi di discriminazioni in una sola vita: quella di genere, in quanto donne, e quella razziale, in quanto afroamericane.
Di quelle tre protagoniste, che hanno ognuna nel proprio campo contribuito in maniera importante alla corsa allo spazio statunitense, oggi provo a scrivere le classiche due righe su
Mary Jackson.
Una vita per la parità di tutti
Mary Jackson nella galleria del vento - via
commons
Nata il 9 aprile del 1921 da
Ella Scott e
Frank Winston, ottenne un
bachelorato (all'incirca l'equivalente di una laurea di primo livello) in matematica e fisica presso la
Hampton University nel 1942. Due anni dopo si sposa con
Levi Jackson, marinario della
US Navy, da cui prende anche il congnome con cui è oggi nota.
Dopo aver fatto molti lavori, anche nell'ambito scolastico (in questo caso per studenti afroamericani) e dopo aver partorito il suo primogenito, venne selezionata dalla
National Advisory Committee for Aeronautics (NACA) nel 1951 come
calcolatrice presso il
Langley Research Center dove lavorò sotto la supervisione di
Dorothy Vaughan, altra protagonista di film e libro.