Stomachion

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venerdì 16 ottobre 2026

Dalla sfera del mondo alla Luna

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La bacheca con i tre tomi allestita per l'occasione presso il Museo astronomico di Brera
Domenica, come avevo annunciato, il Museo astronomico di Brera ha aperto in via straordinaria le sue porte ai visitatori. E con l'occasione abbiamo esposto in una teca appositamente preparata tre libri che in piccolo riassumono la storia dell'astronomia dal modello tolemaico verso i tempi moderni: De la sfera del mondo di Alessandro Piccolomini, il De revolutionibus di Niccolò Copernico e il Sidereus Nuncius di Galileo Galilei.
L'idea iniziale era riassemblare alcune cise che avevo scritto nel corso degli anni sul De revolutionibus e sul lavoro di Galileo per scrivere il più velocemente possibile una specie di storia che potesse guidare il lettore dal sistema tolemaico a quello copernicano, ma come al solito ho ecceduto e così la scrittura di ciò che state per leggere, e soprattutto la sua lunghezza, è andata oltre le mie iniziali intenzioni!
Pertanto, iniziamo a raccontare la storia:

sabato 10 ottobre 2026

Domenica di carta all'Osservatorio Astronomico di Brera

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L'iniziativa della Domenica di carta, o forse si dovrebbe più correttamente dire delle domeniche, è stata promossa dal ministero della cultura come giornata per valorizzare l’immenso patrimonio documentale conservato negli Archivi di Stato e nelle Biblioteche pubbliche, per citare il ministero stesso nella comunicazione dello scorso anno, dove era già evidente come più che di una domenica si parlava dell'intero fine settimana.
Anche quest'anno gli eventi sono spalmati in più giornate. Nonostante la domenica di carta sia stata ufficialmente il 4 ottobre, ci sono molti più eventi nel fine settimana del 10 e dell'11 ottobre.
In particolare domani 11 ottobre 2026 il museo astronomico di Brera sarà aperto in via straordinaria (e gratuita, previa prenotazione) per esporre le copie presenti nella nostra biblioteca di due opere fondamentali della storia dell'astronomia e della scienza: il De Revolutionibus Orbium Coelestium di Niccolò Copernico e il Sidereus Nuncius di Galileo Galilei.
Saremo aperti dalle 10 alle 18 con una pausa tra le 13 e le 14 per il pranzo. E ci sarò anche io, probabilmente dalle parti delle teche dove saranno fisicamente esposte le due opere, oppure in giro per il museo.
Lo so che sarebbe stato meglio comunicare questa informazione un po' prima, ma questi giorni sono andati un po' così, ma spero che non sia troppo tardi per programmare un salto da noi per vedere due libri straordinari e una piccola parte della nostra collezione di strumenti astronomici.
Tutte le informazioni sul sito del museo.

venerdì 22 maggio 2020

In the line of fire

Sesto album della band, terzo da quando è a bordo come cantante Roy Khan, Epica è il primo di due concept album consecutivi ispirati al Faust di Johann Wolfgang von Goethe. Uscito nel 2003 con un titolo che è anche un omaggio agli Epica, precede The Black Halo, che ne è il segutio, e che vede come guest star Simone Simons, cantante degli Epica. L'album, dopo un breve prologo strumentale, si apre con Center of the Universe, ma non si occupa di temi scientifici, come ben chiaro dal corus della canzone:
If the war by heavens gate released desire
In the line of fire someone must have known
That a human heart demands to be admired
'Cause in the Center of the Universe
We are all alone
A volter essere pignoli c'è un leggero accenno scientifico negli ultimi due versi: in fondo le galassie sono destinate a diventare sempre più isolate a causa di quanto avvenuto al centro dell'universo all'incirca 14 miliardi di anni fa. Questa, però, non è la storia che andremo a raccontare nelle prossime righe.

martedì 19 marzo 2019

Le ultime pagine

Il 24 maggio 1543 le ultime pagine del suo libro arrivarono da Norimberga. Donner le portò al letto del malato, e l'istante successivo vide la vita abbandonare il suo corpo, come se Copernico avesse resistito tutti quei mesi solo per vedere il libro terminato.
- da Il segreto di Copernico di Dava Sobel
I tempi, nella memoria, si confondono, mentre gli eventi sembrano susseguirsi a scatti, come scene di un film. Così potrei dire di avere un'idea abbastanza precisa di ciò che dovrebbe aver provato Jerzy Donner in quel momento: entrare nella sala rianimazione un'ultima volta e poi, alcune ore dopo, ricevere l'annuncio della fine delle sue sofferenze, come se avesse atteso che fossimo di nuovo tutti insieme.
Quasi un anno e mezzo fa.
Non me la sento di scrivere di più su mio padre e su come ha lottato letteralmente fino all'ultimo respiro, ma in qualche modo oggi sentivo la necessità di doverlo ricordare.